Dalla Catalogna a Leoluca Orlando: “Apprezziamo la sua solidarietà sul tema dei diritti violati”

La presa di posizione del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sugli indipendentisti catalani arrestati dal governo spagnolo, non passa inosservata a Barcellona.

La presa di posizione del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sugli indipendentisti catalani arrestati dal governo spagnolo, non passa inosservata a Barcellona. Dove, da quando Madrid ha usato il pugno duro contro quei politici che hanno ‘osato’ organizzare un referendum per la secessione dalla Spagna,  si lavora incessantemente per tentare di sensibilizzazione la comunità internazionale su quella che, anche per l’Onu (oltre che per Amnesty international e altri), è una palese violazione dei diritti fondamentali dei cittadini: la libertà di esprimere le proprie idee.

Orlando viene coinvolto nella questione per caso. Ve lo abbiamo raccontato ieri qui: un giornale catalano (ha sede a Barcellona, ma politicamente è più vicino a Madrid nel senso che è noto per le sue ‘simpatie’ monarchiche), lo ha intervistato. E l’ultima domanda riguarda la crisi catalana. Il sindaco di Palermo dice di non condividere le idee separatiste di Barcellona, ma non esita a definire “inaccettabile” il carcere per chi sostiene questa causa.

Poiché abbiamo seguito da vicino l’evolversi di tutta questa vicenda, inclusi i comportamenti omertosi di tutti quei Paesi cosiddetti ‘civili’ che hanno chiuso gli occhi su un fatto così increscioso, non potevamo non chiedere un commento sulla dichiarazione del sindaco del capoluogo siciliano ad un esponente del mondo indipendentista catalano. E la dichiarazione non tarda ad arrivare. A parlare con Timesicilia è Jaume Fores Llasat (nella foto a destra), psicologo social, esponente di di Esquerra Republicana di Catalunya, partito indipendentista catalano di ispirazione social democratica che commenta così le parole di Orlando:

“La presa di posizione del sindaco di Palermo comincia ad essere frequente nel mondo della sinistra non indipendentista, dall’ Andalucia a Madrid. Podemos, ad esempio, è compatto sul tema e anche un parte del Partito socialista francese è stato chiaro nella denuncia. Prendiamo atto del fatto che sempre più persone, anche esponenti di partiti importanti, pur dicendosi contrari al processo di indipendenza, non esitano a schierarsi a favore dei nostri prigionieri politici. In questo contesto, apprezziamo la solidarietà anche del sindaco di Palermo sul tema della violazione dei diritti umani”.

All’esponente di ERC chiediamo anche qualche previsione sulle imminenti elezioni politiche spagnole: “Intanto- dice a Timesicilia- in Catalogna la partita è tra noi e il Partito socialista, noi speriamo di arrivare primi.  Sarebbe la prima volta nella storia delle elezioni politiche. Questo fatto (la possibilità di eleggere  più rappresentati dei socialisti nel Parlamento nazionale) ci darebbe chiaramente più forza nella negoziazione con Madrid. A livello nazionale è quasi certo che sarà il Partito socialista a vincere, ma l’importante è capire con chi governerà: con Ciudadanos (partido ultranacinalista español) o con Podemos (favorevole al referendum per l’indipendenza in Catalogna). E’ probabile che il mio partito voterà a favore della Presidenza di Pedro Sanchez per evitare che il Paese finisca in mano all’estrema destra”.

Vedremo come finirà. La Spagna andrà alle urne il 28 Aprile.

Tornando al sindaco di Palermo non possiamo che ripetere quanto sostenuto ieri. Ovvero che, nonostante siano apprezzabile le sue parole, potrebbe fare di più per denunciare l’assurdo imprigionamento dei politici catalani.

Si può essere d’accordo o meno sull’indipendenza, ma i diritti civili non dovrebbero essere oggetto di dibattito. Siamo dinnanzi ad un atto repressivo tipico delle dittature. Ad una violazione palese dei diritti fondamentali di ogni cittadino. Da Orlando, che si dice paladino dei diritti umani – e non solo quelli dei migranti che arrivano sui barconi, supponiamo- ci aspetteremmo molto di più.

Abbiamo visto sventolare sul balcone di Palazzo delle Aquile (sede del Comune di Palermo) bandiere di tutti i colori, pure quelle arcobaleno, in segno di solidarietà e amicizia con chi combatte per un causa che lui ritiene giusta. Dove è la bandiera catalana? Dove sono i comunicati stampa roboanti e le levate di scudi da paladino degli oppressi?

Sul tema della libertà e dei diritti non si possono usare pesi e misure diversi. Se no, si corre il rischio di apparire come un ‘professionista’ delle battaglie civili, impegnato a combattere solo quelle più convenienti… E siamo certi che non è questo il caso.

 E se fosse Palermo a dare il via ad una campagna per la libertà e i diritti umani degli indipendentisti catalani? 

Palermo capitale dei diritti umani e delle libertà civili. Di tutti.

 

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