CINEMA/ “Tonya”, tra violenza e bisogno di amore
Cultura, In Evidenza, Primo Piano

CINEMA/ “Tonya”, tra violenza e bisogno di amore


Giulio Ambrosetti

“Tonya” – film di Craig Gillespie con Margot Robbie, Allison Janney e Sebastian Stan – racconta la vita della pattinatrice Tonya Harding (Margot Robbie), protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi nella storia degli Stati Uniti d’America

di Lorenzo Ambrosetti  

In programmazione al Multisala Aurora a Tommaso Natale, “Tonya”, il bel film che racconta una storia realmente accaduta di una pattinatrice sul ghiaccio.

Tonya, sin da bambina, spinta anche dalla madre, dimostra un interesse irrefrenabile per il pattinaggio sul ghiaccio. La madre la conduce su di una pista e convince una riluttante allenatrice, che poi diverrà l’allenatrice di Tonya quando avrà raggiunto la maturità, ad allenarla.

Ma la madre ha con Tonya un rapporto controverso. La fa sentire continuamente in colpa per il sacrifici che lei è costretta a fare per consentirle di allenarsi e di fare le gare. Le usa anche sovente violenza.

E’ in questo contesto che deve essere inquadrato il film: un contesto all’insegna della violenza, che poi Tonya sperimenterà con quello che diverrà il suo fidanzato e poi suo marito e manager. Violenza e del bisogno di amore che Tonya non riuscirà mai veramente ad appagare.

Tonya sublima tutto il suo bisogno di amore nel pattinaggio. Potremmo dire, utilizzando un linguaggio caro alla psicanalisi, che si attua una fissazione della libido, per mancanza di altre mete, cioè l’amore, sia esso familiare o coniugale, che come tutte le manie portano al disastro.

La vita di Tonya è un capolavoro di disequilibrio, in cui però lei è soltanto la vittima. I carnefici sono rappresentati dal marito e dalla madre, le personalità che più negativamente incideranno nella vita di Tonya.

Il marito la condurrà poi al ‘patibolo’ costringendola ad abbandonare per sempre il pattinaggio.

Oggi Tonya si è risposata e ci auguriamo abbia superato i problemi della sua vita.

Il film è senz’altro da vedere, per il suo carattere quasi metamorfico del bisogno d’amore, che va al di là di tutti i tempi e di tutti i luoghi, e si staglia come faglia universale nel vulcanico universo della post-modernità.

Foto tratta da rogerebert.com

5 aprile 2018

Autore

GiulioAmbrosetti


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo