Cari amici ex sportellisti: il vostro futuro dipende dall’accordo PD-Forza Italia. Senza tale accordo resterete a ‘bagno-maria’…
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Cari amici ex sportellisti: il vostro futuro dipende dall’accordo PD-Forza Italia. Senza tale accordo resterete a ‘bagno-maria’…


Time Sicilia

I ‘capi’ del PD siciliano – partito che muove tutte le pedine del Governo regionale – sbloccheranno la vostra vertenza solo quando avranno la matematica certezza che i vostri voti, alle elezioni regionali di novembre, non si perderanno. E l’unica condizione politica per non perdere i vostri voti è che PD, Forza Italia, UDC e Cantiere Popolare (più le altre ‘frattaglie’ che fanno già parte del centrosinistra) votino per lo stesso candidato alla presidenza della Regione. Siccome tale accordo è in alto mare, anche la vostra vertenza è in alto mare. Siete l’oggetto di un baratto: ribellatevi!

Se la Formazione professionale siciliana piange (siamo già a luglio e, a parte l’OIF, c’è il vuoto-niente), le politiche del lavoro – sempre con riferimento alla nostra Isola – non sorridono. Anzi. la vertenza dei quasi mille e 500 dipendenti degli ex Sportelli multifunzionali (diventati ‘improvvisamente’ mille e 800 quando si è intravisto qualche spiraglio) sembra finita in un binario che, se no è morto, è ‘poco frequentato’. La vicenda è nelle mani di due donne: l’assessore regionale al Lavoro, Carmencita Mangano, e la dirigente generale, Maria Antonietta Bullara.

Al di là delle parole, si assiste a una ‘melina’. Ed è anche logico: il centrosinistra – che è al Governo della Regione -annaspa sempre più su tutta la linea: non ha un candidato per la presidenza della Regione, è sotto accusa per la gestione dissennata dei boschi abbandonati agli incendi, la sanità pubblica è allo sbando e via continuando.

Da esponenti della vecchia politica sanno che, dei circa mille e 400 ex sportellisti, sia che tornino al lavoro, sia che non tornino al lavoro, nessuno di loro voterà per il centrosinistra. Da qui la conclusione che si materializza in una domanda: ma se questi, alle elezioni regionali, ci ‘icnhiummeranno’ comunque, perché dovremmo sbloccare la vertenza? Solo perché di recente, sulla spinta di parlamentari regionali, più di opposizione che di maggioranza, l’Ars ha approvato una legge per gli ex sportellisti!

Al diavolo la legge! noi perderemo comunque le elezioni. E allora…

Intanto, su facebook, il dibattito è acceso. Nessuno, ovviamente, ha il coraggio di dire che il centrosinistra molto difficilmente farà partire il progetto per gli ex sportellisti (anche se a pensarlo sono in tanti).

Scrive sulla propria pagina facebook Adriana Vitale, da tre anni in prima fila nella lotta per rivere il lavoro:

“Premesso che il nostro unico interesse è ritornare a lavorare in tempi brevissimi, siamo ormai allo stremo delle forze. Considerato che abbiamo una norma, risorse sufficienti e volontà politica di ripristinare i servizi da troppo tempo negati. Tenuto conto che il deliberato, oltre a non rispondere alle ultime disposizioni di legge, per la stessa natura delle risorse, ci pone innanzi a più di un dubbio relativamente ai tempi tecnici a cui obbedire, dubbi confermati dalla dott.ssa Annarosa Corsello, la cui professionalità e preparazione tecnica è nota. La nostra proposta da consegnare all’assessore Carmencita Mangano, se vorrà riceverci, la cui serietà, onestà, senso del dovere, capacità professionale non sono messe in discussione come la sua buona fede, è la seguente:
applicazione immediata della norma con i 6 milioni di risorse regionali più i 20 milioni di risorse nazionali della delibera 330, risorse più semplici da utilizzare per dare incarico diretto al Ciapi di Priolo in tempi brevissimi, in modo che mentre iniziamo a lavorare hanno il tempo di sbloccare le altre risorse più farraginose”.

