Caro Luigi Di Maio, è tempo di lanciare un messaggio a Mattarella, a Tria e alla UE: aprite la crisi e preparatevi al voto
Editoriale

Caro Luigi Di Maio, è tempo di lanciare un messaggio a Mattarella, a Tria e alla UE: aprite la crisi e preparatevi al voto


Time Sicilia

Il vice premier e Ministro Di Maio ha detto bene: è il Ministro dell’Economia che deve trovare i soldi per il Reddito di cittadinanza. Ma non scippandoli ad altri italiani tagliando le agevolazioni fiscali, ma convincendo, con le buone o con le cattive, la UE a ‘cacciare’ i soldi. Bruxelles si opporrà? A questo punto ai grillini non rimarrà che aprire la crisi di Governo, prendendo in contropiede la Lega di Salvini. E come finisce si racconta!  

di Economicus

L’ha capito, il vice premier Luigi Di Maio, che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e l’Unione Europea dell’euro stanno preparando il ‘cappio’ (politico, s’intende) per lui e per il Movimento 5 Stelle? Fino ad ora, tutto sommato, forse cedendo troppo su alcune cose, ha dimostrato di saper ‘navigare’ nei mari tempestosi della politica italiana. Ma, adesso, siamo arrivati al dunque: se dovesse saltare il Reddito di cittadinanza, beh, Di Maio può cambiare mestiere, mentre i grillini non avrebbero più motivo di esistere. 

Non abbiamo dubbi sul fatto che il vice premier e Ministro del Lavoro abbia capito come stanno le cose. E il suo invito al Ministro dell’Economia, Tria, a trovare i soldi per il Reddito di cittadinanza è più che corretto.

Ma, a nostro modesto avviso, il dibattito sul come e dove trovare i soldi per il Reddito di cittadinanza sta prendendo una strada completamente sbagliata. Se non abbiamo capito male, il Ministro Tria non sta cercando i soldi al di fuori dell’attuale flusso circolare del reddito italiano, ma dentro lo stesso flusso circolare del reddito.

Detto in parole semplici, il Ministro dell’Economia – che, lo ricordiamo, non è stato voluto né dal Movimento 5 Stelle, né dalla Lega, ma è stato imposto dall’Unione Europea dell’euro – non vuole chiedere altri soldi all’Europa, ma li vuole scippare agli italiani.

A chi? Ad alcune categorie, andando a tagliare alcune delle cosiddette agevolazioni fiscali. E’ bene, a questo punto, che Di Maio sappia in anticipo che la maggior parte di queste agevolazioni fiscali riguarda la sanità e i settori produttivi: ritoccare al ribasso, o addirittura eliminare queste agevolazioni fiscali significherebbe, di fatto, imporre nuovi tagli alla sanità italiana, già disastrosa, e assestare un colpo a quel poco che rimane del sistema produttivo italiano.

Con molta probabilità, le diranno che ci sono agevolazioni che non riguardano milioni di persone, ma segmenti ristretti della società. O settori ‘immorali’ come quello delle armi.

In questi casi, Ministro Di Maio, occorre un po’ di sano realismo machiavellico. Le armi saranno pure brutte e immorali: ma per l’Italia sono posti di lavoro e non si capisce perché, in un momento delicatissimo, il suo Governo debba andare a tagliare risorse qua e là agl’italiani, creando nuovi disoccupati.

Lei deve far capire al signor presidente della Repubblica Mattarella e al signor Ministro Tria-espressione della UE dell’euro che la ‘filosofia’ del Reddito di cittadinanza è del tutto diversa: deve sostenere l’economia italiana, non deprimerla. 

Un Reddito di cittadinanza fatto tutto o in buona parte con i soldi tolti dalle tasche degl’italiani, ebbene, darebbe un po’ di ossigeno ad alcune categorie sociali, ma incasinerebbe la vita a tanti altri cittadini.

Il Reddito di cittadinanza va fatto con un’immissione aggiuntiva di risorse nel flusso circolare del reddito dell’Italia. E questo si può fare solo ignorando il balordo rapporto Deficit-PIL.

