Cinque mila minori giunti in Italia con le carrette del mare finiti chissà dove
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Cinque mila minori giunti in Italia con le carrette del mare finiti chissà dove


Time Sicilia

Tema spinosissimo affrontato in un convegno che si è svolto ad Agrigento. A organizzarlo è stato il KIWANIS. L’occasione per parlare di un tema di cui si occupano in pochi: minori scampati alle insidie di un viaggio lunghissimo che potrebbero essere finiti  nelle mani di schiavisti. O nella prostituzione. Per non parlare del dubbio su un possibile ruolo dei trafficanti d’organi   

Il 15 Febbraio, presso i locali della Caritas Diocesana di Agrigento, si è svolto un incontro dal titolo: “Minori stranieri non accompagnati: il ruolo fondamentale del tutore volontario”.

L’iniziativa, promossa dal Chair distrettuale del KIWANIS INTERNATIONAL Distretto Italia San Marino, C.Alessandro Mauceri, con la collaborazione del KC Agrigento, del CESVOP e della Caritas Diocesana di Agrigento, ha avuto lo scopo di richiamare l’attenzione dei partecipanti all’iniziativa e delle autorità presenti (tra cui due assessori della Giunta del Comune di Agrigento), sul problema dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA).

Un tema che riguarda tutta l’Italia, ma in modo particolare la Sicilia dove attualmente si trova oltre il 43% dei minori stranieri non accompagnati ospitati sul territorio nazionale. Una presenza alla quale le autorità regionali e comunali devono far fronte, ma che molto spesso le vede incapaci anche alle necessità primarie (e non sempre per colpa loro, ma spesso a causa della gestione nazionale del problema e della mancanza di fondi).

Come ha sottolineato uno dei responsabili del settore del Comune di Agrigento, è difficilissimo per le autorità locali far fronte ad un problema in continua crescita in mancanza di strutture ricettive sul territorio e di misure volte a promuovere l’affidamento e le altre possibilità previste dalla Legge 47/2017. Basti pensare che, sul territorio della provincia di Agrigento, il Comune ha un solo assistente sociale “tutor” a fronte di una necessità di dieci persone.

A questo si aggiunge il fatto che, sebbene siano stati formati trenta Tutori volontari, secondo quanto riferito dal Comune, sarebbero completamente assenti le strutture di accoglienza secondaria. Problemi resi ancora più gravi dal fatto che il numero dei minori stranieri non accompagnati in Sicilia potrebbe aumentare.

A fronte di questo flusso di persone bisognose di servizi e assistenza, permane un vuoto nella risposta da parte della popolazione che, nonostante gli sforzi del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, stentano a rispondere a quella che rischia di diventare un problema irrisolvibile.

Già oggi, di circa cinque mila minori stranieri non accompagnati giunti in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo sulle “carrette del mare” si sono perse le tracce.

Sono persone: minori scampati alle insidie di un viaggio lunghissimo (molti di loro hanno attraversato metà del continente africano prima di giungere in Italia), per finire nelle mani di chissà chi.

Con il dubbio che si possa trattare di schiavisti. O del mondo della prostituzione (COME AVVIENE NEL CASO DELLE MINORENNI NIGERIANE). Per non parlare dei trafficanti di organi.

Di questi problemi molti media preferiscono non parlare. Tutti pronti a commuoversi e a pubblicare la foto (poi rivelatasi una fake news) di Aylan, il bambino di tre anni morto sulle spiagge di Bodrum in Turchia dopo il naufragio del barcone, ma del tutto indifferenti di fronte a quasi 19mila minori dei quali, fino ad ora, le autorità sono riusciti a trovare meno di tremila tutori volontari.

Un gap che il KIWANIS Italia S.Marino, con il service lanciato su tutto il territorio nazionale, sta cercando di colmare.

Foto tratta da minoristranierinonaccompagnati.blogspot.com

18 febbraio 2018

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TimeSicilia


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