Analisi del voto/ Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa. In attesa dei sovranisti votiamo i grillini
Editoriale

Analisi del voto/ Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa. In attesa dei sovranisti votiamo i grillini


Time Sicilia

Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa. Grazie a un’operazione mediatica a tenaglia sul Movimento 5 Stelle, i voti che perde il PD li prende il centrodestra. Ma attenzione: nei prossimi cinque anni il progetto della UE a trazione tedesca è quello di impoverire ulteriormente l’Italia, prendendosi i lidi e togliendo le case ad almeno il 30% degli italiani… 

Renzi ha perso, Berlusconi ha vinto, i grillini sono in fase discendente. Questa, in estrema sintesi, l’analisi che le ‘grandi’ firme e le ‘grandi’ TV ci propinano all’indomani delle elezioni amministrative. Ma le cose stanno proprio così?

A parte che le elezioni amministrative, per definizione, non vanno sovrapposte alle elezioni politiche, a noi tale analisi sembra di parte, molto di parte.

Ci vogliono lasciare credere che il PD di Renzi – che oggettivamente è ormai un pessimo partito gestito da un pessimo leader – si appresta ad essere sostituito da un Berlusconi tornato in grande forma. Un ex Cavaliere che si dice pronto a tornare nell’agone politico, magari a capo del un nuovo Governo.

A noi ‘sta storia convince poco o nulla. Renzi e Berlusconi, infatti, non sono alternativi, ma sono ormai due facce della stessa medaglia. Entrambi sono ‘prigionieri’ dell’Europa dell’euro. Con una differenza: che Renzi è un politico puro che non rischia nulla, a parte il suo scalcagnato partito – il PD – destinato a perdere voti. Mentre Berlusconi è messo male: le sue aziende non vanno bene (tant’è vero che ha venduto il Milan, anche se lì…) e adesso, dopo la libertà che s’è preso di votare e far votare No al referendum dello scorso 4 dicembre, è un osservato speciale dei ‘mercati’ (così si fanno chiamare i criminali che oggi controllano, da monopolisti, la finanza globale).

Berlusconi, per salvare le proprie aziende, deve obbedire agli ordini dell’Europa dell’euro (che a propria volta è schiava delle multinazionali). E l’ordine impartito dall’Europa dell’euro (controllata dalle multinazionali) è chiarissimo: carpire il voto degli italiani che ancora riesce ad abbindolare e continuare a ‘incaprettare’ gli stessi italiani, di comune accordo con il PD di Renzi, o da solo se dovesse vincere le elezioni politiche.

Lo ribadiamo: Renzi e Berlusconi sono la stessa cosa. Insieme, grazie al controllo dell’informazione – soprattutto dell’informazione televisiva – hanno scatenato una campagna contro il Movimento 5 Stelle.

E’ a tutti noto che, da quando si è insediata al Comune di Roma, la sindaca Virginia Raggi è stata oggetto – e continua ad essere oggetto – di continui attacchi mediatici. Da parte sua, cioè della stessa Virginia Raggi, qualche ingenuità c’è stata, ma non da giustificare gli attacchi furibondi contro di lei.

Il TG1 – cosa che non si era mai vista nella storia della Rai – ha dedicato servizi, spesso di apertura, agli assessori del sindaco di Roma. Ridicoli!

Grazie a questi attacchi mediatici, Renzi e Berlusconi sono riusciti a far passare la tesi che Virginia Raggi e, in generale, i grillini non sanno amministrare (mentre loro sono bravi!). La sindaca avrà anche commesso errori, ma ha fatto anche cose egregie. Ma si parla solo degli errori, mai delle cose egregie.

L’uso spregiudicato dei media ha sortito gli effetti sperati: tanta gente si è convinta che nemmeno il Movimento 5 Stelle può cambiare le cose e non va più a votare. Chi invece è andato a votare ha penalizzato Renzi ed è tornata a votare per Berlusconi.

Chi ha votato Berlusconi ben presto si pentirà di ciò che ha fatto. Perché il ‘capo’ di Forza Italia – che è sempre stato al servizio delle sue aziende e che ha sempre utilizzato la politica per farsi i cavoli propri – oggi è ancora più ‘schiavo’ dell’Europa dell’Euro e delle multinazionali: ed è agli ‘europeisti’  e alle multinazionali che Berlusconi deve dare risposte.

In questi cinque anni di Governo l’Europa a trazione tedesca ha ‘spremuto’ a dovere l’Italia. Basti pensare al debito che, nonostante i sacrifici imposti agli italiani, è passato da meno di mille e 900 miliardi di euro a 2 mila e 300 miliardi di euro.

L’Italia, di soli interessi su debito, paga ogni anno circa 90 miliardi di euro!

