Ahi serva Italia, coraggio: un ultimo sforzo per mandare a casa Virginia Raggi!
Editoriale

Ahi serva Italia, coraggio: un ultimo sforzo per mandare a casa Virginia Raggi!


Time Sicilia

Da quando ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Roma Virginia Raggi non è stata lasciata in pace nemmeno per un momento. Quasi tutti i TG (RAI, SKY e tv berlusconiane) sono costantemente mobilitati per seguire le sue mosse. La ‘news’ è il Bilancio del Comune di Roma ‘bocciato’ senza nemmeno specificare da chi. E, in queste ore, l’attesa ‘escatologica’ per l’avviso di garanzia che dovrebbe provocare le sue dimissioni. E il signore milanese dell’EXPO? Quello può dormire sogni tranquilli… Ecco a voi la ‘Grande informazione italiana’ che il mondo ci invidia… 

Bocciato il Bilancio del Comune di Roma”, strombazzano i grandi giornaloni e la ‘Grande Tv’. Coraggio, dopo i veleni sugli assessori, dopo le polemiche sui consulenti, dopo l’immondizia, dopo le dimissioni di qua e di là serve il colpo di grazia: magari un bell’avviso di garanzia, no? Arresto no, per carità: sarebbe troppo, anche perché non ha fatto nulla. Teneva nel proprio ufficio di gabinetto Raffaele Marra, arrestato. Sapeva: Virginia raggi qualcosa sapeva. “Non poteva non sapere”, si diceva ai tempi di Tangentopoli. Insomma, un bell’avviso di garanzia da ‘promuovere’ a reti unificate – TG 1, TG 2, TG 3, SKY e reti berlusconiane potrebbe finalmente chiudere la ‘pratica’.

Per carità: la signora Raggi è incredibile. Tra le tante persone che aveva a disposizione si va a prendere alcuni degli uomini e delle donne in azione con le passate Amministrazioni comunali. Questo è il vero punto oscuro di questa vicenda. Ricordiamo che quando spuntava la sua candidatura a sindaco di Roma, già si parlare di lei, giovane avvocato, presente in certi studi legali romani.

Non sono fatti penalmente rilevanti: ma sono comunque indicativi dell’insufficienza con la quale il Movimento di Beppe Grillo seleziona il proprio personale politico.

Ciò posto, va detto che tutto questo non giustifica l’accanimento mediatico contro la sindaca di Roma: attacchi violenti e fascisti quando viene annunciata la sua candidatura, attacchi violenti e fascisti durante la sua campagna elettorale, attacchi violenti e fascisti quando si insedia in Campidoglio e sin dai suoi primi atti amministrativi. E attacchi violenti e fascisti in queste ore.

Pensate: sindaco di Milano è un signore protagonista di fatti incredibili. Si chiama Giuseppe Sala. Si è autosospeso e adesso è di nuovo in sella. Nonostante quello che ha combinato, per il sistema mediatico italiano è molto migliore di Virginia Raggi. Che invece è alla gogna – ininterrottamente – da quando ha annunciato la sua candidatura a a Roma.

Chissà: magari se avesse fatto gestire gli appalti per le Olimpiadi a chi ha gestito gli appalti per l’EXPO di Milano l’avrebbero lasciata in pace. Invece ha bloccato non solo la candidatura di Roma alle Olimpiadi, ma soprattutto gli appalti per le Olimpiadi: e questa non gliela possono perdonare!

Da qui l’attesa ‘escatologica’ per l’avviso di garanzia a Roma – perché lei ‘sapeva’ – per la vicenda Marra. E poco importa se non ha rubato, se è una persona per bene, se non è brava (soprattutto a trattare appalti…). Va mandata a casa. E sostituita con un politico del PD.

Sì, giornali e TV di regime – perché l’Italia di Renzi e del ‘suo’ PD è un regime (ci riferiamo al PD renziano, perché ci sono tanti altri dirigenti di questo partito che sono persone per bene e veri democratici) – non hanno dato tregua alla sindaca di Roma. E continuano a braccarla.

E lo fanno senza nemmeno curarsi del ridicolo in cui sono scivolati. La vicenda della ‘bocciatura’ del Bilancio del Comune di Roma – altro episodio che ha dato la stura a nuovi attacchi alla sindaca Raggi – è una delle punte più alte di informazione parziale e di parte.

