L’accordo truffa in Senato, Campanella:”Per i senatori siciliani il PD conta più della Sicilia”

Oggi pomeriggio a Palazzo Madama il ddl enti locali che contiene la truffa in danno dei Siciliani. C’è un emendamento del senatore di Sinistra Italiana per fermarlo: “E’ un accordo insensato”. Chi lo sosterrà? Intanto ecco tutti i nomi dei senatori siciliani chiamati al voto

Arriva oggi pomeriggio nell’Aula di Palazzo Madama l’accordo truffa tra Stato e Sicilia  firmato dal Presidente della Regione, Rosario Crocetta e avallato prima dall’Assemblea regionale siciliana (43 voti favorevoli in puro stile ascaro,  come vi abbiamo raccontato qua) e poi dalla Camera dei Deputati (con il voto favorevole dei parlamentari siciliani eccezione fatta per M5S, FI e qualcuno del gruppo misto, qui trovate tutti i nomi).

L’intesa, che prevede la seconda rinuncia ai contenziosi con lo Stato (soldi che la Sicilia potrebbe incassare grazie ai pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale e che invece resteranno in tasca a Renzi) – oltre ad annullare norme statutarie in tema di riscossione tributaria (cosa che potrebbe essere fatta solo con legge costituzionale) – è contenuta nell’ormai famigerato articolo 11 del ddl enti locali che oggi il Senato metterà al voto.

Non è difficile prevedere che anche qui il testo, inclusa la truffa, verrà approvato senza difficoltà. A tentare di stoppare l’accordo Stato-Regione c’è un emendamento soppressivo presentato dei senatori siciliani di Sinistra Italiana, Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino. Ma nessuno si fa troppe illusioni: “Se lo abbiamo presentato- dice Campanella a TIMESICILIA- è perché crediamo che una possibilità di fermare quell’accordo c’è, anche se sappiamo che è difficile. Intanto proveremo a convincere gli altri senatori siciliani, ma certo è dura”.

“È una norma insensata – continua Campanella – che priva la Sicilia di risorse fondamentali per il suo sviluppo e svilisce l’autonomia della Regione. Soltanto un governatore incompetente poteva tornare a casa con un disastro del genere e presentarlo come un fatto storico. L’unico modo per salvare la Sicilia è abolire l’accordo, per non strozzare ulteriormente i conti regionali, già commissariati da Roma”.

Ma come prima all’Ars e poi alla Camera dei Deputati, è molto probabile che anche a Palazzo Madama  l’ultimo pensiero dei politici siciliani sarà pensare al bene della Sicilia:

“Il problema- sottolinea Campanella è il PD e i senatori siciliani del PD per i quali il partito è più importante della Sicilia e degli interessi dei Siciliani. Lo stesso vale per i senatori siciliani che non sono del PD ma che lo sostengono, come quelli del NCD ad esempio”. 

Che dire poi dell’Ars? Se l’accordo è stato inserito nel provvedimento nazionale è solo grazie ai 43 ascari che siedono tra gli scranni di Sala d’Ercole e che hanno votato sì facendo il gioco di Crocetta e del PD.

“In effetti se all’Ars fosse stato bocciato, oggi parleremmo di un’altra storia. Ma non mi stupisce. L’Ars non guarda agli interessi del territorio siciliano, semmai risponde ai desiderata più immediati di una parte del territorio sperando di trarne un immediato vantaggio, ovvero voti. Mi riferisco alla proposta di sanatoria che è un altro esempio di mala politica” (a questo proposito segnaliamo la conferenza stampa, in programma per domani alle 12, del deputato Girolamo Fazio di Forza Italia, grande sponsor della norma che prevede la sanatoria lungo le coste di cui vi abbiamo parlato qua).

Tornando all’accordo Stato-Regione, Campanella si mostra scettico anche dinnanzi all’opposizione di Forza Italia (che sia all’Ars che alla Camera dei Deputati ha tentato di bloccarlo): “E’ solo tattica politica. Quando mai Forza Italia ha difeso la Sicilia? E’ solo un modo per fare guerra al PD ora che hanno litigato”.

E il M5S? Hanno dato filo da torcere sia in Commissione Bilancio della Camera che in Aula:  “Certo una opposizione condivisibile in questo caso, ma temo che il Movimento cavalchi qualsiasi tema solo per guadagnare consenso. A loro manca una visione di insieme, non si spigherebbe altrimenti, ad esempio, la loro posizione sulle unioni civili. Se una norma risponde alla proprio visione politica, non va bocciata perché la presenta un altro partito”.

Detto questo, chi sono i senatori siciliani che oggi saranno chiamati al voto? Il loro voto contrario, probabilmente, non sarebbe sufficiente a bocciare il ddl che contine la truffa, ma sarebbe certamente un segnale importante nei confronti dei Siciliani.  Va da sé che vi daremo i nomi di quelli che voteranno a favore e che saranno inseriti nella lunga lista dei siciliani traditori della Sicilia.

Aggiornamento:

Sicilia saccheggiata: ecco i senatori siciliani che hanno detto sì all’accordo scellerato