Anche in Sicilia è nato un fronte No Euro

Un gruppo di fanatici massoni ha inguaiato mezza Europa con l’Euro. Tra i Paesi che stanno pagando un prezzo altissimo nel nome di questa moneta unica truffaldina e gestita da criminali c’è l’Italia. E c’è, soprattutto, il Sud, Sicilia in testa: una Regione siciliana massacrata dagli ‘europeisti’ del Governo Renzi. Per questo è importante che nella nostra Isola stia prendendo piede un movimento No Euro

Parte dalla Sicilia l’ennesimo appello, ultimo in ordine cronologico, di dare forma al fronte No Euro in Italia. Tra i protagonisti di un movimento presente in tutta l’Italia c’è l’avvocato Lillo Massimiliano Musso, segretario politico del movimento Forza del Popolo.

Musso, con un articolato ragionamento pubblicato su Youtube e diffuso attraverso i social media (SOTTO POTETE VEDERE IL VIDEO), ha gettato le basi dell’operazione, indicata come “necessaria per uscire dall’angolo, tracciando il metodo di fondo: pluralismo effettivo, adesione ad un manifesto programmatico, confederazione nazionale di federazioni regionali tra movimenti, associazioni e partiti che condividono l’esigenza di riaffermare la libertà come precondizione”.

“L’obiettivo – sottolinea sempre Musso – è quello di contrastare l’Euro come strumento di governo dei popoli e di limitazione della sovranità popolare”.

Anche se nessuno lo dice, la Sicilia è una delle Regioni italiane che sta pagando un prezzo carissimo, frutto dell’adesione del nostro Paese all’Euro. L’effetto è a catena: l’Unione Europea dell’Euro impone penalizzazioni all’Italia e il Governo italiano – succube dei potentati massonici e finanziari che stanno dietro la fallimentare moneta unica europea – ‘gira’ le penalizzazioni alle Regioni e ai Comuni (le Province, di fatto, non esistono più: sono state trasformare in grottesche Città Metropolitane e lasciate senza soldi).

Tutta l’Italia è in crisi a causa della follia criminale dell’Euro. Ma il Sud e, in particolare, la Sicilia lo sono di più perché i Governi nazionali penalizzano il Mezzogiorno nella vana illusione di salvare il Centro Nord Italia.

Così al Sud e, in particolare, alla Sicilia sono state imposte penalizzazioni folli: basti pensare che, dopo aver rubato alla Regione siciliana tutto quello che poteva rubare, il Governo Renzi ha determinato, di fatto, il default della Regione siciliana.

Basti pensare che, quest’anno, le nove ex Province sono fallite e non pagano gli stipendi ai circa 6 mila e 500 dipendenti e non si sa come verranno pagati i circa 24 mila precari che operano nei Comuni dell’Isola. Con molta probabilità, tra qualche mese, negli stessi Comuni siciliani ci saranno problemi per pagare i dipendenti.

Un’altra follia è il taglio – operato dallo Stato – dei fondi destinati agli studenti disabili: un taglio che il Governo Renzi ha appioppato solo alla Sicilia.

Va detto comunque – per completezza d’informazione – che Renzi e il suo PD non sarebbero mai riusciti a far fallire la Regione siciliana – che, lo ribadiamo, è tecnicamente fallita – senza l’appoggio dei politici siciliani ‘ascari’, cioè venduti al Governo nazionale.

E allora? E allora è importante che la rivolta contro l’Euro – la moneta unica criminale con la quale hanno ‘incaprettato’ alcuni Paesi Europei: e tra questi l’Italia – trovi proseliti in Sicilia, una terra che, come già accennato, è la prima Regione italiana tecnicamente in default.

Da qui il progetto di liberare l’Italia dall’Euro e dai ‘banditi’ che lo gestiscono. Tra i punti di riferimento in questa battaglia di civiltà contro massoni fanatici ricordiamo il filosofo Diego Fusaro, l’economista Alberto Bagnai, il giornalista Paolo Barnard, il cantautore Giuseppe Povia.

Numerose le adesioni per la costituzione di un comitato nazionale che avrà la funzione di condurre l’iniziativa ad un primo congresso programmatico, previsto per il prossimo Autunno.

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