Coronavirus/L’ira degli infermieri contro il sindaco di Agrigento: “Sconcertanti le sue dichiarazioni”

Adesso la colpa sarebbe loro. Da eroi ad untori, praticamente. Avrebbero portato loro il virus all’interno dell’ospedale che, come è risaputo, è meglio di una clinica svizzera…

Adesso la colpa sarebbe loro. Da eroi ad untori, praticamente. Come se non bastasse il fatto di lavorare in ambienti per nulla sicuri, gli operatori sanitari di Agrigento finiscono nel mirino del sindaco di Agrigento, Francesco Micciché. Secondo il quale sarebbero stati loro stessi ad avere portato il virus all’interno dell’ospedale San Giovanni Di Dio, dopo essersi contagiati fuori.

Una dichiarazione che ha fatto saltare in aria i dipendenti che conoscono bene le condizioni in cui lavorano. Anche ora che siamo dinnanzi  alla seconda ondata di covid 19 e che ha trovato gli ospedali siciliani impreparati come la prima.

Una dichiarazione che sorprende ancora di più se si considera che il sindaco, nella vita, di mestiere, fa il medico e dovrebbe sapere più di altri che quell’ospedale non è certo una clinica svizzera. Che faceva acqua, come la gran parte degli ospedali siciliani, da tutte le parti in tempo di pace e che continua a fare acqua anche in tempo di guerra.

Ma ieri, sempre su FB, pur dicendo che non c’è la sicurezza su quanto da lui affermato, ha ribadito il concetto:  “Ieri, nell’apprendere le notizie legate ai contagi all’interno dell’Ospedale San Giovanni di Dio, ho detto che il virus veniva contratto fuori e poi portato dentro da pazienti e sanitari. Stamattina mi è stato chiarito che questa certezza non la può avere nessuno e quindi….verosimilmente può essere un contagio esterno. Al momento si stanno prendendo tutte le precauzioni possibili, ma le ipotesi di contagio sono ancora da accertare”. 

Dichiarazioni, che, come anticipato, hanno fatto andare su tutte le furie gli infermieri che hanno scritto una lettera di fuoco al commissario straordinario, Mario Zappia, dalla quale si evincono bene le condizioni in cui lavorano. Eccola:

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“Ordine delle Professioni Infermieristiche di Agrigento
Protocollo: 2.074/2020 I.04 Data:14/11/2020
Al Commissario Straordinario
dr. Mario Zappia
protocollo@pec.aspag.it
e p.c. a tutti gli iscritti
oggetto: contagi da COVID-19 Ospedale San Giovanni Di Dio
Ancora una volta il personale sanitario viene accusato di diffondere il virus (da eroi
ad untori).
Queste le dichiarazioni comparse sul profilo facebook del sindaco di Agrigento
Francesco Miccichè che, come scrive lo stesso, sono state rese dalla Direzione Sanitaria
dell’ASP di Agrigento:
….omississ “i sanitari sono asintomatici o paucisintomatici e si trovano in
quarantena presso i propri domicili. in tutti i casi il virus non è stato contratto
all’interno della struttura sanitaria ma all’esterno e portato dentro sia dai sanitari
che dai pazienti”.
Rimango sconcertato da queste dichiarazioni, che oltre ad essere lesive della
dignità e professionalità degli infermieri, che dall’inizio della pandemia lavorano
incessantemente eseguendo turni massacranti nelle varie UU.OO., mettono in risalto gravi
carenze di percorsi all’interno dell’Ospedale, di DPI e di personale.
Il virus è subdolo e può infettare facilmente chiunque senza rendersene conto, non
capisco con quali certezze vengano fatte certe affermazioni.
Ringraziare in questo modo gli infermieri che pur di lavorare in sicurezza,
considerata la carenza perenne di DPI, spesso si comprano le mascherine FFP2 ed i
guanti monouso (La invito a chiedere agli stessi operatori) non fa certo onore.

Le chiedo di verificare da quanto tempo è precluso l’accesso nei reparti ai visitatori, quali e quanti DPI sono a disposizione degli stessi operatori sanitari e quale sorveglianza sanitaria è stata fatta agli operatori sanitari. Perché se è vero che il virus è stato portato all’interno dagli operatori sanitari, allora bisogna anche domandarsi come:

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1. non è stata fatta adeguata sorveglianza sanitaria degli stessi? Quanti tamponi nel tempo per il personale sanitario.

2. gli operatori non avevano adeguati DPI per garantire efficace barriera contro trasmissibilità del virus ed evitare il contagio?

3. i visitatori avevano libero accesso ai reparti?

4. i percorsi COVID non erano definiti nel modo coretto?

5. i pazienti che accedono alla struttura ospedaliera non sono stati regolarmente sottoposti a tampone?

Sicuramente la lotta contro il virus non è facile in quanto è un nemico invisibile, ma cerchiamo di non scaricare colpe sul personale che giornalmente, mettendo a repentaglio la propria incolumità e quella dei propri cari, con i pochi DPI a disposizione cerca di non fare mancare l’assistenza necessaria a tutti i pazienti COVID e non che afferiscono nelle UU.OO. di tutti i PP.OO. dell’ASP.

Con un plauso a tutti i colleghi che sono impegnati giornalmente in prima linea nella lotta contro il COVID-19, in attesa di una sua nota a chiarimento di quanto sopra descritto, si porgono”

Cordiali saluti Agrigento, 14 novembre 2020

Il presidente

Dott. Salvatore Occhipinti

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