Il Codacons e l’importanza di mangiare sano con la dieta mediterranea
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Il Codacons e l’importanza di mangiare sano con la dieta mediterranea


Giulio Ambrosetti

Il Codacons  ha organizzato un interessante convegno a Catania sulla dieta mediterranea. L’occasione per affrontare alcuni temi legati all’alimentazione e all’ambiente. Con particolare riferimento alla tutela della salute dei consumatori e alla protezione dell’ambiente 

dal Codacons
riceviamo e volentieri pubblichiamo

“Mangiare sano in sicurezza alimentare”. Questo il tema affrontato ieri nel corso di un convegno celebrato a Catania, nel Centro Fieristico Etnapolis. Con questo incontro il Codacons ha dato l’avvio alla sua campagna di sensibilizzazione al problema attualissimo dei rischi per la salute che possono derivare ai consumatori dall’utilizzo di prodotti agroalimentari di incerta qualità e dubbia provenienza, come pure quello degli impatti sull’ambiente a seguito di stress dovuti alle scelte alimentari non sostenibili.

Ad arricchire il workshop è stata la presenza di relatori di grande esperienza nei vari settori di competenza in cui si articola il complesso mondo dell’alimentazione, da quello produttivo a quello dei consumi.

“Il workshop si colloca all’interno di Mangia sano, mangia siciliano – spiega il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi, che ha moderato l’incontro assieme alla giornalista Pierangela Cannone – progetto che si prefigge la divulgazione delle conoscenze del patrimonio agroalimentare di eccellenza di Sicilia e che il Codacons ha in corso di attuazione con la partecipazione delle associazioni dei consumatori Assoutenti, Confeuropa Consumatori, Consaambiente, Codici Sicilia e Udicon. Si tratta di una campagna dedicata alla tutela del patrimonio agroalimentare siciliano, materiale e immateriale, sempre più minacciato dalle continue e repentine trasformazioni legate alla globalizzazione dei mercati che sottopongono molti prodotti tipici, e non solo quelli siciliani, ad una concorrenza sempre più aggressiva ed agguerrita”.

Il “Patrimonio agroalimentare di eccellenza di Sicilia”, è stato l’argomento trattato da Giuseppe Spina, agronomo ed esperto di finanzia agevolata per il comparto agricolo e agroindustriale, che si è soffermato sull’importanza della politica dei marchi, in particolare quelli di origine protetta, guidata da un’esigenza commerciale di difendere certi prodotti rurali, ma che in realtà coinvolge anche altri aspetti, quali la tutela del consumatore e quella del paesaggio.

Riccardo Maggiore, già docente di Chimica dell’ambiente all’Università di Catania ed esperto nel campo delle tecnologie ambientali, ha evidenziato come le scelte alimentari abbiano un forte impatto sull’ambiente e, quindi, sulla natura e sull’intera umanità e che tra tutte le diete quella mediterranea è rispettosa dell‘ambiente, prevenendo cardiopatie ed alcuni tipi di tumori.

Alex Revelli Sorini, docente di Storia della gastronomia e Comunicazione gastronomica all’Università San Raffaele Roma, giornalista ed autore di saggi storici sull’alimentazione, ha illustrato l’importanza della formazione nel campo dell’educazione alimentare, con particolare riferimento alla sicurezza e alla qualità degli alimenti.

Claudio Torrisi, Presidente Ordine dei Chimici Provincia di Catania, esperto nei diversi settori della Chimica applicata all’ambiente, ha parlato dell’esigenza di una maggiore trasparenza circa le qualità dei prodotti alimentari, con il duplice fine della massima tutela della salute dei consumatori e della loro “educazione alimentare”, non limitata alle conoscenza delle qualità organolettiche e dietetiche, ma estesa anche alla comprensione delle caratteristiche intrinseche degli alimenti e quindi ad una scelta consapevole dei cibi.

Alessandro Mauceri, scrittore, esperto di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile e all’internazionalizzazione (e prezioso collaboratore di questo giornale) si è soffermato sull’analisi dell’impronta idrica nella qualità agroalimentare, che è uno dei principali indicatori della sostenibilità ambientale, ma che ha ripercussioni notevoli anche sotto il profilo dello sviluppo territoriale, a cominciare dagli alimenti che sono caratteristici della dieta mediterranea che consentono un minore impatto in termini di consumo di risorse idriche.

Umberto Anastasi, docente Università di Catania ed esperto in gestione sostenibile degli agrosistemi in ambiente mediterraneo, nonché sulla qualità alimentare e salutistica dei prodotti derivati, si è soffermato sulla relazione tra emergenze planetarie e paradossi dell’attuale sistema agroalimentare, ed esigenza di definire e implementare un modello di produzione-consumo di cibo sostenibile improntato su tre pilastri: biodiversità, sobrietà e prossimità.

14 maggio 2017

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GiulioAmbrosetti


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