Covid fear/ Lo sfogo di un insegnante: “Situazione fuori controllo, Orlando non arretri”

Nelle scuole la parola d’ordine è tenere aperto, costi quel costi…

Prendetela per quello che è: una testimonianza anonima. Noi abbiamo piena fiducia nella persona che ci ha contattato, in caso contrario non avremmo osato pubblicare il suo sfogo. Ma il suo viso, il suo nome, il luogo preciso di lavoro, per ovvi timori di ripercussioni, proprio non possiamo renderli noti.

E’ un insegnante di una scuola infantile e primaria pubblica di Palermo. Dice di parlare a nome di molti colleghi. E cosa dice? Dice che farebbe benissimo, il sindaco, Leoluca Orlando, a chiudere le scuole (decisione contrastata, a quanto pare, dalla Regione) e che, forse, dovrebbe fare lo stesso con gli asili. E perché mai? Circolano dati che raccontano di contagi quasi irrilevanti in queste strutture.

“E chi li dà questi dati? Siete sicuri che siano così affidabili? E pure se fossero veri, non potranno che peggiorare con l’arrivo dell’inverno. Nelle scuole- dice a TimeSicilia l’insegnante- la parola d’ordine è tenere aperto, costi quel costi. Si devono assecondare le circolari ministeriali e solo questo pare interessare ai dirigenti. Ma la situazione è già molto rischiosa, per noi e per gli alunni”.

In che senso?

“Guardi, viviamo situazioni al limite del paradosso. Figli di genitori positivi che continuano a frequentare. Classi che non vanno in isolamento solo perché l’alunno risultato positivo non è presente il giorno del risultato del test, o quello precedente. Insegnanti spostati da una classe ad un’altra per sostituire colleghi positivi, magari solo dopo una sanificazione degli ambienti. E tanti altri episodi che testimoniano una leggerezza insostenibile. Attenzione, non stiamo dicendo che i dirigenti se ne fregano, ma che assecondano le circolari seppur palesemente assurde. Come quella che invita a considerare solo le 48 ore precedenti ai risultati dei test. Ma che diavola significa? Un positivo può contagiare solo nelle 48 ore precedenti al test che conferma la sua infezione? La sensazione è che anche l’Asp non sappia che pesci prendere e che si navighi a vista anche da quelle parti”.

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“Non stiamo dando la colpa a nessuno, ma questa confusione non può che portare male. Ci sentiamo assolutamente allo sbando, esposti al rischio ogni giorno pur di non mettere in dubbio una decisione che ormai sembra assurda. Consideri che anche per noi, quando è possibile farla, la didattica a distanza è uno stress, ma niente vale più della salute. Quello che viviamo noi ogni giorno ci dice che, seppur nobile, l’obiettivo di una scuola sicura non è stato raggiunto. Per cui, a nome anche di molti miei colleghi, invitiamo Orlando a non arretrare prima che la situazione sfugga davvero al controllo, più di quanto già non lo sia”.

Che altro aggiungere? Che situazioni simili sono state segnalate in tutto il Paese. Segno che la preoccupazione c’è, ed è seria. Ci sono poi casi limite, che si spera non siano diffusi. E’ di oggi la notizia di un asilo nido di Bergamo dove maestre contagiate hanno continuato a lavorare a contatto con i bimbi.

Nessuno vorrebbe queste strutture chiuse. Ma nemmeno una pandemia fuori controllo. Del tutto.

Certo è che, in queste ore, si stanno diffondendo sui social network posizioni simili, altri insegnanti che dicono così:

“Le ASP non chiamano neanche chi è in quarantena, non fanno i tamponi che dovrebbero, nonostante mail e telefonate, senza risposta. Dieci/quindici giorni a casa senza nessun controllo, senza nessuna certificazione. Non esistiamo fino a quando non si viene messi in isolamento con provvedimenti che non arrivano. Nessun protocollo viene rispettato ed è tutto allo sbando e fuori controllo”.

“Il sistema di tracciamento non funziona, su tutto il territorio nazionale. Siamo totalmente abbandonati e dimenticati dalle istituzioni. Le mamme non fanno altro che lamentarsi ma non conoscono la situazione. La loro preoccupazione è solo quella di depositare i figli a scuola per non dover badare a loro”.

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“A scuola di mia figlia c’è un papà che ha il covid da alcuni giorni e la compagna non è ancora stata testata. Il resto dei bambini continuano ad andare a scuola e già ieri un’altra compagna aveva la febbre e nessuno puo’ fare nulla per bloccare il contagio, perché il sistema è lento e fallace quindi pericolosissimo”.

“Una cosa mi fa sorridere, amaramente. Si è diffusa questa tabella in lungo e in largo, sostenendo che la scuola è l’ultimo dei problemi e che i numeri sono irrilevanti.
Questi dati sono assolutamente inattendibili. Sono riportati in questo modo perché nelle scuole é saltato il tracciamento. Solo e soltanto per questo”.

E così via.

Aggiornamento

Retromarcia del sindaco: le scuole restano aperte. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa nel primo pomeriggio di oggi. Avrebbe ricevuto rassicurazioni dal Presidente della Regione e dai ministri alla Salute e all’Istruzione.

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