Agrigento, l’arresto di un avvocato: la difesa di Giuseppe Arnone
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Agrigento, l’arresto di un avvocato: la difesa di Giuseppe Arnone


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Avendo riportato la nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, ci sembra doveroso riportare questo post preso da fecebook a firma di Giuseppe Arnone. Così i nostri lettori avranno a disposizione le tesi di tutte le parti. Quanto a noi, ci riserviamo di commentare questa vicenda dopo il pronunciamento del GIP 

Stamattina la Squadra mobile di Agrigento (ieri per chi legge ndr), coordinata dal Pm Carlo Cinque, ha prima fermato e poi posto in arresto l’Avv. Giuseppe Arnone per il reato di estorsione.

La vicenda trae spunto da una transazione che, stamattina, alle ore 09,00 (ieri mattina per chi legge ndr) l’Avv. Arnone ha sottoscritto con l’Avvocatessa Francesca Picone per la quale quest’ultima ha consegnato all’Avv. Arnone due assegni per complessivi 14.000,00 euro.

All’uscita dallo studio dell’avvocatessa Picone l’Avv. Arnone, accompagnato dall’Avv. Luigi Restivo, è stato fermato da agenti della Squadra mobile ed accompagnato in Questura in stato di fermo.
Il fermo, nella tarda mattinata è stato trasformato in arresto.

La vicenda trae spunto da un procedimento per estorsione nei confronti proprio dell’Avv. Picone che sarà chiamato il prossimo 22 novembre 2016 all’udienza preliminare che sarà tenuta dal Gip, Dott. Stefano Zammuto.

L’avvocatessa Picone, infatti, è imputata per estorsione – nei confronti della signora Cinzia Barbiere, assistita dall’Avv. Arnone – per rispondere del reato di estorsione per aver estorto alla Barbiere ben 15.000,00 euro per le controversie relative all’invalidità dei suoi figli minori, uno in sedia a rotelle e l’altro con le stampelle.

Su iniziativa della Avvocatessa Picone è stata avviata una trattativa per la composizione di questa controversia coinvolgendo ben 5 legali di Agrigento che stamattina doveva concludersi.

Gli avvocati coinvolti sono gli avvocati Francesca Picone, Maria Alba Nicotra, Ottavia Palumbo e Diego Galluzzo. Su tale vicenda possono essere anche ascoltati gli avvocati Daniela Principato e Luigi Restivo Pantalone, collaboratori dello studio legale dell’Avv. Arnone, che hanno seguito tutte le vicende.

L’Avv. Arnone è difeso dagli Avvocati Arnaldo Faro e Carmelita Danile.

L’Avv. Arnone è rimasto dalle 9,30 alle ore 13,00 in stato di fermo in Questura senza poter interloquire con i suoi legali.

Appare appena il caso di sottolineare che, probabilmente, per la prima volta in Italia, viene operato un arresto per il gravissimo reato di estorsione relativo ad una transazione condotta da ben sei avvocati, le cui trattative si sono svolte attraverso messaggi di posta elettronica certificata con l’iniziativa per l’accordo assunta non dal presunto estortore, ma bensì dalla vittima e con il pagamento del dovuto a seguito della sottoscrizione di un accordo e con il pagamento a mezzo di assegni bancari.

Appare opportuno sottolineare che il Pm che ha disposto l’arresto, il Dott. Carlo Cinque, avrebbe probabilmente dovuto astenersi dal condurre in prima persona le indagini avendo gravi ragioni di contrasto con l’Avv. Arnone in relazione a pregresse vicende che lo hanno contrapposto con il legale agrigentino in relazione all’inchiesta relativa ai gravissimi abusi edilizi dell’Avv. Sinatra nella Valle dei Templi di Agrigento – suocero dell’On. Riccardo Gallo Afflitto.

L’Avv. Arnone non ha posto in essere alcuna estorsione e sarebbe finalmente il momento che la Procura della Repubblica di Agrigento avviasse una serie indagine sia sui legali dei patronati che assistono coloro che, a causa delle loro invalidità, sono oggetto di circonvenzione, attraverso truffe ed estorsioni a danno, come nel caso di cui si è occupato l’avvocato ARNONE, di poveri bambini disabili”.

Qui le precisazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento

13 novembre 2016

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