Ma questo non basta alla Germania. I tedeschi, per i prossimi cinque anni, debbono assolutamente ‘chiudere’ alcune operazioni per finire di colonizzare l’Italia. Per esempio, debbono assolutamente impossessarsi di tutti i lidi italiani. Come? Aumentando le tasse e costringendo chi oggi li gestisce a cedergli baracca e burattini.

C’è anche la stretta immobiliare. Uno dei canoni portanti di quella truffa chiamata euro è la trasformazione del debito pubblico in debito delle imprese e delle famiglie italiane. In termini keynesiani il debito pubblico non significa nulla: con la sovranità monetaria, infatti, si stampa moneta e si va avanti. Il Giappone, ad esempio, ha un debito pubblico due volte e mezzo quello italiano e nessuno gli dice nulla.

Direte: che c’entra la stretta immobiliare con il debito pubblico? C’entra, c’entra eccome! Ai tedeschi il fatto che l’Italia abbia un debito pubblico (pagato, lo ribadiamo, dalle famiglie e dalle imprese italiane con 90 miliardi di euro all’anno) di due mila e 300 miliardi di euro e siano, contemporaneamente, proprietari di una o due abitazioni a famiglia non va proprio giù.

L’Unione Europea a trazione tedesca, nei prossimi cinque anni, ha in progetto di togliere le abitazioni ad almeno il 30-40 per cento degli italiani. Come? Al solito: con nuove tasse. per la precisione, con una nuova IMU.

Il progetto ‘europeista’ per l’Italia, per i prossimi cinque anni, è quello di togliere le case ai redditi più bassi.

La manovra immobiliare dovrebbe andare di pari passo con un peggioramento dell’alimentazione di base e della sanità: peggioramento dei livelli di vita che dovrebbe portare il numero dei poveri in Italia dagli attuali 11-12 milioni a circa 20 milioni.

Questo ‘programma’ gli ‘europeisti’ lo possono realizzare solo mandando al Governo dell’Italia i propri ‘servi’.

Chi rischia di mandare all’aria il progetto tedesco per l’Italia è il Movimento 5 Stelle: da qui l’operazione mediatica contro i grillini: operazione tesa a far aumentare il numero di chi non va a votare.

I tedeschi conoscono molte bene l’Italia per averla ‘governata’ negli anni ’30 del secolo passato e per averla ‘manovrata’ abilmente negli anni di Tangentopoli, quando hanno usato la Giustizia per smantellare la classe politica dell’epoca che era contraria a una certa Europa e, soprattutto, era contraria alla moneta comune europea senza Stato (controllata, di fatto, dai tedeschi).

Non dimentichiamo che è grazie all’euro se, oggi, l’Italia è finita di nuovo sotto il tallone tedesco.

Esiste un modo per salvarsi? Non lo sappiamo. L’unica cosa chiara, certa, è che l’Italia non si salverà né con Renzi, né con Berlusconi al Governo. Anzi, il mandato che hanno questi due signori è quello di affossare l’Italia.

I due svolgono un ruolo politico simile. Renzi sta distruggendo il PD. Mentre Berlusconi, con la sua ingombrante presenza, impedisce che in Italia nasca una moderna destra liberale.

Gli stessi grillini, un po’ in confusione dopo la scomparsa di Casaleggio, sull’ ‘europeismo’ non sono molto lucidi. Hanno iniziato da ‘sovranisti’ – cioè battendosi per il ritorno dell’Italia alla sovranità monetaria – ma oggi vanno un po’ di qua e un po’ di là.

La sinistra del PD – parliamo della grande assise romana di Tommaso Montanari e Anna Falcone – precisa e puntuale nell’analisi sul renzismo e sulla Costituzione italiana del 1948 da ripristinare, cade in contraddizione: punta sulla Costituzione, precisa che per ripristinare le garanzie della Cata Costituzionale del 1948 bisognerà rivedere alcuni trattati internazionali imposti dall’Unione Europea, ma poi ribadisce l’adesione alla stessa Unione Europea, ignorando che l’attuale UE esiste proprio perché ci sono i trattati che Montanari e Falcone vorrebbero rivedere.

Il limite di Montanari e Falcone sta nel credere, come Tsipras, in “un’altra Europa”, ignorando che la Grecia, con l’illusione di “un’altra Europa” che non esiste, è già stata fatta a pezzi e ceduta, a prezzi stracciati, alle multinazionali, con i dipendenti pubblici in parte licenziati in massa e in parte con stipendi da fame. E con una sanità che, di fatto, cura solo chi ha soldi.

E allora? L’unica speranza per l’Italia è la nascita di un partito sovranista che ci porti fuori dall’euro e dalla UE, proprio come ha fatto il Regno Unito (che, per inciso, non è entrato nell’euro).

In questa fase non bisogna votare né per Renzi, né per Berlusconi.

Fino a quando non nascerà un partito sovranista bisogna continuare a votare per il Movimento 5 Stelle.

 

 

 

27 giugno 2017

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TimeSicilia


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