Alta tensione in Corsica: “Fermiamo tutto contro la repressione francese”
Esteri

Alta tensione in Corsica: “Fermiamo tutto contro la repressione francese”


Luisa Pace

Mentre si parla di una nuova fase di riconciliazione, la Francia continua a mostrare i muscoli contro i nazionalisti corsi e condanna tre ventenni a pene severissime. Per le strade monta la protesta, mentre Petru Poggioli, leader storico degli indipendentisti, lancia un appello alla sua Nazione

Il 24 settembre scorso ad Ajaccio si è svolta ha una manifestazione popolare, organizzata dell’associazione “Associu Sulidarità”,  per chiedere la liberazione di 23 nazionalisti corsi ancora detenuti nelle prigioni continentali. Nel frattempo Pierre Paoli, membro dell’esecutivo di Corsica Libera è stato liberato e posto sotto controllo giudiziario a Nizza, così come Marc Ganu, liberato ed ora  agli arresti domiciliari a Propriano, nel Sud dell’isola.
Avevamo parlato della manifestazione sottolineando come i media francesi avessero ignorato l’evento ed il messaggio che molti corsi hanno voluto trasmettere. Il Governo francese, insomma, sembra non volere capire che la popolazione corsa, anche quella che era contro le azioni violente degli indipendentisti, é ora in larga misura per l’amnistia. Vale la pena ricordare che il FLNC – Fronte di liberazione della Corsica – ha deposto le armi nel 2014 per aprire una fase di riconciliazione ( da ricordare anche che, gli indipendentisti, adesso, sono al Governo della Corsica con una vittoria schiacciante alle elezioni che ha stupito il mondo intero, ve ne abbiamo parlato qua, ndr). 

Ma la Francia  continua a fare orecchie da mercante e ad usare il pugno duro. Il 6 ottobre la Corte d’Assise di Parigi ha condannato tre giovani corsi a pene che vanno dai 5 agli 8 anni di prigione. Nicolas Battini è stato condannato a 8 anni, Stéphane Tomasini, a 5 anni e Joseph-Marie Verdi a 6 anni di carcere “in contumacia”. I tre condannati hanno tra i 22 ed i 24 anni.
I fatti contestati risalgono al 1° aprile 2012 , quando un’auto ha sfondato il cancello del cortile della Prefettura di Corte. Al suo interno era stato ritrovato un ordigno che è rimasto inesploso (nessuna vittima, per fortuna).

La condanna ha scatenato proteste e scontri tra giovani nazionalisti e forze dell’ordine. A Bastia la situazione è degenerata e la protesta sta dilagando. 

Si tratta di uno degli ultimi processi alla azioni clandestine dei nazionalisti corsi e, di fronte a tanta severità nei confronti dii ragazzi così giovani, avvocati e rappresentanti politici hanno fatto notare che la sentenza non è in linea con quella che dovrebbe essere una fase di riconciliazione con un Paese, la Corsica, che è ormai governato dagli indipendentisti.

A questo proposito, riportiamo la reazione e l’analisi di Petru Poggioli, politico e scrittore corso che ha partecipato, tra le altre cose, alla fondazione del movimento Corsica Libera e che lancia un appello a tutta la Corsica per una nuova ‘operazione Isula morta’. Vale a dire una mobilitazione nazionale dell’intera Isola, uno stop a tutte le attività pubbliche e private per attirare l’attenzione internazionale sulla gravità dei problemi nel rapporto con la Francia: 

