Time Sicilia

Perché il ‘Capo’ di Cosa nostra non poteva non essere un palermitano

Pippo Giordano, già Ispettore della Dia di Palermo, figura storica nella storia della lotta alla mafia (ha lavorato accanto a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Ninni Cassarà, Beppe Montana, grandi uomini che ha visto cadere ad uno ad uno per mano della mafia) in questo articolo racconta che, qualche anno fa, disse e scrisse che il nuovo Capo di Cosa nostra non poteva non essere palermitano. Il recente arresto di Settimo Mineo lo conferma

M5S: “Desecretare le audizioni sul sistema Montante”

“Rendere pubblico quanto hanno dichiarato Crocetta e Marino è fondamentale per giungere a fondate conclusioni sul lavoro di indagine e per rendere noto quello che era un vero e proprio sistema che coinvolgeva burocrazia, politica, imprenditoria, mondo del giornalismo e componenti deviati delle forze dell’ordine

Invece di abolire i finanziamenti all’editoria perché non sostenere i giornalisti senza contratto?

Fino ad oggi, è inutile che ci giriamo attorno, lo Stato italiano ha sostenuto editori e, di fatto, giornalisti garantiti perché titolari di contratti. Ma oggi una gran parte di giornalisti professionisti vive di precarietà, senza contratti. Con pagamenti irrisori: 4-5 euro ad articolo. Non si potrebbe prevedere un sostegno annuo ai giornalisti professionisti senza contratto che fanno questo mestiere tra mille difficoltà?