Barcellona, tripudio di bandiere indipendentiste alla manifestazione contro il terrorismo
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Barcellona, tripudio di bandiere indipendentiste alla manifestazione contro il terrorismo


Time Sicilia

A Barcellona ieri è andata in scena una manifestazione di 500 mila persone per dire no al terrorismo e all’islamofobia a 9 giorni dall’attentato jihadista che ha insanguinato la Rambla. Una marea di persone unite dallo slogan “No tinc por”, “non abbiamo paura” ha sfilato dalla bellissima Paseig de Gracia a Piazza Catalunya.  Presenti anche tantissimi musulmani che hanno esposto cartelli con su scritto “non nel mio nome”.

In testa al corteo, nessun politico, così ha voluto la sindaca, Ada Colau. C’erano invece 75 fra agenti della Guàrdia Urbana, Mossos d’Esquadra, servizi di emergenza medica, medici degli ospedali dove sono stati portati i feriti, pompieri, commercianti e persone che vivono nella zona delle Ramblas. 

Al corteo  hanno partecipato anche re Felipe VI e il premier Mariano Rajoy, oltre al presidente catalano Carles Puigdemont e tutti i principali leader politici catalani.  Sia il re che il primo ministro di Madrid sono stati fischiati dalla folla- molti striscioni ricordavano i rapporti della Spagna con l’Arabia Saudita e la vendita delle armi – e la cosa non sorprende: non c’erano bandiere spagnole, ma solo catalane e con la stella, ovvero la bandiera indipendentista.

Proprio ieri, in una intervista al Financial Times, Puigdemont ha ribadito che il referendum secessionista, previsto per il primo ottobre, si farà. E, nonostante l’opposizione di Rajoy, evidentemente, i catalani sono con lui. Il presidente catalano ha anche accusato Rajoy di fare politica con la sicurezza, riferendosi al veto del governo ad assumere 500 nuovi Mossos – la polizia locale, considerata eroica dai catalani– a permettere loro di accedere ai dati di Europol. Una questione su cui invece Rajoy aveva detto che non è il momento di discutere. Puigdemont è stato chiarissimo: “Mostreremo ogni giorno di essere preparati per agire come uno stato indipendente, non solo in momenti eccezionali», ricordando che il governo catalano ha già pronte 6000 urne per votare l’1 ottobre”.

27 agosto 2017

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