Ha fatto bene a dire al Ministro Tria che il reperimento delle risorse per il Reddito di cittadinanza è un problema suo: è il Ministro che deve trovare i soldi, non togliendoli dalle tasche di altri italiani, ma convincendo Bruxelles ad allargare i cordoni della borsa.

Alle parile che fino ad oggi ha pronunciato deve aggiungere le seguenti: “Egregio Ministro Tria, le diamo due-tre settimane di tempo per convincere Bruxelles a ‘cacciare’ i soldi – tutti i soldi che servono – per il Reddito di cittadinanza. Dopo di che, se questi soldi non arrivano, il Governo se lo faccia lei con il Quirinale, con la Lega, con Berlusconi e, in generale, con chi gli pare”.

Insomma: se non arrivano i soldi per il Reddito di cittadinanza lei, egregio vice premier, deve aprire la crisi. Subito. Si ricordi che il Movimento 5 Stelle ha già ceduto sui vaccini, poi ha ceduto sull’ILVA di Taranto. In entrambi i casi è stato lei a metterci la faccia.

Ma se dovesse saltare il Reddito di cittadinanza senza una sua reazione politica pesantissima, lei, signor Ministro Di Maio, la faccia ce la rimetterebbe, mentre il Movimento 5 Stelle perderebbe credibilità. 

E allora minacci subito, in mancanza delle risorse per il Reddito di cittadinanza, di aprire la crisi. Prenderebbe in contropiede il leader della Lega e suo forzato alleato, Matteo Salvini. Il quale verrebbe subito coperto da lusinghe per non fare saltare tutto.

A questo punto Salvini sarebbe costretto a seguirla, perché, per lui e per la Lega, dare vita a un Governo con Berlusconi, con i voti raccattati qua e là – magari con il sostegno del PD – sarebbe un suicidio politico.

In un solo colpo lei, Ministro Di Maio, si prenderebbe la scena e Salvini sarebbe costretta a seguirla sulla via della crisi di governo e di nuove elezioni.

L’Unione Europea dell’euro avrebbe davanti a sé due strade: o accettare nuove elezioni politiche in Italia – che lei dovrebbe chiedere subito, a dicembre, al massimo a gennaio – con lo spettro di Movimento 5 Stelle e Lega che potrebbero raggiungere il 70% e forse più dei consensi, aprendo la strada a una vittoria dei ‘populisti’ alle elezioni europee che si celebreranno nella primavera prossima; o ‘cacciare’ subito i soldi per il Reddito di cittadinanza, dandovela vinta.

A nostro avviso, applicando alla politica quello che in Estimo si chiama “stima sintetica”, il secondo scenario – la UE dell’euro che ‘caccia’ i soldi per il Reddito di cittadinanza italiano – è il più probabile.

Certo, i ‘banditi’ e ‘predoni’ dell’Unione Europea dell’euro, nel ‘cacciare’ i soldi, masticheranno amaro (pensi alla faccia di Macron, o ai ‘crucchi’ dei popolari tedeschi, o, ancora, al lussemburghese dalla “merda” facile) e diranno che il debito pubblico italiano è aumentato ulteriormente, che la situazione rischia di diventare esplosiva, che l’Italia diventa un Paese sempre più a rischio e bla bla bla. Tutte minchiate col ‘botto’. Perché l’Italia – e i primi a saperlo sono proprio gli “Euroinomani”, come li definisce il filosofo e commentatore Diego Fusaro – non potrà mai pagare oltre 2 mila miliardi e 300 milioni e passa di debito pubblico, come ha raccontato, con parole molto chiare, il filosofo Marco Bersani (QUI IL VIDEO DOVE SPIEGA L’IMBROGLIO DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO).

Avanti, vice premier Di Maio, metta un po’ di ‘pepe’ a questi signori della UE…

Foto tratta da giornalettismo.com

 

 

19 settembre 2018

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TimeSicilia


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