Aleppo, l’attacco chimico su cui nessuno indagherà

I ribelli colpiscono con i missili al cloro la città e i suoi civili, ma stavolta nessuno s’indigna, né, tantomeno, minaccia rappresaglie.

Stavolta nessuno indagherà, nessuno condannerà e nessuno, tantomeno, bombarderà. A differenza di quelli messi a segno a Ghouta nel 2013, a Khan Shaykun nel 2017 o a Douma nell’aprile 2018 l’attacco chimico lanciato sabato notte nella zona di al-Khalidiya, un quartiere sul versante occidentale di Aleppo, non indigna, né scandalizza nessuno. Anche perché stavolta a venir colpita non è una zona controllata dai ribelli, ma una città completamente pacificata dove la popolazione civile è stata restituita da quasi due anni all’autorità del governo di Damasco. A spazzar via l’atmosfera di precaria tranquillità che si respira ad Aleppo è bastata una salva di missili partiti dalle zone della provincia di Idlib, l’ultima roccaforte jihadista nella parte nord occidentale del paese. (continua a leggere)

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