I dubbi di Lagalla e le ombre del CETA sulle elezioni siciliane per colpire il grano duro
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I dubbi di Lagalla e le ombre del CETA sulle elezioni siciliane per colpire il grano duro


Giulio Ambrosetti

Il candidato centrista alla presidenza della Regione, Roberto Lagalla, mette in guardia su una possibile strumentalizzazione delle elezioni regionali siciliane per “delineare strategie politiche nazionali”. Ma il vero pericolo è che, tramite i soliti alfaniani, buoni per tutte le stagioni, l’Unione Europea del CETA entri in Sicilia per smantellare la coltura del grano duro della nostra Isola e di tutto il Sud

Stanno usando le elezioni regionali siciliane per “delineare strategie politiche nazionali”? Se n’è accorto anche Roberto Lagalla, già rettore dell’università di Palermo, candidato centrista alla presidenza della Regione. In questa fase di stallo di centrodestra e centrosinistra, Lagalla ne ha profitta per mettere qualche puntino sulla ‘i’.

E lo fa commentando sia il vertice tra Leoluca Orlando i due ‘presunti’ schieramenti alternativi al PD, Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana, sia le dichiarazioni del parlamentare nazionale di centrodestra, Saverio Romano, che dopo mesi di nulla di fatto invoca l’unità del centrodestra:

“Valuto deludente il risultato dell’incontro di oggi (ieri per chi legge ndr) – dice Lagalla – in relazione al prevalere di veti e pregiudiziali nei confronti di schieramenti politici centristi e moderati”.

Questo passaggio dovrebbe essere rivolto al “No” di Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana ad un accordo fra il centrosinistra e Alternativa Popolare, il movimento del Ministro, Angelino Alfano. Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana dicono sì alla candidatura di Fabrizio Micari proposta da Leoluca Orlando (contenti loro…), ma non vogliono tra i piedi Alfano e i trasformisti del suo partito.

I veti, a quanto pare, non piacciono a Lagalla:

“Ancora una volta – dice l’ex rettore dell’università di Palermo – sembra essersi imposta la logica della preventiva ricerca dei nomi di possibili candidati. Sullo sfondo si intravede con chiarezza l’interesse a fare delle elezioni regionali siciliane uno strumento per delineare strategie politiche nazionali, a dispetto delle attese e dei bisogni dei Siciliani. IdeaSicilia (che è il movimento di Lagalla ndr) si associa alla dichiarazione dell’onorevole Romano, che ha invocato il ricorso all’unità come metodo decisivo per affrontare la competizione elettorale di novembre e ha sottolineato l’importante funzione di cerniera che può essere svolta dalle forze moderate”.

‘Bruciato’ da Salvatore ‘Totò’ Cardinale, leader di Sicilia Futura, che ha provato, strumentalmente, ad associare Lagalla al caos che regna nel centrosinistra siciliano, Lagalla cerca adesso di ‘smarcarsi’ dall’abbraccio con un PD siciliano in ‘panne’ per provare la sponda del centrodestra.

“Da parte nostra – conclude l’ex rettore – non possiamo che condividere il richiamo al metodo, manifestando crescente inquietudine per questo frenetico balletto della politica, che provoca smarrimento nei siciliani e avvantaggia, per eccesso di strumentalità e di tatticismo, il partito dell’astensionismo e quello della protesta senza se e senza ma”.

Al di là delle parole di Lagalla, Alfano e i suoi, in Sicilia, non godono di grande considerazione. Ricordiamo che gli alfaniani, fino a poco tempo fa, si chiamavano ‘Nuovo Centrodestra Democratico’ e, alle elezioni regionali del 2012, hanno chiesto i voti agli elettori siciliani di centrodestra. Dopo di che sono passati, armi e bagagli, ad appoggiare i Governi di centrosinistra, tradendo la fiducia degli elettori.

Prima hanno tradito a Roma, dove, in barba alle indicazioni degli elettori, hanno deciso di appoggiare il Governo Renzi. Poi hanno replicato in Sicilia, entrando a far parte del Governo regionale di Rosario Crocetta. Entrambi i Governi – quello romano e quello siciliano – oltre che fallimentari sono di centrosinistra.

Di fatto, quella consumata da Alfano e i suoi, a Roma e in Sicilia, è un tradimento – o se si preferisce una presa in giro – ai danni degli elettori.

E’ per questo che gli alfaniani vengono visti come soggetti da tenere a distanza: non li vuole Nello Musumeci nel centrodestra e non li vogliono Articolo 1 MDP e Sinistra Italiana nel centrosinistra.

Anche la candidatura alla presidenza della Regione di Giovanni La Via, europarlamentare alfaniano, è una forzatura con molta probabilità sponsorizzata dall’Unione Europea dell’euro. Per la cronaca, La Via è un docente universitario presso la facoltà di Agraria di Catania. nessuno, meglio di lui, sa cos’è e cosa prevede il CETA, l’accordo commerciale internazionale che le multinazionali hanno imposto a una fragile Unione Europea ormai nelle mani di finanza, banche e speculatori di ogni risma.

Il CETA è un accordo commerciale criminale che, nel Sud Italia, punta ad un obiettivo preciso: smantellare il grano duro – coltura d’elezione del Mezzogiorno – per fare posto ai 4 milioni di tonnellate di grano duro canadese ‘ricco’ di glifosato e di micotossine DON.

La Via conosce molto bene questi problemi. Ma al Parlamento europeo, insieme con gli europarlamentari di Forza Italia e del PD, ha votato in favore del CETA.

Per questo non ci sarebbe da stupirsi se, in un’alleanza ipotetica tra il PD siciliano (e, in generale, il centrosinistra) e quella parte di Forza Italia che non vuole votare Musumeci, il candidato alla guida della Sicilia di questo mega-inciucio’ possa rispondere proprio al nome di La Via.

In questo caso, la Sicilia non verrebbe ‘usata’ – come lascia intendere il professore Lagalla, per garantire una spartizione di poltrone al Parlamento nazionale, ma anche per dare in ‘pasto’ la Sicilia ai ‘predoni’ e massoni che oggi controllano, non democraticamente, l’Unione Europea dell’euro.

 

18 agosto 2017

Autore

GiulioAmbrosetti


ONE COMMENT ON THIS POST To “I dubbi di Lagalla e le ombre del CETA sulle elezioni siciliane per colpire il grano duro”

  1. Michele ha detto:

    Scusa il commento banale, ma in tutte queste dietrologie e complotti si salverebbe qualcuno ? e tu per quale “anima candida” voteresti ?

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