Cinquanta immigrati a Capalbio? Il sindaco e gli abitanti si ribellano! Hanno ragione: non siamo a Pozzallo…

Ma come gli viene in testa al Prefetto di Grosseto di inviare cinquanta immigrati a Capalbio, dove villeggiano gli esponenti della sinistra radical chic italiana? la rivolta dei sindaco e degli abitanti: “Provocherebbe un danno al turismo di qualità”. Mentre quello siciliano che turismo sarebbe? Scatò!

Ma come gli viene in testa al Prefetto di Grosseto di inviare cinquanta immigrati a Capalbio, dove villeggiano gli esponenti della sinistra radical chic italiana? la rivolta dei sindaco e degli abitanti: “Provocherebbe un danno al turismo di qualità”. Mentre quello siciliano che turismo sarebbe? Scatò! 

Immigrati da ospitare in alcune delle ville di Capalbio, dove villeggiano gli esponenti ‘In’ della sinistra radical chic italiana? Giammai! Un conto è essere disponibili all’accoglienza nelle città e nelle case degli altri. Ma non si può pretendere certo che i migranti si presentino, armi e bagagli, nella capitale estiva della sinistra ‘nobile’, perché questo provocherebbe un danno, spiega il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, al “turismo di qualità”

Insomma, giusto che gli immigrati sbarchino nel Comune di Pozzallo (dove il mare e le spiagge sono bellissime, maa quanto pare non sono “di qualità”), giusto che sbarchino nel Comune di Porto Empedocle (altre spiagge bellissime) e, magari, che sbarchino anche a Palermo e a Catania. Giusto ospitarli nei centri di accoglienza (gestiti dalle ‘cooperative’). E se i posti finiscono? E’ noto che la Francia ha chiuso, di fatto, le frontiere. La Svizzera non li vuole. E l’Austria nicchia.

Quando tutte le frontiere con il nostro Paese rimarranno chiuse resteranno tutti al Sud, questo lo sappiamo. Per ora c’è un’emergenza: così il Prefetto di Grosseto, Luigi Manzo, ha scelto una serie di Comuni nei quali piazzare gli immigrati. Tra questi c’è anche Capalbio. Apriti cielo!

Su Dagospia il sindaco Bellimori è stato chiarissimo (qui potete leggere tutto l’articolo):

“Sono del PD, diamine. Bisogna accogliere, per carità. Ma queste so’ ville . E di gran lusso. Con giardino. Finemente arredate. Nel centro storico. Per un cittadino di Capalbio ho 31,28 Euro l’anno da destinare allo stato sociale. A un poveraccio sfrattato non posso pagargli una stanza. E per queste persone, dallo status da accertare, se ne spenderanno 33,50 al giorno. Il problema è la concentrazione nell’area più residenziale della perla della Maremma che, come Capri e Portofino, attrae turismo culturale. In 19 mila ettari bisognava metterli proprio là?”.

Insomma, non li vogliono. “Ma il razzismo non c’ entra”, assicura Concetta Monaci, proprietaria de Il Frantoio, ristorante con annessa galleria d’arte. I richiedenti asilo abiteranno a pochi passi da lì.

“Qui ci confrontiamo con i numeri – aggiunge – .A Capalbio i 4 mila abitanti sono sparsi sul territorio: 50 rifugiati in un centro che d’inverno ne conta poco più del doppio è una cifra esorbitante. Qui non c’ è un cinema, una palestra, spesso non prende nemmeno il telefonino. Come si integreranno?”.

Ragazzi, un conto è integrarli a Mazara del Vallo o ad Augusta, altra e ben diversa cosa è Capalbio. L’Italia sarà “una e indivisibile”, ma con le differenze che il celebre Totò con la sua celebre poesia ‘A livella si rifiutava di capire.

Nicola Caracciolo, ambientalista, fratello dell’editore Carlo Caracciolo spiega:

“Anche cinquanta migranti possono essere molti in un paese che ha come prima economia un turismo di qualità. I residenti, quelli che restano d’ inverno, sono pochi, per lo più anziani e un centro di raccolta di profughi genererebbe soltanto insicurezza…”.

Il giornalista di Dagospia chi diede: “Non è che disturbano i vip?”

“Assolutamente no: è qualcosa che nessuno capisce e che ha il sapore dell’ imposizione. Bisogna essere prudenti, comprendere i problemi del territorio e capire che ci sono territori un po’ speciali. Già dai tempi delle battaglie contro il nucleare, Capalbio ha sempre combattuto per la sostenibilità e soprattutto ha cercato di capire e valutare certe scelte.

 

A noi, a dir la verità, tutta la Sicilia sembra speciale: speciale è Pozzallo, cittadina di mare bellissima; speciale è Porto Empedocle, a due passi dalla bellissima Scala dei Turchi. Eppure i siciliani non si sono mai sentiti ‘speciali’: accolgono e basta. Con il Governo nazionale che si tiene i soldi per i migranti stanziati dall’Unione Europea. Con i Comuni e la Regione che pagano i costi dell’assistenza sanitaria.

Però, ragazzi, non è che possiamo paragonare la Sicilia a Capalbio e, soprattutto, ai big della sinistra che abitano lì…

 

 

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