Catalogna, ancora pugno duro di Rajoy: arrestata sindaca indipendentista

L’esponente della sinistra indipendentista è stata portato con la forza in tribunale. In segno di solidarietà in molti municipi catalani è stata rimossa la bandiera spagnola per esporre la Estelada e si stanno svolgendo manifestazioni di sostegno

L’accusa è quella di non aver ottemperato all’ingiunzione di ritirare l’estelada, la bandiera catalana, dal balcone del suo municipio. Indagata per violazione delle leggi dello Stato, avrebbe più volte disobbedito ai giudici rifiutando di rilasciare loro dichiarazioni. Certo è che l’arresto della giovane sindaca del comune catalano di Berga, Montse Venturó, prelevata dagli agenti e portata in tribunale,  segna una nuova battuta d’arresto nel dialogo tra Madrid e Barcellona e dimostra che il “nuovo” governo Rajoy, che è in realtà una fotocopia di quello vecchio, non intende cedere di un passo alle rivendicazioni della Catalogna. 

“L’indipendenza – aveva ribadito la giovane sindaca- la conquisteremo dimostrando che la legittimità del voto popolare viene zittita e negata da una legalità che è espressione di una minoranza”.

A difesa di Montse Venturós si sono schierate le formazioni indipendentiste catalane, “stava solo compiendo la volontà democratica del popolo” affermano Artur Mas e il Presidente della Generalitat, Carles Puigdemont. Anche Ana Colau, sindaco di Barcelona, e Carme Forcadell, presidente del Parlament, l’assemblea regionale catalana , esprimono il proprio totale appoggio a Venturós: “Né la giudiziarizzazione della politica né i tribunali impediranno ai catalani e alle catalane di decidere il proprio futuro”.

In segno di solidarietà con la sindaca di Berga, in molti municipi catalani è stata rimossa la bandiera spagnola per esporre la Estelada e si stanno svolgendo manifestazioni di sostegno.

Come racconta contropiano.org “ai magistrati che la interrogavano, la sindaca di Berga ha risposto affermando di aver esposto la estelada sul balcone del proprio municipio anche durante i due ultimi appuntamenti elettorali per obbedire ad un mandato popolare e democratico”.

Rivolgendosi ai manifestanti che la aspettavano al di fuori del tribunale ha definito il suo arresto “un attacco assolutamente antidemocratico contro il popolo catalano”.

Polemiche pure contro i partiti al governo nella Comunità Autonoma – Democrates de Catalunya ed Esquerra Republicana de Catalunya- “per la loro ambiguità rispetto all’invito alla disobbedienza e alla ‘deconnessione’ nei confronti delle istituzioni dello Stato Spagnolo lanciato e praticato dalla Cup, il partito della sindaca che è su posizioni simili a quelle di Syriza e che appoggia esternamente il governo catalano.

“Ci dicano se stanno con la magistratura spagnola o se invece difendono gli eletti indipendentisti”.

 

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