CINEMA/ The post: la riscossa dei giornalisti
Cultura, In Evidenza, Primo Piano

CINEMA/ The post: la riscossa dei giornalisti


Time Sicilia

Il film di  Steven Spielberg mette al centro uno tema antico, ma sempre attuale: il rapporto tra i giornalisti e il potere. Storia non nuova, se è vero che il ruolo del giornalista non dovrebbe essere quello di fiancheggiare il potere, ma di raccontare ciò che fa nell’interesse della collettività

di Lorenzo Ambrosetti

Interessante film da vedere, al Multisala Aurora, a Tommaso Natale, è The post, di Steven Spielberg.

Il film narra una storia, realmente accaduta, durante la guerra contro il Vietnam, che gli americani conducevano in nome dell’esportazione della democrazia, slogan da sempre utilizzato per le proprie mire espansionistiche.

Un giornalista in particolare, vivendo quasi una crisi di coscienza rispetto al ruolo che fino allora aveva svolto all’interno del giornale, si propone a tutti i costi, di ricercare la verità storica dei fatti.

Il film riecheggia il bel libro di Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira, ambientato nella Lisbona della dittatura, dove un giornalista, da sempre prono agli indirizzi del potere, ad un certo punto decide di pubblicare una notizia per cui rischierà di essere ucciso, e fugge rapidamente, come esule politico, in Francia.

Il libro, da cui è stato tratto anche un film, con protagonista Marcello Mastroianni, ben si adatta alla tematica fondamentale del film di Spielberg: esiste una libertà di stampa, in America come negli altri Paesi europei?

Le ultime vicende del giornalista slovacco ucciso dalla ‘ndrangheta, o dei giornalisti incarcerati da Erdogan, in Turchia, per non parlare di ciò che accade nella Russia di Putin, dimostrano che il ruolo svolto da questa categoria è delicato e difficile.

Ciononostante il film è un invito alla categoria a tenere la schiena dritta, e contiene in ciò un alto monito morale.

Ma oggi, particolarmente in Italia, l’informazione è asservita ai potentati economici e ai partiti, specie quella televisiva. La conseguenza è che la gente è sempre più confusa, in quanto mancano verità unanimamente condivisibili. E, ciò che è ancora peggiore, i giornalisti, e i relativi Ordini, non pongono al centro delle loro discussioni la questione morale, cioè la rifondazione di una nuova deontologia professionale.

La conseguenza è che i giornalisti che cercano la verità sono sempre più isolati, e rimangono voci fuori dal coro.

Foto tratta da mymovies.it

4 marzo 2018

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo