Catalogna, la Corte Costituzionale spagnola censura la seduta del Parlamento catalano
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Catalogna, la Corte Costituzionale spagnola censura la seduta del Parlamento catalano


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La Corte costituzionale spagnola ha decretato la sospensione precauzionale della sessione del Parlamento catalano prevista per lunedì, durante la quale il presidente Carles Puigdemont deve intervenire sul referendum del primo ottobre e che potrebbe portare all’adozione di una dichiarazione di indipendenza.

La consulta di Madrid ha accolto in poche ore il ricorso presentato questa mattina contro la convocazione della riunione dal partito socialista catalano (Psc) referente in Catalogna del Psoe spagnolo.

Non è chiaro al momento quale sarà la decisione dell’assemblea catalana nella quale gli indipendentisti hanno la maggioranza assoluta e che in una normativa approvata in settembre, pure bocciata dalla corte costituzionale di Madrid, ha deciso che se il ‘si’ avesse vinto al referendum sarebbe entrata in vigore una legge di transizione di valore superiore ai pronunciamenti di qualsiasi corte spagnola.

Fin qui le notizia riportate dall’ANSA.

Da aggiungere che, intanto, l’ambasciatore spagnolo in Italia, Jesus Manuel Gracia Aldaz, ha smentito le voci secondo cui Madrid starebbe per inviare l’esercito in Catalogna per impedire con la forza (e non solo con i manganelli della polizia nazionale come avvenuto domenica scorsa, giorno del referendum) l’eventuale dichiarazioni di indipendenza: ““Non è vero che sta arrivando l’esercito, la Spagna è molto sensibile a questo e non abbiamo voluto coinvolgere l’esercito neanche in questo momento”. L’ambasciatore ha anche risposto, indiretatmente, alle voci che da mezzo mondo accusano il PPE di Rajoy di metodi franchisti: “Franco è morto 42 anni fa. Non c’è un solo partito che si richiami al franchismo. Il governo di Madrid non manderà esercito. Il governo ha molti strumenti per fare adempire la legge, ci sono molti strumenti ma non so dire quali saranno”.

Speriamo che abbia ragione. Anche se circola con insistenza la voce di un esercito spagnolo allertato. Pronto, cioè, ad intervenire.

Ieri sera, infine, Carles Puigdemont  ha risposto, via Tv, al re spagnolo Felipe VI, che era stato durissimo con i catalani. Il Presidente catalano lo ha accusato di essere di pare: il re doveva “rispettare tutti i catalani”, invece ha deciso di sostenere solo le tesi di Madrid e quindi “ha deluso tante persone” che spesso sono state al suo fianco.

Al suo fianco Pablo Iglesias, leader di Podemos: “Il re ha fatto un errore storico che comprometterà il suo futuro politico. Non ha parlato con nessuna forza politica fondamentale, non ha parlato con i baschi, non ha parlato con noi. Ha fatto una dichiarazione in cui ha rotto la neutralità, ha fatto il discorso del governo. Un re che è un re del governo e non è il capo dello stato di tutti i cittadini è un re che ha problemi di legittimità. Quello che ha fatto è stato molto irresponsabile”.

Ricordiamo che sia Podemos che la maggior parte dei partiti indipendentisti catalani sono da sempre repubblicani.

5 ottobre 2017

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