Il Bilancio del Comune di Roma comincia a scricchiolare ai tempi in cui sindaco era Walter Veltroni. Ma, a parte articoli ‘corsari’, per dirla con Pasolini, la ‘grande informazione del nostro Paese ha sempre ignorato la questione (non a caso siamo agli ultimi posti nel mondo per qualità d’informazione: non dimentichiamo che l’Italia è il Paese che, quando governava il centrosinistra, scatenava i giullari di corte contro l’opposizione…).

I problemi del Bilancio del Comune di Roma attraversano le Amministrazioni comunali di Gianni Alemanno (centrodestra) e Ignazio Marino (centrosinistra). Ma nessuno parla.

Già allora si parlava di problemi finanziari delle società collegate al Comune di Roma. E di un ‘buco’ del Bilancio del Comune di Roma superiore a 10 miliardi di Euro.

Arriviamo, così, a un altro elemento strano della sindacatura Raggi. Quando un’Amministrazione comunale s’insedia e trova fatti così gravi li denuncia. Invece l’Amministrazione grillina di Roma tiene il profilo basso.

Due più due, piaccia o no, fa sempre quattro. L’avventura era cominciata con i sussurri sull’ombra di chiacchierati studi legali dietro la Raggi. E prosegue sui silenzi della nuova Amministrazione grillina sugli scenari economici e finanziari del Comune di Roma e delle società collegate.

I numero, però, sono numeri. E li racconta Il Sole 24 Ore in un articolo del 6 aprile 2016 (come potete leggere qui)

Dove si legge che il “debito pregresso del Comune di Roma, quello che dal 2008 è sotto il controllo della Gestione commissariale, è arrivato a quota 12 miliardi: 3,2 di natura non finanziaria (come debiti commerciali per ritardati pagamenti) e 8,8 di natura finanziaria (come mutui). A fare il punto, ieri, nella sua audizione nella commissione Bilancio della Camera è stata Silvia Scozzese,che da settembre 2015 è il commissario straordinario del Governo per la gestione del piano di rientro del debito pregresso del Campidoglio”.

Scozzese racconta che “quando è stato predisposto il piano di rientro, nel 2008, il disavanzo ammontava a poco più di 9,5 miliardi. Quando nel 2010 è stato effettuato l’accertamento definitivo, la cifra è stata quantificata a quota 16,7 miliardi”

Soldi (pubblici) che vanno e che vengono. Con scoperte incredibili. Esempio: circa mila pratiche di espropri, avvenuti tra il 1960 e il 1990, “si è ritrovata memoria solo nel 2010”.

Non solo. Si sa poco dei debiti del Comune capitolini antecedenti il 2008.

“Attualmente – si legge sempre su Il Sole 24 Ore – per il 43% delle posizioni presenti nel sistema informatico del Comune non è stato individuato direttamente il soggetto creditore”.

Sembra di leggere degli oltre 100 milioni di Euro dei debiti fuori Bilancio pagati dalla Regione siciliana nelle scorse settimane. Anche in questo caso, almeno per alcune partite, non si sa nelle tasche di chi sono finiti questi soldi. Ma questa storia non ha fatto notizia: né sui giornalini nazionali, né sulle TV.

Ormai il denaro pubblico sparisce nell’indifferenza di tutte le ‘autorità’. 

Quello che possiamo dire è che il saldo tra entrate e uscite nel Comune di Roma si prospetta negativo fino al 2039. “Chiaramente – conclude Il Sole 24 Ore – nei primi anni questo scenario di crisi verrebbe attutito dal versamento degli 880 milioni di euro, spostando le difficoltà di liquidità al 2020 e fino al 2035».

Cosa c’entra la sindaca Raggi con tutto questo? Nulla. E come mai queste storie vengono fuori solo ora? Da Veltroni a Marino, passando per Alemanno, il conto lo pagherà la sindaca Raggi? C’è da ridere.

C’è da ridere e c’è di più. Lo schema di Bilancio di previsione 2017 del Comune di Roma – questo nessuno lo dice – è stato ‘bocciato’ da una commissione tecnica istituita con la nascita della Città Metropolitana di Roma.

E’ noto che le ex Province, in base a una legge nazionale voluta dal ministro Graziano Delrio, sono state trasformate in  Città Metropolitane. La commissione ‘tecnica’ che ha ‘bocciato’ lo schema di Bilancio di previsione 2017 presentato dalla Giunta comunale di Virginia Raggi da chi è stata nominata?

Il nostro dubbio è che sia stata nominata dal Governo nazionale.

Se così fosse, saremmo davanti a un Governo nazionale che nomina un organo ‘tecnico’ che, a propria volta, va a bloccare l’Amministrazione comunale di Roma.

