Democrat USA: all’Agricoltura “Mr Monsanto”, amico delle lobby e nemico dei Black farmers

Biden, come Obama, sceglie Tom Vilsack, scatenando la protesta degli agricoltori di colore, che lo accusano di razzismo, e dei piccoli produttori, che gli rinfacciano la sua vicinanza alle multinazionali

WASHINGTON, DC- September 16: Boyd enters the US Capitol building to meet with Senators... President of the Black Farmers Association John Boyd protests the non payment of black farmers in a case settled years ago by meeting with lawmakers and driving his tractor to Capitol Hill Thursday September 16, 2010. (Melina Mara/The Washington Post via Getty Images)

Chissà quante aspettative deluderà il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Un fatto è certo: ‘benedetto’ in fretta e furia (pur  in presenza di un eloquente e non sempre edificante curriculum) da quella parte dell’opinione pubblica ostile a Donald Trump, il candidato democratico che si è aggiudicato la Casa Bianca nelle elezioni più controverse della storia americana, pare stia già svelando il suo profilo più liberista, alla faccia di chi si aspettava una svolta a sinistra.

Negli USA, infatti, è già polemica sulla sua decisione di assegnare il Ministero dell’Agricoltura ad un nome noto e poco amato dagli agricoltori: Tom Vilsack. Chi è costui?

Cominciamo col dire che ha già ricoperto questo ruolo durante il secondo mandato di  Barack Obama. In quegli anni, il suo nome è stato associato alle potenti lobby dell’agricoltura statunitense, “uno yes man delle grandi corporazioni, un lobbysta che si ricorda per i pessimi risultati raggiunti nella sua precedenza esperienza come ministro”. Questo lo scrive il britannico Guardian, ma i giornali americani non possono fare a meno di raccontare come questa scelta sia stata accolta malissimo nel mondo dell’agricoltura reale, quella cioè lontana dalle grandi lobby e dal mondo del business e della finanza.

Per rendere più chiaro il concetto, Vilsack, per la sua vicinanza alle grandi multinazionali, si è guadagnato il nickname di “Mr. Monsanto”. Che è quanto dire.

Ma c’è di più. Si dice, ad esempio, che si sia distinto per avere discriminato gli agricoltori di colore. In generale, avrebbe massacrato con la sua politica, i  più piccoli produttori americani che sono sono usciti a pezzi dopo la sua era. In particolare, gli agricoltori neri.

Sempre sul Guardian leggiamo che a protestare, in questo momento, contro questa scelta sarebbero molte persone che, di fatto, hanno aiutato Biden a vincere le elezioni: le organizzazioni che rappresentano le persone di colore, le associazioni agricole progressiste, le aziende  a conduzione familiare e gli ambientalisti.

Sul Washington Post, non va meglio. Il prestigioso quotidiano fa presente che gli agricoltori di colore sono già sul piede di guerra e sono pronte a ricordare a Biden il loro aiuto per la sua elezione.

Il New York Times non può fare a meno di scrivere che anche alcuni Democratici hanno criticato questa scelta.

Sui siti dei media locali degli States, qui ad esempio, moltissime le proteste raccolte dal mondo dell’agricoltura black.

Critiche che leggiamo anche su Reuteurs: “Il Dipartimento dell’Agricoltura non ha mai dimostrato di volere affermare l’equità razziale e ne abbiamo avuto la prova con la guida di Vilsack” ha affermato Dara Cooper della National Black Food and Justice Alliance. Tra le ingiustizie subite, ricordano le associazioni degli agricoltori di colore, la chiusura dei rubinetti del credito e la mancata erogazione di fondi in loro favore.

Feroce, non a caso, il ritratto di leftvoice.org, testata che ci ha svelato il soprannome “Mr Monsanto”:

“Quella di Vilasack è una storia fatta di discriminazioni razziali e di intrecci con le lobby della carne e del settore caseario”.

Ovvero:

“Vilsack ha legami profondi con l’industria agricola aziendale e ha tratto profitto da ogni sua  decisioni come Ministro dell’Agricoltura, guadagnandosi il soprannome di Mr. Monsanto. Sotto la guida di Vilsack, l’USDA non solo non è riuscita a far passare i regolamenti ai sensi del Packers and Stockyards Act, ma ha anche promosso un piano che essenzialmente consente all’industria del confezionamento della carne di autoregolarsi. Inoltre, il suo USDA ha accelerato il processo di approvazione per i controversi organismi geneticamente modificati (OGM), colture che hanno devastato l’ambiente. Lo stesso Vilsack ha persino aiutato a mediare un disegno di legge sull’etichettatura degli OGM favorevole al settore che era stato progettato per anticipare e sostituire la legge sull’etichettatura proposta molto più rigorosa del Vermont. Non c’è da meravigliarsi che la Biotechnology Industry Organisation – che rappresenta aziende come la Monsanto – una volta lo abbia nominato Governatore dell’anno. Il suo attuale lavoro? Presidente e CEO del Dairy Export Council degli Stati Uniti, dove guadagna quasi 1 milione di dollari di reddito annuo”.

L’articolo si chiude così:

“Dobbiamo davvero aspettarci qualcosa di diverso questa volta? Considerando che Vilsack è portavoce del settore lattiero-caseario aziendale, che gli fa  guadagnare milioni di dollari all’anno, la risposta è no. Anche questo non riguarda solo una persona. La nomina di Vilsack è un’ulteriore prova che Biden e i Democratici non vogliono alcun cambiamento reale. Continueranno a promuovere politiche pericolose che sostengano lo status quo e danneggino la classe lavoratrice, nascondendosi dietro il fumo e gli specchi di pochi gesti performativi”.

Insomma, davvero progressista la scelta di Biden….

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