L’offensiva del PD contro la Sicilia: tagli dell’80% per i Comuni (oltre alle rapine…)
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L’offensiva del PD contro la Sicilia: tagli dell’80% per i Comuni (oltre alle rapine…)


Time Sicilia

Non saranno tutti bravi, né grandi esperti di pubblica amministrazione, né tanto meno innovatori della politica. Ma se i Comuni che guidano sono sul lastrico, un motivo c’è ed è riconducibile ai tagli del Governo nazionale. I Sindaci siciliani, attraverso l’Anci (l’associazione dei Comuni) , lo denunciano da tempo e adesso arriva una ulteriore conferma ufficiale da parte della Corte dei Conti della Sicilia che, nella sua ultima relazione sulla finanza locale (sezione di Controllo) parla di un drastico calo dei trasferimenti dello Stato pari all’80%. Negli ultimi tre anni- che sono quelli oggetto dell’indagine-si sono ridotti da un miliardo e 308 milioni a soli 265 milioni.

Per i magistrati contabili sarebbero, invece, meno pesanti i tagli operati dalla Regione siciliana: da 906 a 829 milioni. Ma in realtà non è così, perché, come sottolinea Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Sicilia (nella foto), “ad oggi è stata resa disponibile soltanto una parte assai esigua delle risorse dovute per l’anno in corso”.  Non ci sono neanche i soldi per pagare le rate dei muti, tanto che- dice sempre Orlando- a rischio ci sono anche gli appalti in corso, cosa che potrebbe portare al fallimento gli stessi imprenditori impegnati con i lavori pubblici.

E se la Regione non eroga quanto dovuto ai Comuni è perché non ha i soldi per farlo, e se non ha i soldi per farlo è perché si lascia rapinare le casse dal Governo nazionale: dal contributo al risanamento della finanza pubblica che alla Sicilia costa più di ogni altra regione (1,3 miliardi di euro l’anno come ha reso noto lo stesso assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei), ai vergognosi accordi con lo Stato (di quello firmato da Crocetta lo scorso Giugno, vi parliamo qui) che, oltre a regalare a Roma tributi che dovrebbe incassare la Sicilia, prevedono anche la rinuncia ai contenziosi con lo Stato, soldi, cioè, che la Sicilia potrebbe incassare grazie a pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale, ma che invece il Governo regionale targato PD regala al Governo nazionale targato PD.

Questi ‘dettagli’ consentono di parlare di una vera e propria offensiva del Governo nazionale, o comunque del PD nazionale e locale, contro la Sicilia. Perché se è vero che i tagli statali hanno riguardato tutti i Comuni italiani, è anche vero che altrove a questa mannaia non si sono aggiunte le rapine.

Da aggiungere che, anche in questa ultima relazione della Corte dei Conti, si parla della “trattativa con lo Stato” che si è impantanata. Strano vero? Lo Stato italiano è così bravo nelle trattative….

Eppure, quella con la Sicilia non va avanti e se va avanti, va in direzione degli interessi romani. Ma di cosa parlano i giudici contabili? La storia è sempre la stessa (e, ahinoi, i giornaloni non la spiegheranno): dei tributi che spetterebbero alla Sicilia ma che l’Agenzia delle Entrate continua a versare a Roma. Lo scorso Dicembre, nella delibera di fine anno, la Corte dei Conti lo ha scritto a chiare lettere (qui l’articolo in questione con la delibera di cui parliamo): l’ Agenzia delle Entrate trattiene in maniera unilaterale tributi di spettanza regionale “privando conseguentemente la Regione della liquidità necessaria per fare fronte alla chiusura del programma comunitario e ai pagamenti della PP.AA”.

E allora? Di che parliamo? Certamente, lo ripetiamo, la colpa non è solo di Roma, ma anche della nostra classe politica di ascari che consente tutto questo e che al momento veste i colori del PD.

Lo stesso discorso vale per le Province: i trasferimenti dallo Stato, fra il 2011 e il 2014, sono stati abbattuti del 96% (da 184 milioni a 7).

Che dire poi della farsa dei Piani per il Sud che secondo le ‘penne illuminate’ porteranno in Sicilia  3 miliardi? Solo una farsa come spiegano economisti e governatori coraggiosi (lo leggete qui).

Nella relazione della Corte dei Conti c’è anche il capitolo dedicato ai debiti accumulati dagli Ato rifiuti: ufficialmente si parla di quasi due miliardi, ma è probabile che siano molti di più se si considera “l’enorme mole di contenzioso”. Una situazione appesantita dalla gestione commissariale. Ma gli Ato vantano anche crediti nei confronti dei Comuni per oltre un miliardo. Un cane che si morde la coda perché i Comuni soldi non ne hanno.

Quella dei rifiuti è una storia a sé ed è una storia di business che fa comodo a tanti. A partire dagli ascari regionali che puntano sempre all’emergenza (che consente una gestione ‘allegra’ degli appalti) o a fare arricchire i soliti signori delle discariche private che poi magari finanziano le campagne elettorali. A questo proposito come si fa a dimenticare che Confindustria Sicilia (ai cui vertici, nel ruolo di vice, c’è Giuseppe Catanazaro, patròn della discarica di Siculiana) ha sostenuto Rosario Crocetta alle regionali? Non è un mistero, lo sanno tutti e lo ha ammesso lo stesso Crocetta in audizione dinnanzi alla Commissione Nazionale Antimafia, quando ha detto che in campagna elettorale si era già deciso di piazzare un esponente di questa associazione in Giunta (qui l’articolo sull’audizione). 

Che dire? I nomi ci sono. I cognomi pure. Le responsabilità dello stato in cui versa la Sicilia sono chiarissime. Non lo leggeremo sui giornaloni, né lo diranno i TG, ma questa storia di pensare che i cittadini Siciliani siano stupidi ha già nauseato.

 

 

 

 

 

 

 

18 agosto 2016

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TimeSicilia


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