Catalogna/ Il Belgio pronto a concedere l’asilo politico al Presidente Puidgemont
Esteri, In Evidenza, Primo Piano

Catalogna/ Il Belgio pronto a concedere l’asilo politico al Presidente Puidgemont


Time Sicilia

Se, da un lato, l’Europa non risponde all’appello dei catalani e continua, almeno ufficialmente, a schierarsi dalla parte del governo centrale di Madrid, dall’altro,  la stessa Europa si conferma più disunita che mai anche su questo tema. Esce fuori dal coro, infatti, il Belgio – membro fondatore dell’Ue- che offre la sua disponibilità a concedere l’asilo politico al Presidente catalano, Carles Puidgemont il quale, dopo la dichiarazione d’indipendenza, rischia l’arresto (e una condanna a 30 anni) per ribellione:

“Non è stata presentata ancora nessuna domanda – ha detto il segretario di Stato belga all’Asilo e alla Migrazione, Theo Francken, ripreso dai media locali –  vedremo quello che succederà. Certo se dovessimo assistere alla repressione e alle condanne, ci chiederemo se ci sarà un processo equo”. Che, va da sé, difficilmente potrebbe esserlo.

“A quel punto- continua il politico belga- la Spagna potrebbe chiedere l’estradizione, ma trattandosi di un rifugiato politico, difficilmente sarà concessa”.

Il Belgio, già in occasione del referendum dello scorso 1 Ottobre e delle violenze che ne sono seguite (la pesante repressione della polizia nazionale spagnola nei confronti dei catalani che si sono recati a votare) aveva espresso solidarietà alla Catalogna e insieme con altri Paesi (Slovenia, Finlandia, Corsica e pochi altri) ha sempre esortato la comunità internazionale ad intervenire per favorire il dialogo e, soprattutto, a considerare la questione catalana una questione di democrazia che deve interessare tutta l’Europa.

Cosa succederà ora?

Il vice presidente catalano, Oriol Junqueras, conferma che, nonostante il commissariamento della Catalogna e la destituzione dei suoi rappresentanti istituzionali, il processo che porterà alla nascita della Repubblica Catalana non si ferma: “Non riconosceremo mai il colpo di Stato di Madrid”. Aggiunge anche che nei prossimi giorni saranno prese “decisioni difficili da comprendere”. Ma a cosa si riferisca esattamente non è chiaro e non ci resta che aspettare.

Certamente resta la vergogna di una Unione Europea che continua a farsi portavoce dei capi di governo e non dei cittadini. Vero è che, secondo i trattati, non può intervenire nei fatti interni ad uno Stato, ma è anche vero che siamo dinnanzi ad una crisi democratica che riguarda un suo Stato membro e che non può essere ignorata.

Secondo alcuni analisti, in realtà, dietro le quinte, la diplomazia europea sarebbe al lavoro e che frasi come “non riconosceremo mai l’indipendenza della Catalogna” lasciano il tempo che trovano. Si ricorda, infatti, che una posizione simile si era registrata con la Slovenia nel 1991: la comunità internazionale si schierò contro l’indipendenza di questo Paese, salvo poi considerarla inevitabile. In quel caso non mancarono scontri con l’esercito juogoslavo e morti. La speranza è che in Catalogna non si arrivi a tanto.

Concludiamo con una osservazione: fanno ‘sorridere’ le critiche al numero di partecipanti al referendum del 1 Ottobre: circa 2.3 milioni di catalani si sono recati alle urne, circa il 43% degli aventi diritto, 90% hanno detto sì all’indipendenza. Come mai- si chiedono malignamente i detrattori- non tutti i catalani sono andati alle urne? La malizia di questa osservazione sta nel fatto che non si ricordano le manganellate che la polizia nazionale spagnola ha riservato ai votanti fin dalle prime ore del mattino. Cosa che, ovviamente, ha tenuto tanti catalani a casa.

Se il voto fosse stato libero dalle minacce ci sarebbero stati più votanti e più si? Molto probabile. Se così non fosse, Madrid non avrebbe avuto nessun problema a  concedere un referendum pattuito con lo Stato, così come chiedeva Barcellona. Sono circa 30 anni che- anche questo va ricordato- la Catalogna chiede a Madrid maggiore autonomia. La Spagna ha sempre risposto picche. Non sorprende, dunque, che la situazione oggi sia arrivata al punto in cui siamo.

 

29 ottobre 2017

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo