Agrigento, Marco Campione candidato alle elezioni politiche nella lista di Forza Italia?
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Agrigento, Marco Campione candidato alle elezioni politiche nella lista di Forza Italia?


Time Sicilia

La notizia – che fino ad oggi è un’indiscrezione – della candidatura di Marco Campione, titolare di Girgenti Acque, alle elezioni politiche nelle file di Forza Italia circola con insistenza in queste ore. Contemporaneamente un’altra bufera giudiziaria si è abbattuta sulla società che gestisce il servizio idrico ad Agrigento e in altri 26 Comuni di questa provincia

di Salvatore Petrotto

Ancora una volta Girgenti Acque, la società di gestione dei servizi idrici in 27 Comuni agrigentini (gli altri 16 Comuni di questa provincia l’acqua se la gestiscono autonomamente COME POTETE LEGGERE QUI), è al centro di una corposa inchiesta per associazione a delinquere, corruzione, falso in bilancio ed inquinamento ambientale. Inchiesta che si interseca con un’indiscrezione che in queste ore corre per Agrigento e dintorni: la possibile candidatura del titolare di Girgenti Acque, Marco Campione, alle imminenti elezioni politiche nelle file di Forza Italia.

Intanto, mentre si vocifera dell’entrata di campione in politica, decine di carabinieri ed agenti della Guardia di Finanza, su disposizione dei magistrati della Procura di Agrigento Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro, coordinati dal procuratore Luigi Patronaggio, hanno effettuato una serie di perquisizioni e sequestri di documenti e computer presso gli uffici e le abitazioni dello stesso Marco Campione, azionista di maggioranza, presidente e legale rappresentante della società, e di Pietro Arnone, responsabile della società Hydortecne che cura gran parte delle attività gestionali, sempre per conto di Girgenti Acque.

Pietro Arnone è difeso dal fratello Giuseppe, il noto avvocato agrigentino, negli anni ’80 al vertice di Legambiente Sicilia, che di recente si è avvicinato a Vittorio Sgarbi.

Si tratta dell’ennesima bufera giudiziaria che colpisce Girgenti Acque e che si aggiunge ad altri procedimenti pendenti presso le Procure ed i Tribunali di Agrigento, Sciacca e Palermo, relativi ad una serie interminabile di truffe e reati ambientali, oltre che per voto di scambio politico-mafioso.

Girgenti Acque è una società che, tra l’altro, lo ricordiamo, ha operato, dal 2012 al 2015, senza certificazione antimafia ed il cui padre-padrone, Marco Campione, è già condannato a 10 mesi di reclusione, con sentenza definitiva, per falso e truffa allo Stato; mentre il suo ex amministratore delegato, Giuseppe Giuffrida, di Gravina di Catania, il 29 giugno 2016, presso il Tribunale di Catania, ha patteggiato una pena ad un anno ed 8 mesi per peculato, truffa aggravata, falso ideologico ed abuso d’ufficio.

Sempre il Campione e Girgenti Acque sono inoltre accusati di un’altra truffa aggravata e continuata per circa 20 milioni di euro, terminata al centro di un’indagine che risale allo scorso anno e che è stata condotta, attraverso degli accurati controlli documentali, dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Palermo, coordinati dal luogotenente Nunzio Sapuppo, in collaborazione con il Nucleo investigativo del Comando provinciale di Agrigento.

Gli organi inquirenti hanno accertato che la società che gestisce il servizio idrico integrato in buona parte della provincia di Agrigento avrebbe ricevuto dalla Regione 15 milioni di euro di contributi, previsti dalla legge, per consentire l’equilibrio economico gestionale tra il costo dell’acqua e il costo previsto dal piano d’ambito. Somma indebitamente percepita, sempre secondo gli inquirenti, perché la società non avrebbe rilevato i consumi idrici dalla data in cui ha iniziato la sua attività, il 2008, e fino al 2011, anno in cui Girgenti Acque ha iniziato, seppur parzialmente, a segnalare i volumi erogati.

A questo bisogna aggiungere che, su ordine dei Tribunali di Agrigento e di Sciacca, sempre lo scorso anno, sono stati confiscati 13 depuratori, perché non funzionanti (COME POTETE LEGGERE QUI).

Anche in questo caso i procedimenti penali per truffa, falso ed inquinamento ambientale sono tuttora in corso.

Malgrado questa gragnola di illegalità accertate dai Tribunali di mezza Sicilia, i 43 sindaci agrigentini facenti parte dell’ATI (Ambito Territoriale Idrico), ossia la società di programmazione e di controllo del servizio idrico-integrato, dopo avere dato mandato ad un legale per procedere alla rescissione del contratto trentennale con Girgenti Acque, ancora, stranamente, non hanno preso alcuna decisione.

E dire che le norme in materia di gestione di pubblici servizi, la normativa antimafia, nonché la convenzione stipulata a dicembre del 2007 tra l’allora ATO idrico e Girgenti Acque parlano chiaro: in caso di gravi inadempienze da parte del gestore bisogna revocare la convenzione. Tanto più che, in questo caso, il legale rappresentante è un pregiudicato per reati contro la Pubblica Amministrazione ed ha operato in assenza di certificazione antimafia, applicando peraltro delle tariffe, per dei servizi altamente inquinanti e fuori controllo, i cui importi risultano il triplo della media nazionale, eludendo anche i controlli delle Autorità nazionali in materia di servizi pubblici locali.

Il colmo di tutta questa serie di intricate vicende giudiziarie sapete qual è? Si è sparsa voce, come già accennato, che Marco Campione potrebbe essere candidato, in quota Forza Italia alle prossime elezioni nazionali del 4 marzo. Gli è stato assicurato, a quanto pare, un collegio sicuro, per potere usufruire dell’immunità parlamentare e/o di eventuali immunità.

Staremo a vedere se l’artefice e principale responsabile di questo devastante sfascio gestionale agrigentino, il deus ex machina di questo disastro ambientale ed economico che colpisce i cittadini della provincia di Agrigento diventerà parlamentare della Repubblica. Tutto è ormai possibile.

Dopo avere cercato per anni protezioni e garanzie, più o meno legittime, rivolgendosi a decine di parlamentari, sindaci, amministratori e burocrati agrigentini, garantendo loro posti di lavoro (?) a go go, finora è riuscito a guadagnare soltanto decine di procedimenti giudiziari.

Adesso forse ritiene opportuno uscire allo scoperto, mettendoci direttamente la faccia!

Considerate le sue, si fa per dire, capacità, adesso il nostro Campione merita o no di diventare deputato o senatore?

A Berlusconi l’ardua sentenza!

Da leggere:

Acqua in Sicilia: ecco come Crocetta e il PD hanno creato i presupposti per affossare la gestione pubblica

 

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13 gennaio 2018

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TimeSicilia


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