Anna Rosa Corsello sulla vicenda ‘compensazioni’: contro di me i poteri forti della Formazione professionale di Messina
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Anna Rosa Corsello sulla vicenda ‘compensazioni’: contro di me i poteri forti della Formazione professionale di Messina


Time Sicilia

In un post su facebook la dottoressa Anna Rosa Corsello, già dirigente generale dei dipartimenti Formazione professionale e Lavoro della Regione siciliana, torna sulla vicenda delle cosiddette “compensazioni”. E lo fa non soltanto ricostruendo gli aspetti giuridici della questione, ma anche sottolineando il ruolo che in questa storia hanno giocato alcuni soggetti che hanno operato nel mondo della Formazione professionale di Messina

La storia è nota. Da dirigente generale del dipartimento regionale della Formazione professionale ha disposto la compensazione a valere sui finanziamenti da erogare ad alcuni enti formativi. Ci spieghiamo meglio: alcuni enti formativi avevano ricevuto dall’Amministrazione regionale somme che, invece, non avrebbero dovuto essere erogate. La dottoressa Corsello ha trattenuto le somme indebitamente erogate da altri fondi da erogare agli stessi enti. Queste sono le compensazioni oggetto di una tormentata vicenda giudiziaria.

Ebbene, su questa vicenda è intervenuto il CGA, sigla che sta per Consiglio di Giustizia Amministrativa, in Sicilia organo di appello del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). Per i giudici amministrativi, la cosiddetta “compensazione”, ovvero il recupero dei fondi erogati illegittimamente come extrabudget agli enti di formazione era legittima. Insomma: i soldi possono essere recuperati bloccando l’erogazione dei successivi finanziamenti agli enti di formazione.

Su questa vicenda torna, per l’appunto, la dottoressa Corsello. Che scrive:

“La recente pronuncia del CGA, in merito alla vexata questio della presunta violazione dell’art 80 del Regolamento comunitario, rappresenta, unitamente alla sentenza di primo grado del TAR, l’unica disposizione adottata da organi cui compete la giurisdizione di legittimità. E’ fuor di dubbio, infatti, che sulla vicenda delle compensazioni (istituto giuridico previsto dall’ordinamento italiano e comunitario) fino ad ora si erano espressi organismi, tra cui l’Olaf (Guardia di Finanza europea) che ha il compito di prevenire e vigilare sulle frodi ai danni dell’Europa, incompetenti, come peraltro la CdC, ad esprimersi su una questione prettamente attinente alla legittimità degli atti amministrativi, attribuita, appunto, in via esclusiva, al TAR ed al CGA”.

“Plausibile sarebbe stata, viceversa – prosegue la nota dell’ex dirigente generale – una pronuncia della Corte di Giustizia Europea che, per inciso, si era già pronunciata su analoghe situazioni, nella direzione seguita dall’Amministrazione regionale. Ad ulteriore conferma, ove occorresse, è sufficiente richiamare l’autorevole parere espresso dal commissario Hahn, nonché la cd procedura sostitutiva INPS attraverso la quale, in caso di Durc negativo, si compensa il debito previdenziale in occasione dell’erogazione di un finanziamento”.

“La compensazione – ricorda la dottoressa Corsello – è uno dei modi di estinzione di una obbligazione e, pertanto, non può incidere sulla integrità del finanziamento che viene attribuito per intero senza le detrazioni o riduzioni contemplate dall’art 80. Ciò posto e considerato, c’è da chiedersi come sia stato possibile ritenere ‘illecita’, ipotizzandosi addirittura il reato di peculato in presenza di un recupero di somme a favore del pubblico erario, una procedura che, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe potuto, ma così non è stato, essere viziata sotto il profilo della legittimità amministrativa che è tutt’altra cosa”.

“Non può che esserci una sola spiegazione – sottolinea l’ex dirigente generale del dipartimento Formazione professionale della Regione siciliana -: ‘il potere’ con cui mi sono misurata era talmente forte da ottenere quanto mi è accaduto”.

A questo punto la ‘stilettata’:

“A suffragare questa affermazione è sufficiente ricordare che l’esposto nei miei confronti è stato presentato da alcuni soggetti ritenuti colpevoli, dal Tribunale di Messina, di gravi misfatti perpetrati nel settore della Formazione professionale in danno dell’Amministrazione Pubblica a tutela della quale ho operato, pagando colpe e responsabilità che, in realtà, non avevo”.

“Fortunatamente, prima o poi – conclude la dottoressa Corsello – i Giudici studiano, con la necessaria attenzione, gli atti processuali!”.

6 luglio 2017

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