CINEMA/ Il senso dell’amore ne ‘La forma dell’acqua’ di Benicio Del Toro

Il film analizza in modo delicato i meccanismi dell’innamoramento e dell’amore. Una storia tra una creatura marina e una donna affetta da un handicap. Un invito alla pacificazione tra culture diverse

Il film analizza in modo delicato i meccanismi dell’innamoramento e dell’amore. Una storia tra una creatura marina e una donna affetta da un handicap. Un invito alla pacificazione tra culture diverse 

di Lorenzo Ambroetti

Si può vedere al multisala Aurora, a Tommaso Natale di Palermo – ed anzi direi che si deve necessariamente vedere – La forma dell’acqua, di Benicio Del Toro. Il regista, che fra l’altro è anche un noto attore cinematografico, peraltro molto bravo, analizza compiutamente i meccanismi dell’innamoramento e dell’amore tra una creatura marina e una donna affetta da un handicap.

Il film è di una squisita raffinatezza, perché attraversa le varie fasi in cui la creatura, che all’inizio di dimostra timida e molto attenta a non turbare l’animo di lei, fa, ad un certo punto un passo in avanti, ma molto sottile e delicato.

Così lei, a poco a poco cederà alle tentazioni del cuore.

Ma il contato tra i due è quello che Jung definirebbe di tipo animistico, non essendoci, in ogni caso alcuna avvenenza di tipo fisico nella creatura. E’ l’anima o, se preferite il cuore, quello che entra direttamente in gioco in questo film.

Sembra proprio che Benicio del Toro abbia letto Le cose dell’amore di Umberto Galimberti o anche Eros e pathos di Aldo Carotenuto.

Un altro tema è il rapporto con la diversità che, come si sa, è centrale sia nel Continente americano che in quello europeo. Il fatto che due persone diverse, in questo caso una donna e una creatura marina, ma oggi potremmo anche dire un immigrato e un indigeno, si possano incontrare e innamorarsi, è un tema di straordinaria attualità, con una valenza anche di tipo politico.

Si pensi infatti alle politiche discriminatorie poste in essere dall’amministrazione Trump e dai governi facenti capo all’Unione Europea.
In tal senso in film vuole essere un invito alla pacificazione e all’integrazione tra le culture: integrazione che può dare risultati duraturi.

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