C’è di più: la Giunta Raggi è in difficoltà sul Bilancio di previsione 2017 proprio perché ha ereditato i ‘buchi’ finanziari della precedenti Amministrazioni comunali. E, addirittura!, avrebbe tempo fino a febbraio per risolvere i problemi di Bilancio – creati dalle precedenti Amministrazioni comunali, da Veltroni in poi – sennò la manderanno a casa!

Il messaggio che si cerca in tutti i modi di far passare è che la sindaca Raggi è un’incompetente, che non sa amministrare, che la responsabilità – anche dei problemi di Bilancio legati al passato – è sua e via disinformando.

Nessun accenno a chi ha prodotto i ‘buchi’ al Bilancio del Comune di Roma!

Questa ricostruzione parziale diventa una notizia nazionale: una notizia da TG. Questa è la ‘Grande informazione’ italiana.

E la Sicilia dove, a dicembre 2016, ci sono oltre 150 Comuni che non hanno approvato il Bilancio di previsione del 2016? Questa non è una notizia?

In genere, i mesi di esercizio provvisorio sono quattro. Oltre 150 Comuni siciliani hanno amministrato con un esercizio provvisorio durato un anno: ma questa non è una notizia da televisione. Perché? Forse perché i ‘buchi’ nei Bilanci dei Comuni siciliani sono in buona parte il frutto degli tagli del Governo nazionale di centrosinistra di Matteo Renzi?

Di più. I Comuni siciliani che hanno approvato i Bilanci del 2016 (circa 250 Comuni) hanno iscritto tra le proprie entrate soldi che non ci sono. Non lo diciamo noi: lo hanno certificato il Governo regionale e il Parlamento siciliano.

I Consigli comunali di questi circa 250 Comuni – su indicazione della Regione siciliana – hanno iscritto tra le proprie entrate, nei propri Bilanci 2016, circa 115 milioni di Euro (ogni Comune, in proporzione, una parte di questa somma) a valere sui fondi PAC.

A giugno hanno ‘scoperto’ che i soldi erano finti, perché i fondi PAC non possono essere utilizzati! In realtà, non è una scoperta, perché Governo regionale, Parlamento siciliano e sindaci sapevano benissimo che i fondi PAC non potevano essere utilizzati.

Lo ha fatto presente nei giorni in cui il Parlamento siciliano assegnava questi 115 milioni di fondi PAC ai Comuni siciliani il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, che è anche vice presidente di ANCI Sicilia, con delega alle questioni finanziarie.

Tutti gli attori di questa vicenda erano informati e hanno fatto finta di nulla. Ovviamente, tranne Amenta. 

Di fatto, è stato commesso un falso nella redazione dei Bilanci di circa 250 Comuni siciliani.

Un fatto gravissimo che, tra le altre cose, viola la riforma della contabilità pubblica (Decreto nazionale n. 118 del 2011) che vieta espressamente di inserire nei Bilanci pubblici entrate di difficile esigibilità (in questo caso non sono di difficile esigibilità: i soldi non ci sono e basta!).

Secondo voi, cari lettori, questa non è una notizia molto più grave del Bilancio di previsione della Giunta Raggi ‘bocciato’ da una commissione tecnica nominata non si capisce da chi?

Ma in Sicilia hanno fatto di più. Per reperire i 115 milioni di Euro fittizi che Governo e Parlamento dell’Isola hanno erogato ai Comuni, hanno approvato una legge in base alla quale la Regione siciliana contrae un mutuo di 65 milioni di Euro per erogarli ai Comuni!

Siccome ai Comuni devono essere erogati 115 milioni di Euro, altri 50 milioni di Euro li hanno scippati al Fondo pensioni della Regione!

Ci chiediamo e chiediamo: una Regione – la Regione siciliana – già indebitata per oltre 8 miliardi di Euro contrae un ulteriore mutuo per 65 milioni di Euro e nessuno dice nulla?

La Corte Costituzionale, di recente, ha ribadito che gli enti pubblici non possono indebitarsi per pagare debiti, ma solo per investimenti. La Regione è si è invece indebitata per pagare debiti.

Tutta questa non è una notizia?

A quanto pare, no. Le ‘notizie’ da TG – per ciò che riguarda i Comuni – arrivano solo dal Comune di Roma.

Che dire, ancora? Che aspettiamo l’avviso di garanzia alla sindaca Raggi. Mentre il sindaco di Milano e il suo EXPO possono dormire sonni tranquilli…

Vita l’Italia!

 

 

 

 

22 dicembre 2016

Autore

TimeSicilia


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