Agrigento, la città dov’è sparita la raccolta differenziata dei rifiuti all’ombra degli affidamenti in proroga a ISEDA e SEAP
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Agrigento, la città dov’è sparita la raccolta differenziata dei rifiuti all’ombra degli affidamenti in proroga a ISEDA e SEAP


Time Sicilia

Nella città del Ministro Angelino Alfano e del sindaco Calogero ‘Lillo’ Firetto è sostanzialmente sparita la raccolta differenziata dei rifiuti. Al suo posto ci sono le discariche che fanno guadagnare tanti bei soldini ai privati! E c’è di più: visto che ad Agrigento non c’è quasi più raccolta differenziata, i cittadini dei Comuni vicini, dove invece di pratica la differenziata, per ‘sbrigarsi’, vanno a gettare ‘a munnizza lungo le strade della Città dei Templi…  

di Salvatore Petrotto

Ad Agrigento, Comune siciliano dove non si fa la raccolta differenziata dei rifiuti (forse verrà effettuata il prossimo anno) la SRR, la Società per la regolamentazione dei Rifiuti che sostituisce il vecchio ATO AG 2, ha praticamente riaffidato all’ISEDA e alla SEAP il servizio per la pulizia e la raccolta dei rifiuti. Il tutto in proroga, senza gara. Le due società gestiranno il servizio per un altro anno.

Sembra incredibile: da quando si è insediato, il sindaco di Agrigento, il già citato Firetto non ha trovato il tempo per far decollare la raccolta differenziata dei rifiuti. Anzi, per farla ripartire.

Per la cronaca, Agrigento, dal 2005 al 2010 è stato il primo capoluogo di provincia della Sicilia ad effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti. Solo per il cosiddetto ‘secco’ si arrivava al 20%.

Bisognava aspettare la Giunta comunale di centrosinistra per tornare alle discariche. Anzi, alla discarica di Siculiana, gestita dalla potete famiglia Catanzaro.

E la raccolta differenziata? Quasi tutto finito. Tra l’altro, lo scorso anno, ‘improvvisamente’, le fiamme hanno distrutto uno dei primi e dei più moderni impianti impianti per la raccolta differenziata della Sicilia. Da allora ad oggi altri impianti per la raccolta differenziata della nostra Isola presenti sono andati in fiamme. Chissà perché.

Che dire? Che, fino ad oggi, l’attuale amministrazione comunale di Agrigento non ha trovato il tempo di predisporre gli atti per celebrare una nuova gara d’appalto che preveda, per esempio, l’estensione della raccolta differenziata dei rifiuti all’intera città.

Attualmente, il vecchio bando predisposto e fatto pubblicare qualche anno fa, quando il Comune, dopo le dimissioni dell’ex sindaco, Marco Zambuto, era gestito dal commissario regionale, Luciana Giammanco, prevede la raccolta differenziata solo per 5 mila dei 60 mila abitanti della Città dei Templi, esclusi anche le decine di migliaia di turisti e visitatori che quotidianamente, specie d’estate, si riversano, oltre che nella Valle ed in Città, anche lungo i litorali agrigentini.

Quella dei rifiuti ad Agrigento è storia vecchia che risale per lo meno agli anni Novanta, quando si fece la prima gara e la vinse, oggi come allora, sempre la ISEDA, attualmente gestita dal cugino del sindaco di Agrigento, Giancarlo Alongi, assieme alla famiglia Consiglio, tutti di Porto Empedocle, cittadina quasi attaccata alla Città dei Templi, della quale lo stesso Firetto è stato sindaco prima di essere eletto ad Agrigento.

Sarà un caso, ma è sempre l’ISEDA, con gara o senza gara, che da più di 20 anni gestisce il ciclo dei rifiuti ad Agrigento. Non è un caso se la città di Pirandello, oltre che dei Templi, è uno dei centri più sporchi d’Italia, dove si pagano le bollette, relative a tale servizio, tra le più care d’ Italia.

Un intervento, in proposito, da parte di chi di dovere, per analizzare ed eventualmente sanzionare i protagonisti di questo perverso intreccio di compari e cugini non guasterebbe.

Oltre ad Alongi c’è anche Sergio Vella, titolare della SEAP.

SEAP e ISEDA sono i due gruppi imprenditoriali beneficiari, da almeno un decennio, di centinaia di milioni di euro di affidamenti diretti, senza gara, in proroga, di appalti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Appalti che, sino al 2015, venivano affidati dall’ATO AG 2 che serviva 19 Comuni, compreso ovviamente Agrigento. Appalti che, oggi, vengono affidati, con le stesse modalità, con artificiose proroghe, sempre all’ISEDA ed alla SEAP, attraverso una SRR, che, come già accennato,  sostituisce il vecchio ATO AG2.

Nella città del Ministro Angelino Alfano cambiano le formule societarie ed i nomi delle stazioni appaltanti: ieri si chiamavano ATO, oggi SRR, ma il risultato non cambia…

Non solo. Grazie alla raccolta differenziata sostituita, di fatto, dalla logica dell discariche, la Città dei Templi è diventata una mezza cloaca. Succede – e questo è veramente incredibile! – che i cittadini dei Comuni vicini dove viene effettuata la raccolta differenziata, per ‘sbrigarsi’, vanno a gettare l’immondizia nella strade di Agrigento!

Questa notizia – ribadiamo: incredibile! – l’abbiamo letta, senza che sia mai stata smentita, sul giornale on line Cronacasiciliana.it (QUI L’ARTICOLO).

Chiediamo alle autorità, sindaco ma non soltanto il sindaco: e i controlli?

 

25 agosto 2017

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TimeSicilia


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