Palermo, pronto il ricorso al TAR contro la tassa occulta chiamata impropriamente ZTL
Economia, In Evidenza, Primo Piano

Palermo, pronto il ricorso al TAR contro la tassa occulta chiamata impropriamente ZTL


Time Sicilia

Si tratta del secondo ricorso. Il primo aveva già ottenuto la sospensione del provvedimento. Ma l’Amministrazione comunale di Palermo guidata da Leoluca Orlando, con una furbata, ha provato ad aggirare la Giustizia amministrativa. Operazione non riuscita perché il TAR, questa volta, oltre a pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva, entrerà nel merito di quest odioso balzello dal sapore renziano. Angelo Figuccia: “Anche i preti del Centro storico sono contro la ZTL orlandiana”

Entra nel vivo la battaglia contro la tassa di circolazione automobilistica, contrabbandata come ZTL, che l’Amministrazione comunale di Palermo ha appioppato ai cittadini per fare ‘cassa’. Contro il provvedimento è già pronto il ricorso per motivazioni aggiunte presso il TAR (Tribunale Amminitrativo Regionale) Sicilia.

Ne dà notizia la battagliera vice presidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta:

“Lunedì 7 novembre 2016 – scrive Nadia Spallitta – presso il salone parrocchiale della chiesa Sant’Anna di via Calascibetta 24, a Palermo, si terrà la conferenza stampa per presentare le firme per il ricorso al TAR con il quale si chiede la sospensione della delibera di adozione delle ZTL a Palermo, entrate in vigore lo scorso 10 ottobre”.

In questa fase si chieda ai giudici amministrativi di sospendere la delibera.

“Sono circa 400 le firme a sostegno del ricorso raccolte dai proponenti: il consigliere comunale Nadia Spallitta, gli avvocati Giovanni Scimone e Alessandro Dagnino e le diverse associazioni civiche e di categoria. Nelle more che l’Amministrazione si doti dei servizi necessari a sostegno delle ZTL (finora carenti), come per esempio parcheggi lungo il perimetro e linee bus più efficienti, si propone come obiettivo la sospensione del provvedimento che ha creato disagi ai cittadini palermitani”.

“Abbiamo sempre detto – prosegue la nota di Nadia Spallitta – di non aver alcun pregiudizio nei confronti delle ZTL, ma di essere consapevoli che in questi termini arrecano solo un danno a chi le ‘subisce’ e sono contraddittorie rispetto alla loro stessa essenza, ovvero quella di misura antinquinamento”.

I promotori invitano a partecipare alla conferenza stampa tutti coloro che hanno sottoscritto il ricorso e lavorato a sostegno dell’iniziativa presa nell’esclusivo interesse dei cittadini.

Per la cronaca, questo è il secondo ricorso al TAR contro l’istituzione di questa odiosa tassa di circolazione automobilistica chiamata impropriamente ZTL. Nei primi mesi di quest’anno i giudici amministrativi hanno già sospeso, in seguito a un primo ricorso, la ‘presunta’ ZTL. Proprio in questi giorni era atteso il giudizio di merito del TAR Sicilia.

Il Comune di Palermo, però, ha messo in atto una furbata. Ha ritirato la delibera, facendo venire meno le ragioni del contendere. Ma ha presentato una seconda delibera che, per certi versi, è peggiore della prima.

Perché il Comune di Palermo fa questo? Perché per fronteggiare i tagli operati ai danni del Comune dal Governo Renzi (tagli diretti e tagli indiretti: in questo secondo caso sono le risorse finanziarie che lo Stato ha tagliato alla Regione siciliana che, a propria volta, non li eroga più ai Comuni), invece di chiedere contio e ragione a Roma, cerca, ‘renzianamente’, di fare pagare il conto ai cittadini.

La ‘presunta’ ZTL colpisce, in particolare, i commercianti del Centro storico della città, che dalla reintroduzione di questa tassa sono stati i più colpiti. In questa prima fase, infatti, il Comune ha circoscritto l’applicazione di uesta tassa di circolazione automobilistica al Centro storico cittadino.

Per tutta risposta i palermitani, piuttosto che pagare il nuovo balzello, preferiscono non recarsi più nel Centro storico. Il risultato di questa gestione ‘renziana’ della città è che gli esercizi commerciali delle aree cittadine nelle quali vige il balzello hanno subito un tracollo.

Da qui una manifestazione popolare contro la ZTL che è in minima parte degenerata con l’abbattimento, da parte di qualche facinoroso, dei cartelli con le scritte “ZTL”. Il sindaco Orlando ne ha approfittato per ‘buttarla sulla legalità’, tra polemiche e denunce.

