Allarme pasta, Coldiretti: “Smascherare l’inganno del grano estero”
Economia, In Evidenza, Primo Piano

Allarme pasta, Coldiretti: “Smascherare l’inganno del grano estero”


Time Sicilia

E’ un po’ il cane che si morde la coda: se la domanda di grano duro italiano cala, perché si preferisce comprare quello estero,  o se agli agricoltori viene proposto un prezzo con il quale non riescono neanche a pagare le spese, è ovvio che anche la superficie coltivata a grano è destinata a ridursi.

In questo paradosso, in estrema sintesi, si trova l’Italia dove, per anni, la miopia della politica ha finto di non vedere nulla. Fino a quando i consumatori e gli agricoltori, esasperati, non hanno cominciato a ribellarsi.

Le conseguenze le viviamo in questi giorni: un’agricoltura, soprattutto meridionale, al collasso, e timori legati alla salute per una pasta spacciata per made in Italy che però di Italy ha ben poco, visto che viene prodotta con grano duro che arriva da Paesi esteri e sulla cui salubrità ci sono fortissimi dubbi. In particolare, si parla di grano canadese, noto per il glifosato, un pesantissimo erbicida usato in quel Paese freddo anche come disseccante (per fare maturare il grano duro, impresa ardua con il loro clima), e di altre sostanze dannose.

Le analisi fatte fare da GranoSalus su otto marche di pasta tra le più famose e pubblicate ieri lo confermano (qui l’articolo). Per inciso, questa notizia, è stata data ieri per prima dal blog inuovivespri.it (con il quale collaboriamo e che da mesi conduce una battaglia sul grano) e che sta registrando qualche problema. Il numero delle visite elevato? Speriamo si tratti solo di questo e non di ‘strane intrusioni’,  poiché i tecnici di Aruba hanno ipotizzato altri problemi…

Comunque a breve risolverà il problema, di qualunque natura esso sia. O almeno così si spera. 

Sono state proprio queste analisi, anche se prudentemente non citate, a fare venire allo scoperto, sempre ieri, Coldiretti, che lancia un vero e proprio ALLARMA PASTA: 

“Il taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione ha provocato praticamente la decimazione delle semine di grano in Italia con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro delle aree interne del Paese. La situazione per la coltura più  diffusa in Italia è difficile – sottolinea la Coldiretti – sull’intero territorio nazionale con la riduzione delle semine che varia dal -11,6 % nel Nord-Est al -5,4% nel Centro mentre nel Sud e Isole si registra un -7,4% che desta molta preoccupazione, se si considera che la coltivazione è concentrata prevalentemente nel Meridione dove Puglia e Sicilia rappresentano da sole quasi la metà della produzione nazionale”.

Fin qui i dati che, lo ripetiamo, devono essere letti nell’ottica di domanda e prezzi imposti agli agricoltori.  E, in effetti, Coldiretti lo dice:

“Una situazione drammatica determinata dal crollo dei prezzi pagati agli agricoltori che nella campagna 2016 sono praticamente dimezzati per effetto delle speculazioni e della concorrenza sleale del grano importato dall’estero e poi utilizzato per fare pasta venduta come italiana”. 

“In pericolo non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano, ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. Da qui la necessità  “di accelerare sul percorso di ratifica ed entrata in vigore dell’etichettatura di origine obbligatoria per il grano usato per produrre la pasta”.

“L’obiettivo comune deve essere – evidenzia Moncalvo – quello di lavorare per una veloce approvazione, poiché solo in questo modo sarà possibile smascherare l’inganno del prodotto estero spacciato per italiano in una situazione in cui un pacco di pasta su tre contiene grano straniero senza che i consumatori possano saperlo, valorizzando il prodotto nazionale e invertendo la tendenza già a partire dalla prossima campagna di semina”.

Una realtà che – denuncia sempre la Coldiretti – rischia di essere favorita dall’approvazione, da parte dell’Europarlamento, del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) con il Canada che rappresenta il primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale contro il quale – precisa la Coldiretti – rischia di scatenarsi una nuova guerra del grano.

Del Ceta e del vergognoso sì dell’Italia- tranne poche eccezioni- vi abbiamo parlato qua.  Sul silenzio della grande stampa in merito alle conseguenze per l’agricoltura e la salute, riflettete voi.

L’Italia – osserva l’Agenzia di stampa Agi che ha ripreso il comunicato- “è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 5,1 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,4 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che, da sole, rappresentano il 41% della produzione nazionale, seguite dalle Marche. Nonostante ciò sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero in un anno, con un aumento del 2,3% nei primi dieci mesi del 2016, rispetto allo stesso periodo del 2015, senza che questo venga reso noto ai consumatori in etichetta.

Le analisi sulla pasta italiana: mangiamo spaghetti con micotossine

Corrao (M5S): “Una porcata il voto degli eurodeputati siciliani centristi sul Ceta”

 

QUI ALCUNI APPROFONDIMENTI DE inuovivespri.it

E’ ufficiale: il glifosato contenuto nella pasta provoca la Sla e il morbo di Alzheimer

GranoSalus: i risultati delle analisi sulla pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia

 

28 febbraio 2017

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo