Il Calcio a Palermo: con Corini se ne va una persona vera

Sempre più buia la situazione per la squadra rosanero. Zamparini è riusciti anche a far andare via ‘Capitan Corini’. Rimangono il gelo e la rabbia. Il gelo contro l’arroganza del potere. E la rabbia per l’assoluta impotenza a porre un argine alla sopraffazione e all’arbitrio

di Benvenuto Caminiti

Sempre più buia la situazione per la squadra rosanero. Zamparini è riuscito anche a far andare via ‘Capitan Corini’. Rimangono il gelo e la rabbia. Il gelo contro l’arroganza del potere. E la rabbia per l’assoluta impotenza a porre un argine alla sopraffazione e all’arbitrio

La notizia l’ho sentita da una camera all’altra, detta, anzi strillata, da Cettina:

“Benni, Benni vieni a vedere. Corini di è dimesso!”.

Ero a pezzi, “sdivacato” sul divano, in pieno marasma depressivo, la testa come un guscio vuoto, braccia e gambe molli, come non mi appartenessero. Mi sono tirato su a stento e, trascinando i piedi come fossero di marmo, sono andato a guardare il video dell’ “addio” di Corini a Palermo, al Palermo e ai suoi tifosi: gli sfiora le labbra un tenue sorriso, che sembra più una smorfia; Corini sta uscendo dalla porta laterale dello Stadio e si avvia verso la sua macchina.

Lo fermano in due e gli piazzano davanti un microfono:

“Solo due parole, ma non mi fate domande…”.

Poi, si ferma un attimo, il tempo di aggiungere:

“Penso di essere stato esaustivo con voi giornalisti, è una decisione presa con coscienza e lucidità, che mi procura molta sofferenza… Sono legato a questa piazza, a questa città e a questa tifoseria da stima e grande affetto”.

Poi di scatto apre la portiera ed entra in macchina. Un altro flebile sorriso, un’ultima occhiata al sole di Palermo che brilla come non mai, e il motore è quasi a pieni giri. L’auto si allontana rapida e la si vede sbucar fuori dal cancello che dà sul Viale del Fante.

Mi resta in gola un sapore amarognolo: è il disgusto che a ondate mi provoca il teatrino che si continua ad imbastire sulla pelle e sulla passione dei tifosi, spazzando via le ultime loro fiammelle di speranza, con la scusa che “Corini non ha saputo dare un gioco alla squadra”.

Battuta che farebbe scompisciare dalle risa se non avessimo tutti voglia di piangere sul Palermo, che ci si sta sciogliendo fra le mani, lasciandoci nel cuore solo gelo e rabbia.

Gelo per resistere da uomini contro l’arroganza del potere, che fa e disfa e se ne frega dei cuori spezzati.

Rabbia per l’assoluta impotenza a porre un argine alla sopraffazione e all’arbitrio.

Mi rimane il ricordo di una persona vera, innamorata della nostra città e dei nostri colori, che aveva risposto con eguale calore al mio abbraccio, dentro il quale faceva capolino il mio sogno rosanero. E quello sì, niente e nessuno potrà mai spezzarlo.

Foto tratta da forzapalermo.it

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