A Cefalù alcune spiagge diventano ‘private’: spunta anche un muro…
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A Cefalù alcune spiagge diventano ‘private’: spunta anche un muro…


Time Sicilia

Cancelli, paletti, catene, massi. Esistono molte maniere per impedire l’accesso al mare. In comune hanno un unico elemento: sono illegali. C’è la legge e c’è pure una famosa  sentenza della Corte di Cassazione secondo cui  “nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l’accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l’unica via per raggiungere una determinata spiaggia”.

Resta da stabilire se le norme legislative e pronunciamenti giurisprudenziali siano validi anche a Cefalù o se la splendida  cittadina marinara in provincia di Palermo ne sia, per qualche motivo, esonerata. Chissà, magari si è proclamata Repubblica marinara indipendente e noi non lo sappiamo. Su questo chiederemo lumi al Comune e magari al suo sindaco, Rosario Lapunzina, rieletto per la seconda volta alle amministrative dello scorso 11 Giugno.

Succede, infatti, che in contrada Caldura, zona di belle ville e villette, i cancelli per impedire l’accesso al mare, spuntano come funghi. E’ una zona rocciosa, dove non mancano piccole spiaggette che la natura riserva a chi vorrebbe stare lontano dai lidi sabbiosi più famosi. Ad occhio e croce, un arenile.  

Cancelli con tanto di lucchetto lucciccante che impediscono il passaggio. Abbiamo  visto le foto su qualecefalù  e, a dire il vero, le avevamo ricevute anche noi.  Siamo rimasti basiti e siamo andati a verificare di persona. Ebbene, non solo ci sono cancelli chiusi, ma lì dove ce n’è uno che è aperto, è spuntato un muro!!! Avete capito bene: superato il cancello, dopo un tratto di stradella ricoperta dalla vegetazione, ma percorribile, ci si trova dinnanzi un muretto fresco fresco di costruzione. Per superarlo, bisogna sporgersi verso il dirupo attaccandosi a un paletto di ferro.  Non solo: bisogna pure stare attenti a dove si mettono i piedi, perché una pila di pietre rende difficile ‘l’atterraggio’. Incredibile, ma vero: e se qualcuno si fa male? Non solo non vogliono farci passare, ma ci si augura anche di farci male?

Ci viene detto che una segnalazione è stata fatta all’Ufficio Relazione con il Pubblico di Cefalù. Ma, forse, sono tutti al mare, perché nessuno ha risposto. Almeno diteci dove andate e se avete trovato un modo sicuro per accedere alle spiaggette della Caldura!

Che dire?

Caro sindaco, la risolviamo? O dobbiamo sperare nell’arrivo di Striscia la notizia per collezionare una ‘malafiura’ nazionale? La preghiamo di evitarci questa umiliazione. Perché sa come sono i giornalisti nazionali: non vedono l’ora di sparare a zero sulla colonia Sicilia. Lo ha detto anche la Svimez  – l’Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno- che quando si parla di Sicilia si rasenta il razzismo culturale e che ogni fatto che riguarda le regioni meridionali viene letto con gli occhi dei pregiudizi.

Però, se noi ci mettiamo del nostro, diventerà difficile difendere la nostra terra da una pubblicistica che gode ogni volta che può gettare fango sulla nostra bellissima Isola.

 

25 giugno 2017

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TimeSicilia


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