Angelo Cambiano, il sindaco di centrodestra di Licata che voleva abbattere le case abusive!
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Angelo Cambiano, il sindaco di centrodestra di Licata che voleva abbattere le case abusive!


Time Sicilia

Fizcarraldo, il protagonista di un celebre film di Herzog, voleva portare l’opera lirica nella foresta amazzonica. A lui somiglia un po’ l’ormai sfiduciato sindaco di Licata, Angelo Cambiano, che voleva portare la lotta all’abusivismo edilizio nelle avare terre agrigentine di Angelino Alfano. E’ come andare a Gela e a Vittoria e dire che, per costruire, ci vogliono i Piani regolatori…   

di Salvatore Petrotto

Sarà per colpa o per emulazione del film di Ficarra e Picone, ‘L’ora legale’, il cui protagonista era un sindaco sfiduciato dal Consiglio comunale e cacciato via, a furor di popolo, per la sua over dose di legalità, ma la recente mozione di sfiducia nei confronti del sindaco di Licata, Angelo Cambiano, sembra una storia già vista.

Nel nostro caso alla finzione filmica si è sostituita quella che, tranquillamente, si può definire una cronaca di ‘una morte annunciata’, già ampiamente prevista. Il segreto del successo secondo voi qual è? Basta parlar male della Sicilia, a torto od a ragione. E non solo nei film, purtroppo.

Una volta andava forte vedere mafia ovunque, fino a quando si è scoperto che, magari, chi diceva di combattere la mafia, colpito dalla sindrome di Stoccolma, se ne è innamorato! Ma, per non dare nell’occhio, ha continuato a far finta di essere antimafioso, al punto tale da additare quali mafiosi, i veri antimafiosi.

Ma, per non rischiare (non sappiamo se questo è il caso del sindaco di Licata appena sfiduciato…) basta più semplicemente dire peste e corna dei siciliani, parlar male dei loro usi e dei loro abusi, anche quelli edilizi, ovviamente, ed il successo, con tanto di clamore mediatico, viene assicurato a piene mani.

Chi si presta a tali operazioni-fango, nei confronti della nostra Terra diventa, assai facilmente, un personaggio simbolo di cui vanno ghiotti ancor man televisivi, quali ad esempio Massimo Giletti, anch’egli recentemente ‘sfiduciato’ dalla RAI (chissà perché!) che gli ha chiuso la sua trasmissione, costringendolo a trasmigrare verso La 7.

La vicenda del sindaco ‘ruspante’ ma sfiduciato, del sindaco demolitore e ‘giustiziere’ di ogni abuso edilizio, forse merita qualche ulteriore approfondimento.

Lì, a due passi da Licata, un altro sindaco, quello di Palma di Montechiaro, un paesone di circa 24 mila abitanti, l’ingegnere Pasquale Amato, a gennaio di quest’anno si è dimesso, perché anch’egli alle prese con un migliaio di case abusive da abbattere.

Il nuovo sindaco della città del Gattopardo, Stefano Castellino, a giugno, appena eletto, dichiarava pubblicamente che non avrebbe abbattuto alcuna casa abusiva; salvo poi ad essere costretto a ritrattare un minuto dopo essere stato richiamato dal Procuratore della Repubblica in persona, il dott. Luigi Patronaggio e da sua Eccellenza il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede. Che figura di mer… !

Proseguendo in questo nostro itinerario, se oltrepassiamo il confine di Palma, arriviamo a Favara, un altro grosso epicentro di edilizia selvaggia. Il Comune amministrato da una giunta a 5 Stelle, sorvolando sulle tante selve di palazzoni grezzi, senza prospetti, abusivi ed inguardabili, si è accorto che due installazioni, due delle tante opere d’arte cioè che impreziosiscono e danno lustro a livello internazionale alla città di Favara, erano prive di autorizzazioni.

Il ‘crimine’ è stato commesso dal notaio Andrea Bartoli nei Sette Cortili della sua Farm Cutlural Park, uno dei principali centri di arte contemporanea paragonabile, per intenderci, alla Biennale di Venezia e che è meta di artisti, turisti e visitatori, provenienti da tutto il mondo.

Succede anche questo quando lo strabico furore antiabusivismo si ‘sciarrìa’ con la cultura!

Ritorniamo adesso nella città di Sant’Angelo, i cui ultimi sindaci Graci, Balsamo e Cambiano, portano il nome del loro santo patrono: tutti e tre si chiamano Angelo e tutti e tre sono finiti all’inferno! Che si tratti di una maledizione?

Nel 2010 il sindaco Angelo Graci, a seguito di un rocambolesco procedimento giudiziario, ai sensi di un’assurda misura di polizia, fu mandato in ‘esilio’, fu costretto a non mettere piede nella sua città ed a fare il sindaco ‘in trasferta’.

Si tratta di una delle tante anomalie contenute nei codici di una nazione, quella italiana, una volta considerata la ‘culla del diritto’ ma dove lo Stato di diritto, forse a forza di essere cullato da legulei e giureconsulti distratti, si è purtroppo, da molto tempo, addormentato.

Poi, nel 2014, a seguito di un’altra inchiesta giudiziaria un altro Angelo, anch’egli precipitato negli inferi, è stato l’avvocato Balsamo.