“Ricordo che nella delibera 330 sono assegnati alle politiche attive 40 mln l’anno, 20 mln fse e 20 mln risorse nazionali che già di suo con l’aggiunta annuale di piccole risorse regionali ci consentirebbero non solo di offrire servizi ai siciliani, specie agli ammortizzati che sono condizionalità, riprenderci le nostre professionalità e ottemperare alla legge regionale, nonché alle leggi nazionali e comunitarie. In tutti i casi nulla impedisce di allargare ad altre attività con altre risorse il raggio d’azione. Facciamo inoltre un appello accorato a tutti i deputati che da sempre hanno sostenuto le nostre rivendicazioni e per le quali hanno votato all’unanimità un articolo di legge che ci permetterebbe in tempi brevissimi di riprenderci il nostro lavoro. Non permettiamo a nessuno di mettere in discussione il nostro unico e solo obiettivo, che è quello di andarcene a lavorare con serenità prima di subito.
Vogliamo inoltre sottolineare che mai saremo complici indiretti di macchinazioni che possono alimentare mangiugglie e sperpero di denaro pubblico, tema tanto caro al presidente Rosario Crocetta”.

I commenti sono tanti. Noi ne riportiamo alcuni.

Scrive Michele Orlando (che forse è uno dei più lucidi di tutti e dimostra di aver capito il significato della ‘melina’ messa in campo dal Governo regionale, più dalla burocrazia che dall’assessore Mangano):

“Forse l’assessore non ha compreso bene il nostro dramma,la esortiamo a fare prestissimo, esortiamo la Dott.ssa Bullara di non ostacolare il nostro percorso in quanto i padri e le madri di famiglia si sono stancati ed è emergenza sociale,se la prossima settimana non vedremo fatti concreti,si assumeranno le loro responsabilità,la nostra poi sarà legittima difesa.
Cordialmente ma non troppo”.

Aggiunge Francesco Orlando, che dimostra di aver ‘sgamato’ il ‘giochetti’ messi in campo dalla dottoressa Bullara:

“Ringrazio tutti gli onorevoli sin qua intervenuti, da quello che è emerso è palese che la dirigente generale Dott.sa Bullara ha confezionato una delibera ad hoc per il SIA, tra l’altro a quanto pare non corrispondente e adattabile all’attuale statuto del Ciapi e ha deviato 6 milioni regionali liberi da vincoli farraginosi verso un progettino inconsistente e che li vincola alla Corte dei Conti, quando invece più volte e per vie informali si era detto di usarli come fondo d rotazione per adempiere nella nostra contrattualizzazione agli istituti contrattuali e quant’altro poteva sgravare il Ciapi da una rendicontazione perigliosa sull’FSE e che può portare a contenziosi che danneggerebbero lo stesso. In più, e questo è un problema politico credo, non sono stati usati i fondi della delibera 330 che rientrano nella ratio della norma e sono meno complicati da gestire”.

“La domanda è – precisa ancora Francesco Orlando – tutto ciò è stato fatto con l’accondiscendenza e controllo dell’assessore Mangano? Perché se così fosse, si crea un problema politico che mette in contrasto la norma esitata dal Parlamento a larga maggioranza e trasversale a tutte le forze politiche con una figura istituzionale indicata dal governo che quindi esplica azioni che devono essere per forza in sintonia con il suo volere, oppure l’istituzione risulterebbe fuori controllo e ciò è gravissimo.
Attendiamo dall’assessore Mangano questo chiarimento e l’eventuale richiamo della dott.sa Bullara a realizzare in tempi brevi una delibera in linea con quanto richiesto dalla norma e compatibile con gli impegni che assumerebbe il Ciapi. Da come si muoveranno i vari attori in questa vertenza sapremo e capiremo tutto e ci comporteremo di conseguenza. Un grazie a tutti nell’augurio che la vertenza si chiuda finalmente in tempi brevi e proficuamente per tutti in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”.

Commenta Simona Lupo:

“Come sempre gli onorevoli che ci hanno accompagnato in questa lunga battaglia ci fanno sentire la loro vicinanza e il loro sostegno! E per questo ancora una volta li ringraziamo! Ma aver disatteso la norma, significa anche aver vanificato non solo i nostri sacrifici, ma il loro impegno. E la volontà del Parlamento! E allora ci appelliamo non solo alla politica tutta, che possa mettere fine a questa annosa e dolorosa vicenda, ma soprattutto ci appelliamo all’assessore Mangano, che ha mostrato già grande impegno e sensibilità verso i lavoratori! Ci aspettiamo di essere ascoltati e ci aspettiamo che tutti i nostri sforzi per il riconoscimento di un diritto non vengano ingiustamente vanificati”.

Ecco Mariella Maggio, parlamentare regionale ex PD, oggi articolo 1 (quindi con la speranza di ‘acchiappare’ qualche voto in questo bacino che non dovrebbe votare PD o centrosinistra):

“La norma da noi finalmente varata, lungo il vostro doloroso percorso, ha riportato al centro il tema delle politiche attive del lavoro che questa Regione ha gravemente disatteso di erogare. Detto questo, la programmazione di interventi che è stata realizzata appartiene chiaramente ad un altro tipo di intervento sociale, anch’esso importante. Quindi bisogna recuperare l’avvio di quelle attività attraverso il finanziamento e la definizione della stipula della convenzione con il CIAPI e contemporaneamente definire il percorso per l’utilizzo delle altre risorse destinate alle politiche attive, senza spostarne la destinazione d’uso, anche perché le attività del SIA sono supportate da altri finanziamenti. Infine il necessario confronto con la Corte dei Conti è bene che venga fatto anche dalla commissione, ma proprio perché essendo doveroso, per evitare contenziosi contenziosi postumi, ha bisogno di un approccio che affronti il problema con la ratio della norma che voglio ricordare essere di natura parlamentare”.

Risponde Adriana Vitale:

“Grazie On. Mariella Maggio, ci hai sempre seguiti e anche adesso il tuo intervento è un’ulteriore conferma del tuo impegno nei nostri confronti. Grazie soprattutto delle parole usate che riportano al centro il vero nocciolo del problema. Esiste una legge e va applicata. Il tema sullo svantaggio è inserito nella norma ma non può diventare l’unico interesse di una norma che ha come ratio le politiche attive. Inoltre, come ampiamente dimostrato, il deliberato complica l’avvio al lavoro. E’ esattamente ciò che chiediamo, avvio immediato attraverso le risorse regionali e nazionali senza passaggi inutili alla Corte dei Conti e soprattutto destinarli per ottemperare alla legge (se le risorse regionali le impegnano per un progetto donna e non mettono in campo i 20 mln nazionali, come si recuperano le risorse destinate alle politiche attive, risorse che permetterebbero l’immediato avvio?) nel frattempo l’amministrazione si attiva a tradurre tutti gli atti che sono più farraginosi del fse destinati al SIA”.

Marta Rossini:

“Sono pienamente d’accordo con te Adriana e sottoscrivo ogni singola parola usata che rappresenta il pensiero di tutti noi ormai stanchi di tutti questi giochetti e di tutte le difese rispetto a scelte di governo che IRRIDONO e si BEFFANO del lavoro del Parlamento sovrano ..occorre ripristinare l’ordine delle cose e riconoscere il giusto VALORE al lavoro svolto dal PARLAMENTO”.

Enzo Bongiovanni dimostra di avere le idee chiare:

“Governo di inetti con a capo l’inettitudine massima che ci completamente rovinato Rosario Crocetta”.