In un comunicato congiunto Confartigianato Palermo, Confimprese, Confindustria Palermo condannano gli atti vandalici, ma ribadiscono che la ‘presunta’ ZTL, così com’è stata pensata dal Comune, non funziona.

“Chi opera senza alcuna legge e con violenza va perseguitato – scrivono in un comunicato Confartigianato Palermo, Confimprese, Confindustria Palermo – su questo tema il sindaco Orlando ha la nostra piena solidarietà e in caso di processi sull’argomento preannunciamo la nostra costituzione come parte civile. Contemporaneamente, però, rivendichiamo il diritto di confrontarci, con metodi costituzionalmente garantiti, sui temi che riguardano la vivibilità della città, senza che il sindaco sposti il tiro su altri argomenti”.

“In merito alla manifestazione anti ZTL, infatti – prosegueno le organizzazioni imprenditoriali – abbiamo l’impressione che il primo cittadino voglia focalizzare l’attenzione sullo ‘scontro ideologico’, sfuggendo alle ragioni delle migliaia di cittadini, commercianti e professionisti che non condividono le scelte dell’Amministrazione. Il tema all’ordine del giorno non è la validità della strumento ZTL, ma la sua applicabilità, la sua sostenibilità e l’analisi delle modalità previste dal Pgtu, visto che quest’ultimo prevede requisiti fondamentali per l’applicazione del provvedimento”.

Il Pgtu, per la cronaca, sta per Piano generale del traffico urbano, che a Palermo non è stato aggiornato. Cosa, questa, che, con molta probabilità, determinerà la sconfitta dell’Amministrazione davanti ai giudici amministrativi.

“Noi riteniamo che l’Amministrazione non abbia seguito le linee guida del Pgtu – scrivono ancora gli imprenditori, che non hanno tutti i torti -: è un problema di procedure attuate, di previsioni progettuali non rispettate. Ci auguriamo sia possibile un confronto, mentre l’Amministrazione adotta un atteggiamento dilatorio, forse nella speranza di prendere commercianti e cittadini per stanchezza. In questo contesto stupisce l’assenza del Consiglio comunale che, davanti ad un’evidente disapplicazione di una propria delibera non adotta i provvedimenti di controllo e verifica che rientrano nel proprio compito statutario”.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale di Forza Italia, Angelo Figuccia, che ricorda che, adesso, anche alcuni preti sono scesi in piazza contro la ZTL orlandiana:

“Probabilmente, il buon padre Pintacuda si starà rivoltando nella tomba, vedendo che il suo ex ‘pupillo’ Orlando è riuscito nella non facile impresa di far mobilitare i preti delle parrocchie del Centro storico contro la ZTL. Sono davvero lontani i tempi quando il sindaco di quella che fu la Primavera aveva accanto tutto il movimento cattolico”.

“Anche il responsabile della parrocchia della Cattedrale e i priori dei conventi di San Domenico e Sant’Antonino – scrive sempre Angelo Figuccia – hanno messo nero su bianco quello che noi diciamo da quasi un anno: la ZTL è una sorta di morsa mortale che sta portando, lentamente ma mica tanto, alla desertificazione del centro storico. Anche i preti palermitani stanno dando voce ai tanti commercianti e residenti che chiedono a gran voce al sindaco di fare marcia indietro. Ma, lui, testardo peggio di un mulo, non ci sente e non vuole prendere in considerazione neanche la sospensione del provvedimento”.

“Un atteggiamento scellerato e senza senso – prosegue il consigliere comunale – che dimostra chiaramente come Orlando viva ormai avulso dalla realtà e chiuso nella sua torre d’avorio, circondato da cortigiani pronti soltanto ad assecondarlo. Se non vuole passare alla storia come il sindaco che ha distrutto il tessuto economico di gran parte della sua città, l’ex allievo di padre Pintacuda, che poco prima di morire ne aveva già preso le distanze, ascolti almeno chi si fa portavoce del disagio umano e sociale di chi vive e lavora nel nostro centro storico e torni indietro sui suoi passi prima che sia troppo tardi, prima che Palermo pianga altre centinaia di famiglie di disoccupati rimasti nella disperazione”.

P. S.

In realtà, il Consiglio comunale di Palermo, in questa storia, qualcosa ha fatto: danno.

Il riferimento è ai consiglieri comunali che, nel dicembre dello scorso anno, hanno votato questo provvedimento che penalizza la città. Non a caso questo articolo – che racconta tutta la storia – è ancora molto letto:

Palermo: ecco i nomi dei consiglieri comunali che hanno votato “Sì” alla nuova tassa di circolazione per le automobili

5 novembre 2016

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo