Ars: una corona di fiori in memoria dei diritti dei Siciliani

Il Movimento 5 stelle oggi all’Ars è tornato a denunciare l’accordo con lo Stato che rapina ila Sicilia che già soffre di una crisi di liquidità senza precedenti: “Non l’abbiamo portata per decoro, ma è come se l’avessimo fatto”

Lo abbiamo detto in tutte le salse e il messaggio, grazie a Dio, seppure censurato dai media di regime, sulla rete è passato. Tant’è  che ormai anche a Roma, sia nell’Aula di Montecitorio che di Palazzo Madama, espressioni quali “politici ascari” “saccheggio della Sicilia” e “Sicilia colonia d’Italia” sono entrati nel vocabolario dei deputati di opposizione.

Lo abbiamo detto in tutte le salse, tranne una. La più dura se volete, ma non per questo meno vera: stanno rubando soldi ai Siciliani. Ancora una volta, ancora di più. Parliamo, va da sé, dell’accordo Stato-Regione approvato ieri definitivamente anche dal Senato (ve ne parliamo qui e vi forniamo tutti i nomi dei senatori, dei deputati nazionali e regionali che hanno detto sì) che oltre a ridurre a 500 milioni gli almeno 30  miliardi di tributi cui la Sicilia avrebbe diritto, include anche la seconda rinuncia ai contenziosi con lo Stato, ovvero la rinuncia a quei soldi che la Sicilia potrebbe incassare grazie ai pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale.

Un fatto di una gravità inaudita se si considera che le previsioni statutarie si possono cambiare solo con una legge costituzionale (mai e poi mai con una legge ordinaria come invece sta accadendo), che la Sicilia soffre di una crisi di liquidità senza precedenti e che l’ultima cosa che potrebbe permettersi è regalare soldi a Roma. Ma tant’ è. Fiat voluntas PD e dei partitini ‘camerieri’: UDC e NCD e frattaglie varie.

Angela Foti
Angela Foti

Della gravità del misfatto è ben consapevole il Movimento 5 Stelle che ha tentato di bloccare l’accordo  in tutte le sedi. Sergio Tancredi, ad esempio,  qualche giorno fa ha anche chiesto conto e ragione all’Ufficio Legale e legislativo della Regione siciliana sulla legittimità degli effetti giuridici e contabili dell’intesa. Risposta: “Non ci hanno chiesto un parere” hanno detto da tale ufficio, aggiungendo dubbi e ombre sulla vicenda.  E oggi nell’Aula dell’Assemblea regionale siciliana, in maniera provocatoria ma neanche tanto, per bocca della capogruppo, Angela Foti, il Movimento 5 Stelle, in apertura di seduta, ha preso il microfono ed è tornato a denunciare il misfatto:

“So quanto lei è disponibile a dare spazio ai deputati che da questo scranno si soffermano su questioni importanti. So anche – ha dichiarato Angela Foti- quanto ci tiene al decoro e alla compostezza, ma io oggi  avrei portato una corona di fiori in quest’Aula per un fatto gravissimo che è successo. E cioè che ieri il Senato, dopo la Camera, ha approvato un decreto ministeriale che di fatto ha abrogato il nostro Statuto Siciliano. Quello approvato da voi in quest’Aula – ha continuato Angela Foti- e che non è stato possibile cambiare neanche a Roma”. 

” Lei capisce – ha proseguito la deputata pentastellata- che il nostro Statuto è stato mortificato e vilipeso attraverso l’esercizio del potere esecutivo del Governo nazionale che ha posto la questione fiducia. Non l’ho portata una corona di fiori, ma sarebbe stato il caso ed è come se l’avessimo fatto. Dei contenziosi con lo Stato non se ne fa più nulla, dei diritti tributari della Sicilia non se ne fa più niente. E quando avremmo bisogno di risorse, e sappiamo quanto ne abbiamo bisogno parlando ogni giorno con il territorio, non potremmo fare niente, non potremo fare valere i nostri diritti. Non potremo fare niente e questo grazie ad una legge ordinaria che ha modificato lo Statuto che ha rango costituzionale. Lancio un appello a chiunque possa contribuire a trovare una via per fermare questo scempio”.

Si tratta, in buona sostanza, del colpo di grazia dato alla Sicilia e ai Siciliani. Un furto in piena regola, di risorse finanziarie e di futuro. Qui non si parla di una ideologia o di un’altra,  di destra, sinistra, sopra o sotto. Qui si parla di un danno grave nei confronti dei Siciliani che hanno tentato di fare passare in sordina. Ricordiamoci sempre che quando si tratta di soprusi, il potere spera sempre nella disinformazione e nella distrazione dell’opinione pubblica. E non è neanche importante se i partiti che si sono opposti all’accordo scellerato lo hanno fatto per motivi diversi tra loro. Lo hanno fatto pubblicamente, a Palermo e Roma- insieme col M5S, Forza Italia e Sinistra italiana-  e bisogna dargliene atto. Poi ognuno tragga le proprie conclusione e giudichi il loro operato nel complesso.

 

Questo il video in cui Alessio Villarosa (deputato nazionale del M5S) calcola l’ammontare del furto.