Dopo di che Adriana Vitale si rivolge ai parlamentari Marcello Greco, Toto Cordaro, Sergio Tancredi e Vincenzo Figuccia:

“Cito voi – scrive – che gentilmente siete intervenuti mostrando ancora vivo interesse per la nostra vertenza che a onor del vero non è mai venuta meno. Sbaglio se dico che, per l’ennesima volta, questo governo ignora le leggi e si prende beffa della volontà del parlamento siciliano?”.

Adriana Vitale riporta, per intero, il parere della dottoressa Anna Rosa Corsello, già dirigente generale del dipartimento Lavoro della Regione siciliana:

“La ratio della norma approvata dal Parlamento Siciliano, ha come obiettivo il rafforzamento dei servizi, in materia di politiche attive del lavoro, di competenza dei Cpi. La delibera di Giunta, il cui contenuto appare digressivo rispetto all’intestazione, fa riferimento invece alle azioni/servizi, destinati alla specifica platea dei beneficiari di SIA. La materia è, in prevalenza, di competenza del dipartimento famiglia. Gli adempimenti relativi agli aspetti prettamente giuslavoristici sono, per legge, attributi ai Cpi e non possono che essere svolti da questi uffici. Da qui discende, ovviamente, la necessità del loro potenziamento che, a mio avviso, non costituisce obiettivo della deliberazione in argomento”.

“Per quanto attiene alle fonti di finanziamento – prosegue la dottoressa Corsello – osservo che gli obiettivi tematici e l’asse di riferimento del Por Sicilia 14/20, sono di competenza del suddetto dipartimento della famiglia e delle politiche sociali. Rimane in capo al dipartimento lavoro che esercita il controllo sul Ciapi, quale ente strumentale, la competenza ai fini dell’affidamento in house providing della realizzazione del progetto attuativo della delibera. Piu’ di un dubbio nutro sulla legittimità di tale affidamento in relazione a materie che esulano da quelle sulle quali, in base al proprio Statuto, il Ciapi ha competenza. In conclusione, dunque, per quanto fondamentale dal punto di vista degli interventi previsti in materia sociale, il deliberato non soddisfa affatto l’esigenza cui mirava la norma de qua. Al controllo della CdC devono essere sottoposti i provvedimenti a contenuto contabile inerenti all’utilizzo di risorse comunitarie e dei “PAC”. Quando la fonte di finanziamento è regionale/Statale non sussiste l’obbligatorieta’ del controllo preventivo. In conseguenza le risorse appostate per la copertura della norma in argomento possono essere utilizzate mediante l’adozione di atti amministrativi, adottati dal dipartimento che ha competenza sul relativo capitolo di bilancio. Per quanto precede, qualora concretamente sussistesse la volontà di potenziare i Cpi, tali fondi potrebbero essere utilizzati nell’immediato, programmando, nel contempo, gli atti propedeutici alla realizzazione delle azioni che i Cpi devono erogare ad una vasta platea di soggetti, con il ricorso a fonti di finanziamento di diversa provenienza”.

“Durante la mia lunga esperienza professionale nel settore del lavoro – dice sempre la dottoressa Corsello – sono stati realizzati numerosi progetti, diversi dedicati alle donne, con poco significativi risultati. Ritengo, pertanto, che, molto più proficuamente, le risorse disponibili dovrebbero essere utilizzate per interventi di attivazione, di competenza dei Cpi, idonei a prevenire/contrastare il fenomeno della disoccupazione nonché per assolvere alle condizionalita’ previste per i percettori di trattamenti previdenziali. Il potenziamento dei distretti sanitari, per garantire i LEP in ambito sociale, sembra essere il vero obiettivo della delibera, che, pero’, non è rispondente alla recente disposizione di legge che mira, tra l’altro, all’attuazione della riforma statale del mercato del lavoro. Posto che la recente disposizione di legge non è corrispondente al contenuto della delibera, i tempi dettati dal cronoprogramma saranno destinati ad allungarsi proprio per la complessità tecnica che comportano le risorse del fse. Corte dei Conti 60 giorni, salta agosto che si fermano. Siamo sul Fse, non esistono tempi brevi, ci vogliono le piste di controllo, piattaforma e tutto il resto, inoltre sul piano organizzativo le sedi, la selezione, ecc, ecc”.

Marcello Greco, parlamentare regionale e presidente della commissione Lavoro dell’Ars cerca di portare un po’ di ottimismo:

” Invito tutti gli operatori degli ex-sportelli a stare calmi e soprattutto a non lasciarsi prendere dall’ansia e dalla preoccupazione. Abbiamo un assessore al lavoro che sta agendo con tanto impegno per portarvi a lavorare nel più breve tempo possibile. Avete la mia parola che nel mio ruolo istituzionale chiederò di essere audito dal Presidente della Corte Conti.
È importante attendere che la prossima settimana l’assessore firmi la convenzione con il Ciapi e proceda con la trasmissione di tutto alla Corte. Ho convocato inoltre l’assessore Mangano per il mese di luglio nel primo giorno utile in cui ci sarà aula in seduta ordinaria, al fine di aggiornare sul cronoprogramma. Calma e sangue freddo”.

Sergio Tancredi, parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, dimostra anche lui di aver capito i ‘giochi’ messi in campo dal Governo regionale:

“Ormai la Regione chiede alla Corte dei Conti pure quando deve lasciare andare in bagno i propri dipendenti… Sui 6 milioni…a parer mio…essendo fondi propri non vi era alcun bisogno del vaglio della Corte se non in fase di rendiconto 2017. Quindi a metà dell’anno prossimo…”.

Interviene anche il parlamentare regionale, Vincenzo Figuccia:

“Adri… (dovrebbe essere Adriana Vitale ndr) è arrivato il tempo di chiedere certezze e impegni non derogabili relativamente al rispetto della norma. Non tollereremo ulteriori ritardi”.

Che dire alla fine di questo articolo? Una cosa semplice: che il problema è politico.

Per chi non l’avesse ancora capito, l’assessore Carmencita Mangano è diventata tale – cioè assessore regionale al Lavoro – in forza di un possibile accordo politico tra PD e Forza Italia in vista delle elezioni regionali del prossimo novembre.

L’assessore Carmencita Mangano è a ‘mezzadria’ tra l’UDC di Giampiero D’Alia e Giovanni Ardizzone e il Cantiere Popolare di Saverio Romano. L’obiettivo – lo ribadiamo a chi non l’avesse ancora chiaro – è far tornare a lavorare questo personale solo nel caso in cui si materializzerà un candidato alla presidenza della Regione votato, insieme, da PD e Forza Italia e, quindi anche da UDC, Cantiere Popolare, seguaci del Ministro Alfano (e altre ‘frattaglie’ già intruppate nel centrosinistra).

Solo in forza di tale accordo politico il PD siciliano – che muove tutte le pedine del Governo regionale – avrebbe la matematica certezza che i voti dei mille e 400 ex sportellisti (diventati, come già ricordato, mille e 800), più i parenti non si perderanno. Allora e solo allora acconsentirà a far tornare al lavoro questo personale.

Il problema è che, in questa fase, c’è uno stallo.

L’accordo Renzi-Berlusconi è in forse a Roma; e l’accordo PD-Forza Italia è in forse in Sicilia. E quindi la vertenza ex Sportellisti – che dipende strettamente dall’accordo PD-Forza Italia – è in stallo.

La richiesta di parere alla Corte dei Conti, i giochetti della della dottoressa Bullara sono solo mezzi per prendere tempo. La stessa Carmencita Mangano non può fare nulla: lei è lì per un accordo politico che non è ancora definito (e che potrebbe andare a mare, perché Nello Musumeci non ha alcuna intenzione di ritirarsi dalla ‘corsa’ per la presidenza della Regione e si è tirato dietro mezza Forza Italia e forse più…).

Credeteci, cari amici ex sportellisti: chi vi racconta altre cose vi prende in giro!

9 luglio 2017

Autore

TimeSicilia


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