… e i banchieri con Emmanuel Macron si prendono la Francia. Si cambia tutto per non cambiare nulla…
Editoriale, Esteri

… e i banchieri con Emmanuel Macron si prendono la Francia. Si cambia tutto per non cambiare nulla…


Time Sicilia

L’uomo che sfiderà Marine Le Pen al ballottaggio è un banchiere che – indovinate un po’? – ha lavorato per il solito gruppo Rohschild. La cosa in queste ore viene nascosta, ma la notizia la trovare su Wikipedia. Dove si racconta pure come è diventato ricco e la donazione di 3 milioni e 700 mila Euro che ha ricevuto dai ‘privati’ per queste elezioni. Insomma, pur di restare nel sistema Euro la Francia adotta Il Gattopardo per abbindolare gli elettori. Viva la democrazia…

La cosa strana, veramente strana è che in queste ore nessuno si ricordi di un particolare che riguarda Emmanuel Macron, l’uomo che viene già dato vincente alle elezioni presidenziali di Francia: e cioè che il personaggio in questione è un banchiere che ha lavorato nel gruppo Rothschild, diventato ricco grazie a funanboliche operazioni finanziarie. Insomma, quello che danno come il futuro presidente della repubblica francese è un personaggio che ha lavorato per uno dei gruppi economici più noti al mondo. Come mai non ne parla nessuno?

Nella sua biografia si legge:

“Formatosi all’Università di Parigi-Nanterre, all’Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po) e all’École nationale d’administration (ENA), già ispettore delle finanze e dal 2008 banchiere d’affari presso Rothschild, il 26 agosto 2014 ha ricevuto l’incarico politico di ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale nel secondo governo di Manuel Valls, carica tenuta fino al 30 agosto 2016, quando ha rassegnato le dimissioni in previsione di una sua candidatura alle presidenziali dell’anno successivo, alla testa del movimento politico En Marche!, da lui fondato il 6 aprile dello stesso anno”.

A proposito del gruppo Rothschild:

“Nel settembre 2008, si rende disponibile per la funzione pubblica e diventa banchiere presso Rothschild. Alla fine del 2010 è promosso ad associato all’interno della banca. In quello stesso anno viene nominato dirigente e dirige una delle più importanti negoziazioni dell’anno. Questa transazione, valutata a più di 9 miliardi di Euro, gli permette di diventare milionario”.

E ancora:

“Nel marzo del 2016 Emmanuel Macron esprime l’augurio che François Hollande si presenti alle elezioni presidenziali del 2017 in quanto candidato legittimo. Nell’aprile del 2016, con la creazione del movimento politico En Marche!, esprime per la prima volta la sua volontà di presentarsi alle elezioni presidenziali. Emmanuel Macron annuncia la sua candidatura il 16 novembre dello stesso anno Macron si rifiuta di partecipare alle primarie della sinistra del 2017″.

Qui arriva la parte più importante:

“Alla fine del 2016, il responsabile della comunicazione di Macron dichiara di aver già ricevuto 3,7 milioni di Euro di donazioni per le presidenziali, cioè due o tre volte il budget di François Fillon o di Alain Juppé per le primarie della destra. Il suo partito politico non beneficia ancora di finanziamenti pubblici quindi il denaro proviene solo da donazioni private”.

Tutte queste notizie non sono segrete: le potete leggere su Wikipedia. 

Per dirla in modo semplice, sono disponibili anche alle Tv…

Proviamo a riassumere quello che succede in Francia?

Le due forze politiche tradizionali – la destra e i socialisti – sono sputtanati.

A questo punto intervengono i banchieri. Uno di loro, improvvisamente diventa ricco: è il caso di Macron. Che annuncia la sua candidatura alla guida della Francia. Arrivano i ‘privati’ (ma chi?) e gli donano 3 milioni e 700 mila Euro.

Campagna elettorale con promesse mirabolanti non – attenzione! – con il sistema Euro, ma contro gli effetti del sistema Euro. Insomma, nessuno tocchi la moneta unica europea.

Si va al voto. Al ballottaggio andranno Macron e Marine Le Pen.

Ovviamente, al ballottaggio saranno tutti contro la ‘populista’ Le Pen, che alla fine è l’unica che vuole mettere fine ai disastri dell’Euro.

Con una sapiente campagna di disinformazione la Le Pen è la ‘cattiva’ e tutti gli altri – cioè tutti gli altri che hanno infognato la Francio nell’Euro, nell’impresa in Libia e nel terrorismo che dilaga in Francia – sono i ‘buoni’.

Giornali e Tv danno per scontata la vittoria del banchiere che ha lavorato per il gruppo Rothschild. E pazienza se sono finiti i partiti politici tradizionali. L’importante è abbindolare la gente. La Francia adotta Il Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare nulla.

La Francia è salva. L’Euro pure. Non sappiamo invece come finirà ai francesi se il banchiere dovesse diventare presidente della Repubblica francese. Anche se non è difficile immaginarlo…

24 aprile 2017

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TimeSicilia


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