Domanda: per assistere agli eventi di ‘Palermo Capitale della Cultura’ si paga o è tutto gratuito?
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Domanda: per assistere agli eventi di ‘Palermo Capitale della Cultura’ si paga o è tutto gratuito?


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La nostra, sia chiaro, è una semplice domanda: non abbiamo ancora capito, infatti, come funziona la partecipazione a questi eventi. Ci permettiamo di ricordare che, nel caso in cui fosse previsto il pagamento, si creerebbe una disparità tra cittadini che possono pagare e cittadini che non possono pagare 

di Lorenzo Ambrosetti

Ci piacerebbe capire una cosa: alle manifestazioni organizzate in occasione di “Palermo Capitale italiana della Cultura 2018” si può assistere gratuitamente o bisogna pagare? La domanda non ci sembra secondaria.

Noi riteniamo che dovrebbero essere gratuite. L’eventuale presenza di una delibera comunale che dà il via a Palermo Capitale italiana della cultura potrebbe essere, come dicono i giuristi, un mostrum giuridico. Cerchiamo di illustrare il perché.

Il nostro ordinamento giuridico prevede che tutti gli enti pubblici, nei loro apparati esecutivi, godano della cosiddetta discrezionalità amministrativa. La discrezionalità amministrativa è il margine di apprezzamento che la legge riserva alle determinazioni degli organi esecutivi degli enti pubblici, nei quali rientra anche il Comune.

Così, stante il rispetto del principio di legalità, il Comune può stabilire tariffe, importi da versare in caso di erogazioni di prestazioni pubbliche. Ma ciò entro certi limiti.

Il supremo limite è il rispetto della Costituzione e delle leggi.

A fronte del rispetto del principio di legalità, e per porre un margine alla discrezionalità amministrativa, affinché essa non sconfini in arbitrio, sono previsti, dall’ordinamento, i vizi in cui può incorrere l’atto amministrativo. Essi sono: violazione di legge, incompetenza, eccesso di potere.

Nel caso dell’esistenza di una delibera che dà il via a “Palermo Capitale italiana della cultura” con la previsione di pagamento per assistere alle manifestazioni, tale eventuale delibera autorizzativa potrebbe essere viziata da eccesso di potere per sviamento, nell’atto in cui impone che le prestazioni fornite dall’ente pubblico siano a pagamento.

Ciò andrebbe contro la Costituzione e le leggi.

In particolare, andrebbe contro l’art. 3, 1° comma della Costituzione che stabilisce espressamente che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.

Nel caso di specie si penalizzerebbero quei cittadini che non possono permettersi di pagare il tributo, e che quindi sarebbero meno uguali davanti alla legge di quelli che possono pagarlo.

Andrebbe, poi, contro il 2° comma dell’art. 3, che stabilisce espressamente che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono di fatto la piena e sostanziale uguaglianza dei cittadini.

L’art. 2 della Costituzione stabilisce poi che la Repubblica tutela i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo, sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità. E’ indubbio che il diritto alla fruizione della cultura rientri tra i diritti inviolabili, quale diritto all’edificazione morale, etica, ed estetica dell’individuo.

19 marzo 2018

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