‘Caso Diciotti’: Salvini, da Ministro, non può comportarsi così
In Evidenza, Politica, Primo Piano

‘Caso Diciotti’: Salvini, da Ministro, non può comportarsi così


Time Sicilia

Il Ministro degli Interni rappresenta tutti gli italiani. Anche quelli che non lo hanno votato. Al di là degli aspetti giuridici – sui quali si pronunceranno il Tribunale dei Ministri ed, eventualmente, la magistratura, c’è un aspetto politico che non può essere ignorato  

di Riccardo Gueci

Ora è arrivato il momento nel quale il Tribunale dei ministri dovrà pronunciarsi sul comportamento tenuto dal ministro degli Interni, Matteo Salvini, in occasione della vicenda dei profughi eritrei trattenuti sulla nave della Guardia Costiera Italiana ‘Ubaldo Diciotti’, agli ormeggi nel porto di Catania. E non è cosa di poco conto. Per questo auguriamo buon lavoro al Tribunale dei ministri.

Gli atti processuali sono stati istruiti dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento, Luigi Patronaggio. A margine dello sgradevole episodio avvenuto nelle settimane scorse, e con il distacco proprio dell’esame ‘a freddo’ di quanto è accaduto, pensiamo di esprimere il nostro parere su di esso.

E diciamo subito perché riteniamo giusto sottoporre a processo il comportamento del ministro Matteo Salvini. Egli è ministro e per assumere tale incarico istituzionale ha prestato giuramento di “osservare la Costituzione e le leggi dello Stato Italiano”. E ad esse deve fare riferimento nel compiere ogni atto del suo mandato. Ed il salvataggio in mare di chiunque sia in pericolo di annegamento rientra fra i compiti previsti da leggi e convenzioni internazionali sottoscritte dallo Stato italiano e dare asilo a chi “…è impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche” (articolo 10, comma 3 della Costituzione Ittaliana).

Immaginarsi poi, nel caso in questione, che riguarda profughi eritrei. Ora la questione rientra, appunto, in parecchie di queste fattispecie, per cui il ministro Matteo Salvini era tenuto a fare il suo dovere ed adempiere ad ogni atto conseguente al salvataggio, compreso lo sbarco e l’assistenza sanitaria. Ove non lo avesse fatto, e non lo ha fatto, sarebbe uno spergiuro – per non avere osservato le leggi e la Carta Costituzionale – e pertanto condannabile.

Ciò premesso, passiamo ai fatti. Egli, con la ostinata disposizione di non far spostare i migranti da un posto all’altro del territorio nazionale, ha trattenuto “d’autorità” e contro le loro aspirazione, uomini, donne e bambini, impedendone la libera circolazione sul suolo italiano. Ciò perché le navi italiane in qualunque mare navighino sono territorio italiano e, guarda caso, i naufraghi erano stati raccolti da una nave italiana, la nave guardia coste ‘Ubaldo Diciotti’.

Quindi, ha impedito loro la libera circolazione da un posto all’altro del suolo italiano, senza motivazione. Questo è già un palese abuso di potere. Poi si può anche discettare sul reato di prigionia emesso da un soggetto che non sia la magistratura, ma questi aspetti investono sottigliezze giuridiche sulle quali non ci permettiamo alcun commento perché ci dichiariamo totalmente incompetenti, oltre che ignoranti.

E veniamo all’aspetto politico che caratterizza il comportamento politico dell’azione di Matteo Salvini. Egli sostiene che gode di un largo consenso popolare a supporto della sua azione politica. Bene, allora si dimetta da ministro e da parlamentare faccia pure le sue battaglie con il più largo consenso popolare. E’ la democrazia, bellezza.

Da ministro no, non gli è consentito, perché da ministro non rappresenta soltanto i suoi elettori. Da ministro rappresenta il governo di tutti gli italiani, anche di quelli che lo manderebbero molto volentieri a “ffa in c…”. Perciò, Matteo Salvini ha una sola alternativa, o sceglie di rappresentare il consenso di chi lo sostiene, allora si dimetta da ministro e da parlamentare faccia pure le sue battaglie di retroguardia, ne ha tutto il diritto. Ovvero, faccia il ministro e lo faccia in maniera adeguata, nell’interesse di tutti gli italiani, se ne è capace.

A noi dispiace solo una cosa: che c’è qualche stupido palermitano che gli va dietro ed intende pure rappresentarlo in Consiglio Comunale di Palermo. Che pena!

2 settembre 2018

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo