Addio a Nicola Cipolla, grande dirigente del PCI siciliano
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Addio a Nicola Cipolla, grande dirigente del PCI siciliano


Giulio Ambrosetti

Ci ha lasciato anche Nicola Cipolla, una delle figure storiche della Sinistra siciliana. Agrigentino trasferitosi a Palermo con la famiglia negli anni del Liceo alla fine degli anni ’30 del secolo passato, Nicola Cipolla è stato un protagonista della vita politica e sociale siciliana per oltre un sessantennio. Deputato regionale e poi Senatore, è stato un personaggio fuori dal comune per coerenza, onestà intellettuale e impegno sociale 

Era la storia della Sinistra siciliana. La storia buona: storia di una passione politica allo stato puro maturata sui banchi del Liceo, a Palermo, alla fine degli anni ’30 del secolo passato. Nicola Cipolla, che ci ha lasciato, ha vissuto tutte le fasi della vita repubblicana italiana, dalla nascita fino ai nostri giorni. Lo ha fatto da giovane socialista, poi nel PCI accanto a personaggi del calibro di Napoleone Colajanni e Pio La Torre. Dalle lotte contadine all’Assemblea regionale siciliana e poi al Senato per tre legislature. E poi da uomo di sinistra, ma sempre libero, alla testa di un centro studi – il CEPES – sempre in prima file nel ‘leggere’ i fatti economici e sociali della Sicilia.

Nato ad Agrigento nel 1922, si trasferisce a Palermo con la famiglia. Nel capoluogo siciliano frequenta l’ultimo anno di Liceo. E da Palermo, giovanissimo, comincia la sua attività politica.

Comincia da socialista, perché nei primi anni della Repubblica italiana non c’era ancora un solco a dividere il PSI dal PCI. Nicola Cipolla sarà tra i fondatori, da socialista, del ‘Fronte del lavoro’.

Nel 1946, assieme a un gruppo di socialisti condurrà una battaglia politica contro l’allora sindaco socialista di Palermo, Rocco Gullo. Noi non condividiamo quanto scritto da Wikipedia, e cioè che l’avvocato Rocco Gullo, molto vicino a Pietro Nenni, fosse “vicino ad ambienti mafiosi”. Ci sembra un’accusa enorme, che contraddice la storia del Partito Socialista, che è sempre stato contro la mafia.

Dopo questa baruffa Nicola Cipolla aderirà al Partito Comunista Italiano, guidato all’epoca da Girolamo Li Causi.

Nicola Cipolla diventa uno dei protagonisti della lotta per l’occupazione della terra insieme con Pio La Torre e con tanti antri esponenti del PCI e del PSI.

Viene eletto in Assemblea regionale siciliana nel 1951 e vi rimane fino al 1963.

Non è – e questo a suo merito – uno dei protagonisti dell’operazione Milazzo, una rivolta metà sicilianista e metà “Come vuole Iddio”, come si usa dire in Sicilia.

Silvio Milazzo – un democristiano allievo di don Luigi Sturzo – viene eletto presidente della Regione siciliana nell’autunno del 1958 in contrapposizione al suo partito – la DC – da uno schieramento eterogeneo che andava dal PCI ai fascisti.

Milazzo, in poco più di due anni, presiederà tre Governi regionali.

Il primo Governo è quello venato da spirito autonomista e da una rivolta contro gli industriali, o presunti tali, che – come avvenuto in questi anni – si erano impadroniti di alcuni settori della vita pubblica (la differenza tra oggi e quanto accadde alla fine degli anni ’50 è che, allora, si trattava di ‘industriali’ del Nord, oggi si tratta di ‘industriali’ siciliani).

Gli altri due Governi regionali, invece, sono di basso cabotaggio politico e caratterizzati dalla presenza della mafia.

Il ‘milazzismo’ finirà con uno scandalo legato a compravendita di voti che verrà ‘insabbiato’.

Come già detto, Nicola Cipolla non sarà tra i protagonisti dell’operazione Milazzo: ne resterà fuori, così com’erano rimasti fuori Girolamo Li Causi e Pio La Torre.

Nel 1963 Nicola Cipolla verrà eletto al Senato nel collegio di Sciacca. Dove verrà riconfermato nel 1968. Nel 1972 verrà eletto, per le terza volta, nel collegio di Ragusa.

Da Senatore, Nicola Cipolla vivrà tutta la stagione della prima commissione parlamentare antimafia del Parlamento nazionale (1962-1976). Non sarà mai tra i parlamentari del PCI pronti sempre a strumentalizzare la lotta alla mafia: cosa che, invece, faranno alcuni suoi compagni di partito, interessati non alla lotta alla mafia, ma all’eliminazione degli avversari politici attraverso la lotta alla mafia.

Dalla fine degli anni ’70 fino ai nostri giorni, il senatore Nicola Cipolla sarà sempre presente agli appuntamenti più importanti della politica siciliana da osservatore attento e intellettualmente onesto: un’onestà intellettuale che, del resto, è sempre stata una caratteristica di tutta la sua vita contrassegnata dall’impegno politico e sociale.

Ribadiamo: stiamo raccontando, per sommi capi, la vita di un dirigente della Sinistra siciliana che non ha mai preso parte, da protagonista, ai momenti bui della sinistra post comunista siciliana. Momenti bui che ci sono stati, dal ‘milazzismo’ alle strumentalizzazioni nella lotta alla mafia, dal consociativismo degli anni ’70 del secolo passato (gli accordi di fine legislatura, all’Ars, tra DC e PCI) alla grigia stagione dei primi anni ’80.

Insomma, un grande personaggio, Nicola Cipolla. Un uomo politico che merita un posto di rilievo tra i grandi protagonisti del PCI in Sicilia, dai già citati Girolamo Li Causi a Pio La Torre, da Napoleone Colajanni a Emanuele Macaluso, da Pancrazio De Pasquale a Gianni Parisi e Nino Consiglio, per citarne solo alcuni.

Foto tratta da palermo.gds.it

30 luglio 2017

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GiulioAmbrosetti


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