Allarme Copasir: “Terroristi ISIS sui barconi dei migranti”

Il caos in Libia potrebbe costringere gli uomini di Daesh a tentare la traversata via mare. Lo afferma il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica

L’Agenzia Frontex aveva già lanciato l’allarme: il rischio di infiltrazioni di terroristi nei flussi dei migranti c’è. E i fatti di Parigi lo hanno dimostrato: “Due dei terroristi coinvolti nelle azioni di Parigi- scriveva l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere in un report lo sorso Aprile – erano in precedenza entrati nell’Ue attraverso Leros, presentando alle autorità greche falsi documenti siriani”. Inoltre, sempre tra le righe dell’analisi veniva sottolineato che “in mancanza di controllo accurati e sanzioni per coloro che dichiarano il falso c’è il rischio che alcune persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza dell’Ue ne approfittino”.

Ovviamente i nostri politicanti tentarono in ogni modo di ridimensionare la portata dell’allarme, intenti come sono a propagandare il buonismo dell’accoglienza che ormai è un vero e proprio business in mano a cooperative bianche, rosse, nere e chi più ne ha più ne metta.

Ma il rischio c’era allora e c’è ancora di più oggi con il caos in Libia. Lo conferma il Copasir, Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica: “Lo scenario è completamente cambiato e cresce oggettivamente il rischio che dei militanti possano fuggire in Europa anche via mare”  dice Giacomo Stucchi, presidente dell’organismo all’Agi. E poi aggiunge: “Se a lungo è stato altamente improbabile che Daesh facesse viaggiare suoi affiliati sui barconi, esponendo ai rischi oggettivamente alti della traversata uomini su cui aveva investito in tempo e soldi, oggi si è in pieno caos, e nella fuga dalla Libia quelli che non sono diretti verso sud potrebbero anche decidere di tentare la carta del viaggio in mare verso l’Europa. Sono cani sciolti, gente allo sbando, che scappa – sottolinea Stucchi – poi si tratta di capire quali intenzioni ha chi dovesse davvero arrivare in questo modo: semplicemente far perdere le proprie tracce oppure voler continuare a ‘combattere’ in nome della propria causa”?

Da aggiungere che a Sirte sono state trovate sui muri delle scritte minacciose contro l’Italia, tra le quali: “Da qui approderemo a Roma”.

 

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