I 43 migranti a Porto Empedocle: il solito ‘affare’ presentato con il solito volto ‘buonista’
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I 43 migranti a Porto Empedocle: il solito ‘affare’ presentato con il solito volto ‘buonista’


Time Sicilia

Un affare per chi gestisce questo centro di accoglienza, non certo per il Comune di Porto Empedocle che avrà solo oneri. Di fatto – spiace dirlo, ma è così – i fondi che lo Stato e la Regione hanno tagliato al Comune di Porto Empedocle (e quindi ai cittadini di questo centro dell’Agrigentino) sono invece stati trovati per assistere i minori extra comunitari e, soprattutto, per foraggiare chi li gestirà

In queste ore, a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, va in scena la solita sceneggiata con i migranti. Questa volta si tratta di 43 minori piazzati, con un blitz, in una struttura di questa cittadina. Non mancano le polemiche. Il sindaco, la grillina Ida Carmina, sostiene di non essere stata avvertita. I suoi avversari sostengono, invece, che il Comune era stato avvisato.

Ma il tema non è questo. E ha fatto benissimo la sindaca di Porto Empedocle a sottolineare che nel suo paese ci sono mille problemi, c’è la fame mentre il Comune è senza soldi. Poi, improvvisamente, si trovano i soldi per pagare non tanto e non soltanto vitto, alloggio e altro ai 43 minori extra comunitari, ma anche i ‘capi’ e i dipendenti della solita cooperativa chiamata a gestire questa ‘emergenza’.

Ricordiamo che per la gestione dei migranti non esiste evidenza pubblica: di solito sono le Prefetture, o altri soggetti, a chiamare, direttamente, chi va ad occuparsi della gestione dei migranti (di solito sono cooperative).

La vicenda va illustrata almeno in alcuni dei suoi aspetti, per chiarire ai cittadini siciliani l’imbroglio che viene perpetrato ai loro danni con la scusa che non bisogna essere razzisti.

In questo momento lo Stato e la Regione siciliana hanno, di fatto, massacrato le nove ex Province e i Comuni.

Le ex Province sono fallite. Non hanno dichiarato il fallimento – o dissesto finanziario – perché la Regione, con la sola eccezione della Provincia di Siracusa, le tiene in vita pagando, con ritardo, gli stipendi ai circa 6 mila e 500 dipendenti.

Con molta probabilità, il dissesto delle altre otto Province verrà dichiarato dopo che il centrosinistra siciliano avrà perso le elezioni regionali di novembre.

Anche i Comuni sono quasi tutti falliti. Fino ad ora le dichiarazioni dissesto non sono state tante perché alcuni Comuni sopravvivono: chi con l’imposta sui turisti, chi aumentando la pressione fiscale locale.

Tutti i Comuni siciliani sono legati da un denominatore comune: forniscono ai cittadini servizi sempre più scadenti, ma fanno pagare agli stessi cittadini tasse e imposte sempre più ‘salate’.

I tagli finanziari ai Comuni siciliani sono stati pesantissimi. Lo Stato non dà nulla. La Regione, quest’anno, dovrebbe erogare circa 650 milioni di euro: 340 milioni di euro di Fondo per le Autonomia locali, 220 milioni di euro per i precari e 115 milioni di euro per le rate dei mutui.

Ebbene, a fine agosto la Regione sta completando l’erogazione di appena 50 milioni di euro per circa 400 Comuni: un tredicesimo rispetto a quanto dovrebbe erogare.

Qual è il risultato? Quei Comuni i cui cittadini possono ancora essere ‘spennati’ con tasse, imposte, ZTL e via continuando con balzelli vari stanno in piedi. Poi ci sono Comuni dove i cittadini non pagano più nemmeno l’IMU, perché sono ormai allo stremo. E lì, tra qualche mese, c’è il rischio che venga pure interrotta la fornitura di energia elettrica.

Porto Empedocle è uno di questi Comuni. Un Comune che è stato gestito malissimo dal precedente sindaco, Calogero ‘Lillo’ Firetto (oggi sindaco di Agrigento), che ha puntato tutto su un progetto folle: un mega rigassificatore i cui lavori oggi sono bloccati. Firetto ha impostato il futuro di questa cittadina sul rigassificatore. Venuto meno questo ‘mostro’, Porto Empedocle è collassata.

L’attuale sindaca grillina, la già citata Ida Carmina, ha ereditato un Comune allo sbando. Non solo. Il Governo nazionale e il Governo regionale – entrambi di centrosinistra – aiutano le Amministrazioni comunali di centrosinistra e penalizzano chi non sta con loro. 

E’ in questo scenario che le ‘autorità’ – che a Roma e in Sicilia sono tutte di centrosinistra – hanno dirottato i 43 minori a Porto Empedocle. Una mossa fatta apposta per caricare di responsabilità l’Amministrazione comunale che è già in grande difficoltà.

Nel caso di Porto Empedocle più che in altri casi si può parlare di uno Stato e di una Regione che tagliano i fondi al Comune e poi trovano i soldi – tanti soldi! – da dare al sostegno dei 43 minori e, soprattutto, ai gestori della cooperativa che gestirà i minori.

Chi si oppone a questo paradigma affaristico viene definito razzista.

Di fatto, il Governo nazionale e il Governo regionale stanno togliendo soldi ai cittadini del Comune di Porto Empedocle per darli in parte ai minori e, in parte, ai titolari di una cooperativa la quale non ha vinto un concorso per gestire questo servizio, ma ha usufruito di un affidamento diretto con il denaro pubblico.

Così facendo i Governi di centrosinistra di Roma e della Sicilia realizzano due obiettivi.

Primo obiettivo: una nuova cooperativa finanziata senza evidenza pubblica in campagna elettorale.

Secondo obiettivo: dimostrare che l’Amministrazione comunale grillina di Porto Empedocle non sa governare.

Sta ai cittadini siciliani capire che chi oggi governa l’Italia e la Sicilia non deve essere più votato. Perché chi specula – economicamente e politicamente – sul dramma degli immigrati – non va sostenuto. E il centrosinistra, fino ad oggi, ha fatto questo.

Il fatto che ci sia stato solo un’inchiesta e un processo a Roma – Mafia Capitale – sulla gestione dei migranti non significa che sia tutto finito lì.

Tra l’altro, le inchieste sui rapporti tra ONG e scafisti hanno lasciato intravedere uno scenario inquietante sul quale è calato il silenzio.

Ma, guarda caso, sono state proprio queste inchieste della magistratura, e non la politica, a imporre una svolta che ha ridotto il flusso di migranti in arrivo in Italia.

 

 

 

 

18 agosto 2017

Autore

TimeSicilia


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