Appello al Comune di Palermo, ragioniamo sulla realtà prima di demolire le case abusive

E’ vero, sono in tanti ad aver realizzato case abusive. Ma bisogna provare a capire perché sono tanti i cittadini che hanno optato per questa soluzione. Tante famiglie state costrette da fatti contingenti, quali i costi delle nuove costruzioni, la mancanza di aree edificabili a prezzi accessibili, la presenza di un Piano Regolatore ‘blindato’ che non consentiva di edificare. I ‘numeri’ degli sfratti e dei senza casa di Palermo

E’ vero, sono in tanti ad aver realizzato case abusive. Ma bisogna provare a capire perché sono tanti i cittadini che hanno optato per questa soluzione. Tante famiglie state costrette da fatti contingenti, quali i costi delle nuove costruzioni, la mancanza di aree edificabili a prezzi accessibili, la presenza di un Piano Regolatore ‘blindato’ che non consentiva di edificare. I ‘numeri’ degli sfratti e dei senza casa di Palermo

da Calogera Naimo
riceviamo e pubblichiamo

Al Sig. Sindaco
Del Comune di Palermo
Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale

Il periodo di crisi e la mancanza di lavoro con una regolare retribuzione hanno causato un danno economico che ha messo in ginocchio milioni di famiglie in tutta Italia e, nello specifico, nella nostra città. Solo a Palermo, nel biennio 2015/16, sono stati attivati cioè liberati per sfratti 1834 alloggi a discapito di famiglie che si sono ritrovate senza un tetto e senza la possibilità di ricorrere alla casa pubblica o popolare e come si diceva 25 anni indietro, da casa in casa.

L’Amministrazione comunale per fronteggiare il problema ha costituito l’Osservatorio per l’Emergenza Abitativa al quale, nel 2016, sono già state presentate, da famiglie con grave disagio abitativo ed economico, circa 1900 domande per ottenere un alloggio, accogliendone alcune e assegnando loro alloggi confiscati alla mafia. Per tutti gli altri inquilini che non possono permettersi il mantenimento della locazione, versando in condizioni economiche precarie, il Fondo del Contributo per l’Integrezione all’Affitto è trasformato in altro contributo da pagare in via diretta ai proprietari nel tentativo di distoglierli dall’attivazione della procedura di sfratto, con il pagamento totale o parziale del debito dell’inquilino, o per garantire il dovuto del proprietario in caso di prosieguo della locazione o di differimento dell’esecuzione di sfratto o di rinnovo del contratto con un affitto minore.

E’ stato introdotto anche un contributo alloggiativo, chiamato per la “morosità incolpevole”, che a Palermo non ha avuto ancora i riscontri attesi in quanto, dalle migliaia di famiglie morose in difficoltà nei pagamenti di locazione, nel 2016 sono state presentate poche domande in ragione della novità del contributo e delle difficoltà burocratiche per ottenerlo.

Da quanto detto, a Palermo non esiste un vero e proprio programma di interventi per nuovi alloggi dell’edilizia sociale se non piani di riqualificazione di aree già edificate e degradate che, essendo poche, non possono soddisfare la grave emergenza abitativa palermitana mentre la domanda di casa è aumentata e solo a Palermo sono state oltre 10 mila le famiglie, con reddito basso, che hanno fatto domanda al Comune per un alloggio popolare.

Se si considera che questa richiesta abitativa è formata, in massima parte, da fasce sociali svantaggiate, o impoveritesi per la crisi economica, alle quali è precluso o difficile l’accesso al sistema abitativo privato osserviamo che l’area del rischio e dell’esclusione abitativa si è notevolmente ampliata ed a nulla serve il notevole patrimonio immobiliare privato che rimane, anche, sfitto e di nessuna utilità rispetto alla domanda sociale.

In Sicilia abbiamo come rilevato dalle forze sociali la seguente condizione abitativa:

abitazioni chiuse (131 mila), cementificazione pari al 60% del territorio regionale, disagio abitativo alle stelle, con 3.176 sfratti per morosità incolpevole.

La Sicilia del mattone brancola, appesa a un paradosso. Da un lato conta 131 mila case chiuse perché cadenti, in rovina o semplicemente non abitate. In pratica il 17% del totale nazionale. Dall’altro lato registra il difficile accesso alla casa, specialmente delle fasce più deboli di popolazione.

Nell’Isola è quasi un quarto dei siciliani a non avere casa di proprietà: e questo avviene nonostante che quasi il 60% del territorio regionale sia cementificato: uno dei dati più alti a livello nazionale. Quanto agli sfratti, la stragrande maggioranza di quelli notificati sono conseguenza di morosità incolpevole.

Solo l’anno scorso, su 4.152 sfratti eseguiti in Sicilia, l’85% è stato causato da morosità e il 90% delle 3.530 esecuzioni forzate (3.176) sono state il risultato di morosità incolpevole.

A segnalare la crisi della casa in Sicilia, “tanto sul fronte del consumo di suolo quanto su quello del disagio abitativo”, Cisl regionale e Sicet (il sindacato inquilini) che, assieme a Caritas e Fiopsd (Federazione italiana degli Organismi senza dimora) hanno organizzato a Palermo un focus dal tema ‘Abitare è vivere’.

Per quanto sopra rappresentato si evidenzia che tale ed inopportuno è il provvedimento di acquisizione degli alloggi realizzati in assenza di concessioni edilizie dal Comune di Palermo per disporne la demolizione, considerato che le famiglie che hanno pur sbagliando edificato detti immobili sono state costrette da fatti contingenti, quali i costi delle nuove costruzioni, la mancanza di aree edificabili a prezzi accessibili, la presenza di un Piano Regolatore ‘blindato’ che non consentiva di edificare in verde agricolo alcuna se pur minima regolare costruzione eccetera.

Oggi, alla luce dei nuovi fatti, le numerose ordinanze di demolizione emesse, le acquisizioni al registro della proprietà comunale delle numerose costruzioni apriranno nuovi scenari disastrosi per le famiglie che con sacrifici enormi hanno realizzato la loro prima casa indebitandosi oltre misura e dovendo assistere alla demolizione, con aggravio di spese al loro carico e restando senza un tetto per sé e per le loro famiglie.

Tutto ciò non può restare nel nulla, quindi chiediamo alle SS.LL. di voler sensibilizzare le istituzioni competenti affinché dette abitazioni vengano mantenute per consentire a quanti ne sono con stento proprietari di poterle continuare ad abitare per non aggravare la grave questione della crisi abitativa in attesa di una risoluzione.

Signor Sindaco, Ella è noto come colui che ha vinto le più importanti battaglie per il benessere della nostra città ed è a lei che ci rivolgiamo affinché si faccia parte attiva nei confronti degli organi giudiziari ed amministrativi affinché possano annullarsi e sospendersi le acquisizioni e le demolizioni delle prime case, in attesa dell’iter legislativo del DDL 580-B, approvato al Senato il 17 maggio 2017, che interviene, modificandoli rispetto alla normative vigente, sui criteri di priorità ai quali il PM deve attenersi nell’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali di condanna per illeciti edilizi.

Confidando nella sua notoria disponibilità,
porgono Distinti Saluti

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