In questi giorni è stata la volta di Angelo Cambiano, sfiduciato dal Consiglio comunale, non perché ha amministrato male, se proprio vogliamo dare seguito al tam tam di tutti quanti i mass-media, ma perché ha abbattuto una settantina di case abusive.

Per scongiurare ulteriori abbattimenti hanno pensato bene di farlo fuori. Questo è per lo meno ciò che si dice.

Per caso lo abbiamo incontrato in un ristorante di Grotte, L’officina del gusto, ed in maniera del tutto fugace gli abbiamo espresso la nostra solidarietà, non prima di capire se ha intenzione di candidarsi, possibilmente, alle prossime elezioni regionali. Ci è sembrato convinto.

Ci siamo permessi soltanto di fargli notare che lui questa sua battaglia contro l’abusivismo edilizio l’ha giocata all’interno di uno schieramento, quello di centrodestra che, francamente, ci sembra quello sbagliato.

Non sappiamo da quali forze politiche verrà reclutato il nostro Cambiano e se avrà modo di partecipare alle prossime competizioni politiche.

Una cosa è certa: e cioè che, quel suo protocollo antiabusivismo, stipulato e firmato per fare cosa gradita alla Procura della Repubblica di Agrigento, ha scontentato non poco i suoi concittadini.
Non sappiamo se per applicare la legge, qualsiasi legge, anche quella sull’abusivismo edilizio, è necessario prima firmare tali fattispecie di protocolli di legalità.

Noi sapevamo che la legge si applica, punto e basta, senza bisogno di firmare alcun documento.
Qualche avvocato ci ha pure riferito che, quando lo Stato, attraverso i propri Tribunali, giudica ed emette le relative sentenze in ossequio alla classica formula: in nome del popolo italiano, tali sentenze devono essere eseguite a cura del Ministero della Giustizia e non dei singoli Comuni, e quindi dei cittadini, dove ricadono, nella fattispecie, gli immobili abusivi di Licata, destinatari dei provvedimenti di demolizione.

In altri termini il comune di Licata si è sostituito allo Stato, accollandosi delle spese di cui, forse, si sarebbe dovuto far carico il Ministero della Giustizia.

A questo punto è necessario chiedere lumi a chi più sa e più può, per seguire dei percorsi virtuosi, oltre che legittimi, in materia di lotta all’abusivismo edilizio. Anche perché, se il metodo-Cambiano prende piede in tutt’Italia, al di là del frastuono mediatico, delle gravissime minacce ed intimidazioni nei confronti dei sindaci, costretti alle dimissioni o rimossi con delle mozioni di sfiducia, tutti quanti i Comuni italiani, se fossero chiamati a demolire gli svariati milioni di immobili abusivi, ricadenti su tutto il territorio nazionale, andrebbero incontro ad un immane disastro, ad una vera e propria calamità istituzionale.

Ve lo immaginate che fine farebbero gli 8 mila sindaci italiani, dalle Alpi a Lampedusa, se seguissero l’esempio di Cambiano? E non ci si venga a dire che l’abusivismo edilizio c’è solo in Sicilia!

Urge allora una presa di posizione da parte delle varie associazioni dei Comuni italiani, di tutti quanti gli uffici giudiziari, del Ministero dell’Ambiente, del Parlamento regionale siciliano e di tutti consigli regionali d’Italia, oltre che del Parlamento nazionale, per spiegare (non solo e non tanto ai soli Licatesi, ma all’Italia intera), qual è la soluzione, e chi deve fare cosa…

Considerato che ci sono in gioco enormi interessi economici, oltre che sociali, gradiremo che la si finisca di affrontare la questione animati, come al solito, dal solito furore pseudo giustizialista e che si apra una seria ed attenta discussione in proposito. E se in Italia c’è da demolire qualche decina di milioni di immobili abusivi (perché di questo si tratta, se non l’abbiamo capito!), che sia direttamente lo Stato, se ne ha il coraggio, a farlo, senza coinvolgere gli amministratori locali che, nella migliore delle ipotesi, bene che vada vengono sfiduciati.

O si pretende che qualche sindaco venga fatto fuori fisicamente, che ci scappi il morto, per celebrare non più un eroe vivo, come Cambiano, ma un qualche eroe martire?

Tranne che non si riesca a trovare una valida alternativa rispetto a delle dispendiose e rischiose demolizioni, riutilizzando al meglio questo enorme patrimonio edilizio che potrebbe essere tranquillamente sistemato e riconvertito per un suo più utile e razionale utilizzo.

Senza contare che il dilagante abusivismo edilizio denota il fallimento di una legge, quella urbanistica, nonché il fallimento di uno Stato complice, assente e/o connivente con gli abusivi (più o meno di necessità), per tanti, troppi lunghi anni e che, adesso, sa solo scaricare sugli ultimi arrivati le responsabilità di demolire quella mezza Italia che è totalmente abusiva, a partire anche da numerosissime opere pubbliche.

E’ arrivata l’ora di finirla con questa impietosa farsa, questo giochetto del gatto (lo Stato) che tenta di fare acchiappare il topo al proprio gattino cieco, nel nostro caso il sindaco di Licata Angelo Cambiano! E’ una storia sbagliata che va avanti per lo meno dal 1978, anno in cui è entrata in vigore, in Italia, la prima legge organica di riordino urbanistico!

13 agosto 2017

Autore

TimeSicilia


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