Confindustria & co. contro il governo: i capitalisti contro il popolo. Il ruolo di Salvini…
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Confindustria & co. contro il governo: i capitalisti contro il popolo. Il ruolo di Salvini…


Time Sicilia

Farebbero ridere. Se non fosse per il potere che hanno e per la forza dei loro mandanti. Parliamo delle associazioni datoriali che si sono date appuntamento ieri a Torino richiamati dalle trombe di Confindustria per sparare a zero contro il governo M5S- Lega e, soprattutto, contro i il Movimento 5 Stelle.

Sono quelle associazioni di imprenditori ‘prenditori’ che da decenni assistono inermi al depauperamento dell’Italia, massacrata dai diktat finanziari delle oligarchie europee, e che ora, dinnanzi ad  una manovra economica che, per una volta, con tutti i sui limiti, cerca di andare incontro alle classi più povere, si travestono da rivoluzionari. Rivelando quella che, invece, è la loro vera essenza reazionaria ed elitaria.

“Se siamo qui è perché la nostra pazienza è al limite” ha urlato quel Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, noto al pubblico siciliano per la sua vicinanza ad Antonello Montante, l’ex leader degli industriali siciliani  in carcere per corruzione e che nell’associazione di Boccia aveva pure la delega alla Legalità.

C’erano anche altre associazioni: tutte quelle che, tranne, forse, qualche eccezione,  sono state praticamente estensioni dei partiti tradizionali responsabili del baratro in cui è caduta l’Italia (Casartigiani, Ance, Confapi, Confesercenti, Confagricoltura, Legacoop, Confartigianato, Confcooperative, Confcommercio e Cna).

La ‘protesta’ ha preso le mosse dalla questione TAV: Confindustria, va da sé, la vuole. Pungente il commento dei No Tav: «Ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti. Non abbiamo mai visto tante sigle riunirsi in altri momenti, dall’inizio della crisi globale per rilanciare l’economia. L’alzata di scudi», dicono, «c’è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici».

TAV o non TAV, la sceneggiata di ieri è qualcosa di più: è il colpo di coda di un vecchio potere che non vuole mollare la presa. Che non accetta, in linea con la finanza europea, una manovra espansiva che possa ridare fiato- lo ripetiamo, con tutti i suoi limiti- al popolo. Non è questa la politica che vogliono loro. A loro sta bene la politica dell’austerity dell’Ue, tanto a pagarne le conseguenze sono solo i più poveri.

Da notare che gli strali delle vecchie lobby economiche legate a Bruxelles si concentrano, soprattutto, sul M5S. Lo vediamo anche sui loro giornaloni che stanno massacrando Di Maio e il padre con una ferocia che, per esempio, non abbiamo visto nemmeno nel caso dei 49 milioni spariti dalle casse della Lega.

Non ci vuole molto a capire perché. Il capitalismo finanziario cerca nuovi interlocutori. E ne ha già individuato uno: Matteo Salvini. Che per ora gioca a fare il rivoluzionario, ma che presto svelerà il suo volto. Intanto, per le europee, guarda già ad una alleanza con il PPE, praticamente con i fautori di questa Europa al servizio dei ricchi. A parte questo, a nostro avviso, la strategia di Salvini è chiara: stringere in un abbraccio mortale i 5 Stelle per tornare a governare con il centrodestra. Cambiare tutto, per non cambiare nulla. A parte creare condizioni ancora più favorevoli per il Nord, mentre il Sud andrà definitivamente a morire.

In questa delicatissima fase storica, sta al Movimento 5 stelle non soccombere alla Lega. E non dimenticare che la loro forza viene dal Sud.

 

 

4 dicembre 2018

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TimeSicilia


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