Il BAROMETRO 1 e le elezioni comunali di Palermo/ Il più forte sembra Ferrandelli

Iniziamo oggi una rubrica che ci accompagnerà per tutta la campagna elettorale delle elezioni comunali di Palermo. Il nostro sarà un “Barometro” politico ed elettorale. Proveremo a ‘fiutare’ gli umori e a descrivere possibili scenari. E a fare previsioni

Iniziamo oggi una rubrica che ci accompagnerà per tutta la campagna elettorale delle elezioni comunali di Palermo. Il nostro sarà un “Barometro” politico ed elettorale. Proveremo a ‘fiutare’ gli umori e a descrivere possibili scenari. E a fare previsioni

Cominciamo il nostro Barometro precisando che, in questa fase, non è facile capire come si concluderanno i ‘giochi’ delle forze politiche in vista delle elezioni della prossima primavera. La confusione regna un po’ ovunque. Forse l’unico candidato a sindaco che non ha problemi di alleanze – o polemiche interne – è Ciro Lomonte, esponente di Siciliani Liberi, formazione politica Indipendentista che ha il suo leader nel professore Massimo Costa.

Tolta la candidatura di Ciro Lomonte, il resto è tutto un divenire.

Fabrizio Ferrandelli, è noto, è stato raggiunto da un avviso di garanzia dove gli contestano un reato piuttosto brutto: il voto di scambio con la mafia. La prossima settimana verrà ascoltato dai magistrati. Vedremo come finirà. In ogni caso, a nostro avviso, la sua è una candidatura forte grazie al largo seguito che gode nel contesto cittadino.

La forza di Ferrandelli sta anche nel fatto che sono in tanti i delusi dell’Amministrazione comunale uscente che potrebbero votare per lui. Anche Forza Italia, ad esempio, sembra tentata di appoggiarlo.

Poi c’è la ricandidatura di Leoluca Orlando. Anche nel mondo orlandiamo c’è un po’ di confusione. Chi è che appoggerà il sindaco uscente?

Ieri, a Palazzo Cefalà, è andata in scena una riunione tra esponenti della sinistra, supponiamo alternativa al PD. Tra questi c’era anche il parlamentare nazionale di Sinistra Italiana, Erasmo Palazzotto. Eletto nelle fine di SEL, Palazzotto ha aderito a Sinistra Italiana.

A noi è sembrato che Palazzotto abbia preso parte alla riunione per conto di Sinistra Italiana. E’ così? L’abbiamo chiesto ad Angelo Forgia, tra i fondatori di Sinistra Italiana in Sicilia. Chiediamo a Forgia: gli esponenti di Sinistra Italiana presenti alla riunione di stamattina erano lì per conto del partito o a titolo personale?

“Non possono che aver partecipato alla riunione a titolo personale. Perché non c’è stata alcuna indicazione su Palermo. E non ci può essere, perché il percorso politico di Sinistra Italiana si deciderà al congresso nazionale di Rimini fissato per il 18, il 19 e il 20 febbraio. Detto questo – conclude Angelo Forgia – chi oggi milita in Sinistra Italiana è liberissimo di appoggiare chi vuole. Ma questo non impegna certo il partito”.

Alla riunione di stamattina erano presenti rappresentati del variegato mondo della sinistra che dovrebbe essere alternativa al PD. Tra questi c’erano anche gli esponenti di Rifondazione comunista. Tutti questi soggetti, insieme, dovrebbero dare vita a Sinistra comune, sommatoria o alleanza che dovrebbe appoggiare Orlando.

Per quello che si è capito, Rifondazione comunista avrebbe ribadito il no all’alleanza con il PD. Non è una novità, se è vero che, nei giorni scorsi, il segretario provinciale di Palermo di Rifondazione comunista, Vincenzo Fumetta, ha definito il Partito Democratico “ospite non gradito”.

A chiudere al PD è anche il già citato parlamentare nazionale Erasmo Palazzotto che al quotidiano on line, Live Sicilia, dichiara:

“Non è il simbolo il problema – attacca Erasmo Palazzotto – Noi non condividiamo con i democratici né idee né programma. Privatizzazioni e disattenzione per le classi più deboli, iniziative e atteggiamento costante dei dem al governo, non ci appartengono. E poi come si può pensare di riunire il centrosinistra quando a livello regionale e nazionale il PD va a braccetto con un partito che si chiama Nuovo centrodestra?”.

L’accenno al Nuovo Centrodestra Democratico di Angelino Alfano non è secondario, perché si parla di una possibile convergenza di questa forza politica proprio sulla candidatura di Orlando. Convergenza che si andrebbe ad aggiungere a quella degli uomini dell’ex ministro, Salvatore Cardinale.

Ora, logica politica vuole che se gli esponenti della sinistra alternativa al PD sono per tenere fuori il Partito Democratico, debbono a maggior ragione essere contrari all’alleanza con Cardinale e Alfano.

Lo scenario politico che si profila, tra i possibili alleati di Orlando, non è semplice. Il sindaco uscente, a differenza di Rifondazione, non è contrario a un’alleanza con il PD, ma chiede ai vertici di questo partito di candidarsi senza il simbolo.

Così i dirigenti del PD di Palermo si ritrovano con la richiesta di rinunciare al simbolo, da parte di Orlando, e con il no di Rifondazione all’alleanza in sostegno della candidatura del sindaco uscente.

Non è da escludere che, a un certo punto, il PD del capoluogo siciliano possa rompere gli indugi e presentare un proprio candidato.

A questo punto in difficoltà potrebbe finire lo stesso Orlando, che già deve fronteggiare la candidatura di Fabrizio Ferrandelli – che alla fine pesca anche nella sua area politica – e che, con un eventuale candidato del PD, diventerebbe ancora più debole.

Orlando – al quale non è mai mancato il pragmatismo – dovrebbe scegliere tra PD, cardinale e alfaniani da una parte; e tra la sinistra alternativa al PD dall’altra parte. Chi sceglierà?

Il sindaco uscente di Palermo potrebbe tentare di trovare una formula per ‘imbarcarli’ tutti. Con due problemi.

Primo: il rischio di passare per vecchia politica.

Secondo: il rischio di umiliare gli esponenti della sinistra alternativa al PD, che dovrebbero rimangiarsi tutto quello che hanno detto fino ad oggi…

E i grillini? Una votazione alla quale hanno preso parte, sì e no, 600 persone, ha deciso che il candidato a sindaco sarà Ugo Forello, tra i fondatori di Addiopizzo. La sensazione – che forse è più di una sensazione – è che il Movimento 5 Stelle di Palermo sia spaccato.

Una seconda sensazione è che la manovra di vertice, ‘pilotata’ dal parlamentare regionale Giancarlo Cancelleri – manovra che ha portato alla designazione di Forello – non sia piaciuta a tanti grillini. E questo, lo ribadiamo, potrebbe indebolire il Movimento 5 Stelle a Palermo, ma non soltanto a Palermo.

 

4 thoughts on “Il BAROMETRO 1 e le elezioni comunali di Palermo/ Il più forte sembra Ferrandelli

  1. Visto che avete accuratamente evitato di menzionare Tony Troja presumo che in realtà riteniate lui il più forte e che scriverne il solo nome vi spaventi.

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