Appello degli abitanti della Valle del Mela a Musumeci e a Sgarbi: “Non vogliamo l’inceneritore di rifiuti”
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Appello degli abitanti della Valle del Mela a Musumeci e a Sgarbi: “Non vogliamo l’inceneritore di rifiuti”


Time Sicilia

Il nuovo Governo regionale di Musumeci può dimostrare subito la “discontinuità” verso il precedente Governo di centrosinistra a trazione PD di Rosario Crocetta, bloccando il folle progetto di un inceneritore nella Valle del Mela. Egregio assessore Sgarbi: se si ferma alle sole pale eoliche rischia di somigliare a Don Chisciotte della Mancia… Il no agli inceneritori di rifiuti del professore Aurelio Angelini

Il nuovo Governo regionale di Nello Musumeci ha già un’occasione per dimostrare – concretamente e non a parole – la discontinuità rispetto al precedente esecutivo di Rosario Crocetta. Il tema è il folle e vergognoso progetto di un inceneritore di rifiuti che il Governo nazionale vorrebbe realizzare nella Valle del Mela, provincia di Messina, una delle zone più inquinate della Sicilia.

Lo ribadiamo: per il presidente Musumeci, per l’assessore ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, e per l’assessore con la delega ai Rifiuti, Vincenzo Figuccia, l’occasione è unica, perché il Governo Crocetta non si era opposto all’inceneritore di rifiuti nella Valle del Mela., limitandosi a tergiversare un po’, perché non era nelle condizioni politiche per dire no a Roma.

A raccontare come stanno le cose sono Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela, l’ADASC (Associazione per la difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini) e il Comitato “NO CSS Inceneritore Valle del Mela”. I rappresentanti di questi tre soggetti che si battono contro questo progetto hanno scritto il seguente comunicato nel quale si raccontano le ‘nuove’ che arrivano dal Governo nazionale:

“Le ultime novità giunte da Roma, con il parere positivo della Commissione valutatrice del Ministero dell’Ambiente, ci hanno fatto capire l’esistenza di una chiara volontà di autorizzare il mega-inceneritore di A2A nella Valle del Mela, contro la volontà popolare ed in violazione della vigente pianificazione paesaggistica ed in materia di rifiuti. Infatti questo tipo di impianto è espressamente vietato dal Piano Paesaggistico dell’Ambito 9, già approvato e pienamente vigente da ormai quasi un anno. Un’autorizzazione in barba ad uno strumento di pianificazione che per legge è inderogabile rappresenterebbe un autentico paradosso all’italiana”.

“Peraltro – si legge sempre nel comunicato – la Valle del Mela non è nuova a simili paradossi: proprio nelle ultime settimane sono partiti i lavori per la realizzazione di un impianto di stoccaggio di idrocarburi che ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica in una zona sottoposta a vincolo di inedificabilitá assoluta. Come delegazione di associazione della Valle del Mela avremmo voluto parlare di tutto questo con il Soprintendente di Messina, Orazio Micali, per cui abbiamo chiesto di incontrarlo inoltrandogli anche una formale richiesta tramite PEC. Dopo nove giorni, durante i quali abbiamo più volte sollecitato telefonicamente l’incontro, il Soprintendente ci ha finalmente risposto”.

“Ma la risposta – scrivono i rappresentanti dell’ADASC e dei due Comitati – ha dell’incredibile: ci saremmo aspettati un appuntamento ed invece il Soprintendente ci ha risposto che non ritiene necessario incontrarci. Ci chiediamo come mai il Soprintendente Orazio Micali non ci voglia incontrare. Ha forse qualcosa da nascondere? Proprio sull’affare dell’inceneritore di A2A l’attuale Soprintendente ha già compiuto una mossa alquanto sospetta, che ha giustamente destato molte critiche nel territorio: infatti lo scorso Gennaio ha chiesto alla Regione di annullare il parere negativo sull’inceneritore espresso dal precedente Soprintendente. Per fortuna in quell’occasione la Regione non ha dato seguito alla richiesta di Micali”.

“Adesso che c’è il parere positivo della Commissione VIA – prosegue il comunicato – il Ministero dell’Ambiente ha chiesto nuovamente al Ministero dei Beni Culturali di rivalutare il progetto di A2A, come si evince sul portale della procedura. Per opere da realizzare in Sicilia, la prassi vuole che il Ministero dei Beni Culturali chieda a sua volta il parere della Soprintendenza territorialmente competente. Quindi è verosimile che ora la Soprintendenza di Messina debba esprimere nuovamente un parere che potrebbe essere decisivo per concludere la procedura”.

“E’ concepibile che la Soprintendenza stavolta conceda un parere positivo ad un impianto espressamente vietato dal Piano Paesaggistico? – si legge ancora nel comunicato -. Volevamo essere rassicurati al riguardo: perché il Soprintendente non ci ha voluto ricevere? Quel che è certo è che, negandoci l’incontro, il suo atteggiamento appare del tutto irrituale e sospetto, oltre che contrario al principio di trasparenza amministrativa. Non è assolutamente ammissibile che un Soprintendente si rifiuti di incontrare una delegazione di associazioni, tra cui peraltro anche un consigliere comunale, per discutere di importanti questioni che interessano attualmente il territorio. Per questo a breve intraprenderemo delle azioni di protesta”.

“Nel frattempo – conclude il comunicato – chiediamo un intervento urgente sulla questione da parte del neo assessore ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi e del neo Presidente della Regione Nello Musumeci”.

Su questa vicenda abbiamo raccolto il parere del professore Aurelio Angelini, docente universitario di Sociologia dell’Ambiente, considerato uno dei massimi esperti, in Sicilia, in materia di gestione dei rifiuti.

“Gli inceneritori, come le discariche – ci dice il professore Angelini – distruggono materia e inquinano l’ambiente. La Sicilia deve invece recuperare materia e tutelare l’ambiente. Pensare ancora oggi di bruciare i rifiuti è profondamente sbagliato. La strada degli inceneritori di rifiuti risponde più a strategie politiche che a opportunità di mercato”.

“Ricordiamoci – aggiunge Angelini – che un inceneritore di rifiuti non è mai una soluzione per l’immediato, perché per realizzare questi impianti occorrono da cinque a sette anni e talvolta anche più tempo. Un inceneritore di rifiuti è un scelta strategica. Ma oggi alla Sicilia servono scelte gestionali”.

 

 

2 dicembre 2017

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TimeSicilia


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