Covid 19, la bomba dell’infettivologo: “Non disponibili due farmaci che lo curavano”. Che sta succedendo?

Tra le righe di una intervista rilasciata a LaSicilia, il primario delle Malattie infettive del Garibaldi di Catania, Bruno Cacopardo, ci rivela che…

Tra le tantissime notizie che circolano sul Covid19, tra preoccupazione e curve dei contagi che risalgono, saturazione di ospedali e toni allarmistici, ce n’è una che ci ha colpito particolarmente. La leggiamo tra le righe di una intervista rilasciata qualche giorno fa a LaSicilia dal primario delle Malattie infettive del Garibaldi di Catania, Bruno Cacopardo, il quale, dopo avere espresso la sua comprensibile preoccupazione sulla situazione che, nelle sue parole, non potrà che peggiorare, sgancia la bomba: “La problematica è decisamente peggiore rispetto alla prima ondata”.  Ma perché? E’ vero o no che i medici adesso sanno come affrontare i casi?

Certo che è vero. Ma ecco la bomba: vero è che “abbiamo standardizzato le cure, ma ci troviamo con meno farmaci a disposizione”. 

“Ad esempio -continua Cacopardo – l’idrossiclorochina per motivi che non condivido è stata tolta dall’utilizzo perché in particolare due lavori scientifici ne hanno attestato l’inefficacia. Quindi noi non stiamo utilizzando il farmaco che aveva dimostrato efficacia solo perché due grandi lavori, di cui uno poi ritirato, ne attestano l’inefficacia. Le dico che ho raccolto i dati dei casi trattati con l’idrossiclorochina in tutta la Sicilia che presto pubblicherò su una grossa rivista internazionale per dire che durante la prima ondata il farmaco è sembrato funzionare”.

Non basta:
“Abbiamo perso anche il Tocilizumab e perso anche molti degli antagonisti delle citochine”. Pure il Tocilizumab? Da Napoli, l’oncologo, Paolo Ascierto, che aveva sperimentato questo farmaco su casi Covid 19,  fa sapere che riduce del 50% il rischio di peggioramento dei sintomi, e noi lo perdiamo?

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Avevamo dei farmaci che funzionavano e li hanno tolti dalla circolazione? Certo ci sono cortisone ed eparina, ma perché non utilizzare quei farmaci che si erano rivelati efficaci nella scorsa primavera?

Incredibile. Qui potete leggere l’intervista a Cacopardo.

La questione è sicuramente da approfondire nella speranza che dietro non ci siano i soliti giochi proibiti della case farmaceutiche e la folle corsa al vaccino che:

1)per essere sicuro non potrà essere disponibile nel giro di pochi mesi;

2)secondo molti studiosi, non sarebbe una soluzione, perché i coronavirus possono mutare;

3)in generale, come spiega il noto infettivologo, Andrea Crisanti, “la corsa al suo sviluppo è un percorso accidentato, molto lungo e, soprattutto, non necessariamente coronato dal successo”.

Insomma, che succede?

sul tema abbiamo trovato questo articolo che ci pare interessante: 

La scienza ufficiale denigra l’idrossiclorochina di Didier Raoult perché ‘nuoce’ alle multinazionali farmaceutiche?

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