pierrepoggioli

Petru (Pierre) Poggioli

 Le reazioni di indignazione in seguito alle sentenze del processo dei giovani Battini, Tomasini e Verdi si moltiplicano nell’isola. Sotto l’effetto della collera, stanno aumentando le mobilitazioni che si organizzano in modo più o meno disordinato, soprattutto su iniziativa dei giovani.
La tensione è altissima – scrive Poggioli- e la spontaneità della “guerriglia” lanciata dalla gioventù liceale e universitaria, seguita da ragazzi di ogni orientamento,  rischia di mettere in pericolo il futuro studentesco e professionale di molti giovani i quali non potranno che subire una repressione da parte dello Stato e della sua giustizia che verranno loro applicate con severità.  Questi giovani non devono restare soli in queste circostanze a rischio. Urge quindi una riflessione di tutti i movimenti nazionalisti, prima di trovarsi a gestire una deriva generata inevitabilmente da questa situazione di scontro.
I nazionalisti si trovano oggi a posti di responsabilità nell’Isola. Ciò nonostante- sottolinea Poggioli- lo Stato ci ignora e li ignora e questo quando non ci disprezza, senza rispettare la rappresentatività dei nazionalisti, sia elettorale che istituzionale, rifiutando qualunque progresso in qualunque campo quando si tratta dei diritti Corsi sulla loro terra… Peggio, preferisce ricorrere alla repressione.
Non è giunto il momento, per noi adulti, di proporre delle alternative a queste mobilitazioni in corso, ricorrendo alla buona e vecchia ricetta che ha già avuto successo negli anni ’70 e ’80, quando noi nazionalisti eravamo meno numerosi e minoritari?
E’ giunto il momento di preparare tutti insieme – tutti i movimenti sindacali, associazionisti, socio professionali, con i nostri rappresentanti istituzionali – una “operazione Isula Morta” che metterebbe la Corsica sotto i riflettori dell’attualità internazionale ponendo in modo ufficiale e politico il problema delle relazioni tra la Corsica e lo Stato.
Pierre Poggioli
***
Pour une opération “Isula Morta “
en réponse à la politique de déni et de répression contre la jeunesse corse et le peuple corse.
Les réactions d’indignation suite aux sentences du Procès des jeunes Battini, Tomasini et Verdi se multiplient dans l’île ? Sous l’effet de la colère les mobilisations tous azimuts s’organisent de façon plus ou moins désordonnée, surtout à l‘initiative de la jeunesse.
Face à la montée de tension, le spontanéisme de la « guérilla» enclenchée par la jeunesse lycéenne et étudiante, relayée par des jeunes de tous horizons sur le terrain, – même si elle est marquée par le désintérêt et l’innocence, du fait de la multiplication des mobilisations plus ou moins agitées et ponctuées d’incidents voire de heurts plus ou moins violents avec les forces de l’ordre-, risque à terme de mettre en danger l’avenir étudiant ou professionnel de nombre de ces jeunes, lesquels ne peuvent à terme que tomber le coup d’une répression que l’Etat et sa justice ne manqueront pas d’appliquer avec sévérité à leur encontre.
Ces jeunes ne doivent pas être seuls dans de telles circonstances à risques. Aussi une réflexion de tous les mouvements nationalistes s’impose-t-elle d’urgence, avant qu’on n’ait à gérer un dérapage qu’une telle situation d’affrontements peut immanquablement générer.
Les nationalistes sont aujourd’hui aux responsabilités dans l’île et malgré cela l’Etat nous ignore et les ignore, quand il ne nous méprise pas, faisant fi de la représentativité des nationalistes, y compris électorale et institutionnelle, et refusant toute avancée dans quelque domaine que ce soit s’agissant des droits des Corses sur leur terre.. .Pire, il préfère recourir toujours à la répression.
L’heure n’est-elle pas donc venue pour les adultes que nous sommes de proposer d’autres alternatives à ces mobilisations en cours en recourant à une bonne vieille recette qui a fait ses preuves dans les années 70-80,- et ce alors que nous étions peu nombreux et minoritaires, nous les nationalistes- ?
L’heure n’est-elle pas venue de préparer tous ensemble, -tous les mouvements syndicats, associations, socioprofessionnels, et avec nos institutionnels élus- et de réussir une « opération Isula Morta » qui placerait la Corse à la une de l’actualité internationale et poserait de façon officielle et politique le problème des relations entre la Corse et l’Etat.
Pierre Poggioli

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8 ottobre 2016

Autore

Luisa Pace


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