I ricercatori universitari: “L’invito a Renzi? Come una vittima che invita il carnefice”
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I ricercatori universitari: “L’invito a Renzi? Come una vittima che invita il carnefice”


Time Sicilia

Tra le proteste contro il Premier invitato ad inaugurare il nuovo anno accademico anche quella dei ricercatori. Ma c’erano anche le insegnanti della scuola d’infanzia e gli studenti. Respinti a manganellate…

Una città militarizzata ha accolto stamattina il Presidente del Consiglio Matteo Renzi arrivato a Palermo per inaugurare il nuovo anno accademico con una cerimonia al Teatro Massimo. Tutto intorno all’area blindati della polizia e dei carabinieri e agenti in tenuta antisommossa. Impossibile transitare lungo l’asse tra via Maqueda (dove sono avvenuti gli scontri di cui vi diremo a breve) e via Ruggero Settimo. Atmosfera al limite del surreale.

Il discorso del Premier simile a quello che tenuto ieri sera al Teatro Santa Cecilia di cui vi abbiamo parlato qua: quanto è bella la Sicilia e ruffianate varie: “All’Isola servono infrastrutture” . Ma davvero? Urca che scoperta! Non parliamo però di finanziarle, non sporchiamo con il vile denaro i voli pindarici di super Matteo.
riPoi, trattando il tema università ha aggiunto: “Come governo siamo quello che ha investito più soldi nell’università”.

E lo ha detto mentre fuori dal teatro studenti e ricercatori protestavano contro i tagli che hanno ridotto al lumicino le finanze delle università meridionali:

“Contestiamo la presenza di Renzi perché le università del Sud soffrono di un sotto finanziamento dei fondi ordinari che ogni anno vengono decurtati pesantemente- dicono gli esponenti del Coordinamento Ricercatori non Strutturati dell’Università di Palermo– molti corsi di laurea sono destinati a sparire. E ai fondi straordinari non abbiamo accesso perché i criteri di valutazione sono tutti ritagliati per le università del Nord”.

“E’ come se una vittima invitasse il suo carnefice a festa- aggiunge un altro ricercatore- pessima idea invitarlo per l’inaugurazione dell’anno accademico”.

teatro

la piazza davanti al Teatro Massimo- Palermo

Loro, come hanno scritto in un comunicato, non sono neanche stati invitati all’inaugurazione dell’anno accademico. Il rettore, Fabrizio Micari, avrà pensato che non sarebbe stato di buon gusto ‘disturbare’ il Premier con questi problemi. Si sa, l’ospitalità in Sicilia è sacra, quando non è servilismo, certo.

I numeri. “Lo Stato – come ha spiegato il docente universitario, Massimo Costa – dava nel 2009 all’Università di Palermo 243 milioni di euro l’anno circa di Fondo di Finanziamento Ordinario. Attraverso tagli e criteri di distribuzione studiati per favorire le università del Nord, questo contributo, dal 2009 al 2016 è sceso a 196 milioni l’anno. In 7 anni lo Stato ha tolto a Palermo quasi il 20 % dell’Università. E’ come se ogni cinque professori ne avesse mandato a casa uno”.

Ma Renzi, evidentemente non lo sa. E non ha potuto nemmeno venirne a conoscenza perché il dissenso è stato tenuto lontanissimo. Con le buone e con le cattive. Nessuno doveva disturbare la sceneggiata in programma sul palco del Teatro Massimo.  Così gli studenti medi e i ragazzi universitari che da Piazza Pretoria, insieme con qualche docente, hanno provato a raggiungere Piazza Verdi- dove sorge il Teatro Massimo- sono stati respinti a manganellate. Qui potete vedere il video della carica. Mentre qui potete vedere la video testimonianza del professor Ignazio Buttitta che era con i ragazzi e che ha visto tutto. 

via-mq

Via Maqueda, luogo degli scontri

A protestare, in via Ruggero Settimo c’era anche un gruppo di insegnanti delle scuole di infanzia escluse dalle assunzioni.  Chiedono che “la scuola d’infanzia diventi scuola d’obbligo e l’estensione a 40 ore anche in Sicilia”. Sono state avvicinate da una tale Caterina Altamore che, a quanto pare, parlava per conto di Davide Faraone il quale, secondo la signora, le incontrerà presto. La cosa buffa è che, con fare baldanzoso si è rivolta alle insegnanti dicendo: “A me non piacciono gli slogan”. Si riferiva al coro intonato dalle insegnati. Come se i suoi gusti potessero essere d’interesse o di rilevanza alcuna.

insegnatiMa, si sa,  questi del PD si sono un po’ montati la testa e spesso scambiano l’autorevolezza con l’autoritarismo.

A protestare c’erano anche pochi dipendenti del call center Almaviva, esponenti del Comitato per il No al referendum, vari ed eventuali.

Nessun problema davanti al Teatro. Il Governo Renzi ha mostrato il suo volto lì dove pensava non ci fossero telecamere, in via Maqueda. Peccato che i telefonini hanno supplito a questa mancanza.

 

 

 

22 ottobre 2016

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