E’ Dore Misuraca che si è spostato a sinistra o è il PD che non è più di sinistra?
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E’ Dore Misuraca che si è spostato a sinistra o è il PD che non è più di sinistra?


Giulio Ambrosetti

L’ironia è una bella cosa. Ma va usata bene. Ironizzare sul parlamentare nazionale ex Forza Italia, Dore Misuraca, che, aderendo al PD, sarebbe passato a sinistra significa non cogliere il vero significato politico di quanto accaduto: e cioè che il PD, già da tempo, non è più un partito di sinistra. Soprattutto in Sicilia dove 9 deputati regionali su 11 di questo partito sono moderati, non certo ex Pci 

Da ieri l’ironia non sta risparmiando Dore Misuraca, già deputato regionale, già assessore regionale di Forza Italia, parlamentare nazionale prima di Forza Italia e poi del Nuovo centrodestra. Motivo: la sua adesione al PD.

Chi ironizza su Misuraca (che non si ricandida) – a cominciare dall’ex sindaco di Palermo, Diego Cammarata – evidentemente non si è accorto di un paio di cose.

Nel giugno dello scorso anno, in occasione delle elezioni comunali di Palermo, Dore Misuraca ha appoggiato la lista Democratici e Popolari. Dentro questa lista – in appoggio al candidato sindaco Leoluca Orlando – c’era il PD di Palermo, con in testa i candidati del sottosegretario Davide Faraone e dell’allora assessore regionale, Antonello Cracolici.

Perché stupirsi della foto di ieri, che lo ritrae assieme a Leoluca Orlando e a Davide Faraone se, con questi esponenti del PD, ha già affrontato le elezioni comunali di Palermo?

Tra l’altro – numeri alla mano – senza i voti di Dore Misuraca la lista Democratici e Popolari non avrebbe raggiunto il 5% e non avrebbe avuto rappresentanti in Consiglio comunale.

Semmai ci sarebbe da chiedersi come mai, nella foto di ieri, non c’era anche l’ex assessore Cracolici.

Alle elezioni regionali siciliane dello scorso novembre il partito di Dore Misuraca – Alleanza Popolare – si è presentato in alleanza con il PD, sostenendo il candidato alla presidenza della Regione, Fabrizio Micari.

Vero è che Alleanza Popolare non ha raggiunto il 5%. Ma è altrettanto vero – COME HA RICORDATO L’EX SENATORE GIUSEPPE ‘PINO’ FIRRARELLO – che senza i voti di questa forza politica il PD avrebbe preso sette deputati e non undici deputati!

Per chiudere, tutti sanno che, sotto banco, è già operativo l’accordo tra Renzi e Berlusconi. ‘Patto’ smentito sia dal leader del PD, sia dal ‘capo’ di Forza Italia.

Sennonché – proprio ieri – non un politico qualunque, ma il Ministro degli Interni, Marco Minniti si è dichiarato favorevole, per il dopo elezioni del 4 marzo, a un Governo di larghe intese: che, tradotto dal ‘politichese’, significa, in primo luogo, accordo tra PD e Forza Italia.

Cosa vogliamo dire? Semplice: che chi oggi si meraviglia del passaggio di Misuraca al PD dà per scontato che il Partito Democratico sia ancora una formazione politica di sinistra.

Forse chi si ‘meraviglia’ dell’adesione di Misuraca al PD dovrebbe osservare le cose con maggiore attenzione: si accorgerebbe che Renzi, nel fare le liste del PD alle elezioni del 4 marzo, ha messo alla porta quasi tutti i candidati di estrazione comunista.

Ha fatto, Renzi, quello che hanno già fatto gli elettori siciliani alle già citate ultime elezioni regionali, quando, su 11 deputati del PD, ne hanno eletto appena due di estrazione post comunista: tutti gli altri sono o ex democristiani, o moderati come Dore Misuraca…

P.s.

Che dire dei candidati di Forza Italia che si presentano con la foto dove campeggia la scritta “Berlusconi presidente”? Presidente di che se è condannato e, quindi, non candidabile?

 

 

16 febbraio 2018

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GiulioAmbrosetti


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