Due ‘ricette’ per mandare a casa il Governo Renzi (e per liberare l’Italia da Hollande e dalla Merkel)
Editoriale

Due ‘ricette’ per mandare a casa il Governo Renzi (e per liberare l’Italia da Hollande e dalla Merkel)


Time Sicilia

di Economicus

Un economista italiano (di origine siciliana) che vive da anni a Londra ci racconta come, utilizzando le leve dell’economia, sarebbe possibile mandare a casa in Governo Renzi in tre-quattro mesi. Si tratterebbe di soffrire un po’ (ma non troppo, dal momento che l’Italia, attualmente, è in depressione economica). Il possibile rilancio del Sud Italia puntando sui prodotti della dieta mediterranea. L’elogio dell’iniziativa di GranoSalus “che per il grano duro del Sud Italia è strategica”

In economia esistono, bene o male, due rimedi per venire fuori dalla crisi: aumentare la spesa pubblica e mettere comunque le famiglie nelle condizioni di poter acquistare beni e servizi: in una parola, creando le condizioni per aumentare i consumi.

John Maynard Keynes, a differenza, ad esempio, degli economisti classici, teorici del pessimismo senza vie d’uscita (Malthus pensava che le crisi cicliche che si verificavano nell’economia erano, quasi quasi, maledizioni piovute dal cielo), era un ottimista. E per superare le crisi economiche teorizzò l’aumento della domanda al consumo da creare con una massiccia iniezione di lavori pubblici.

Quando disse che i Paesi in crisi, con i soldi dello Stato, avrebbero dovuto sfasciare le strade per poi ricostruirle lo presero per matto. Poi, però, alla lunga, le sue intuizioni si sono rivelate giuste. Anche se la sua idea non prevedeva affatto il ricorso alla spesa pubblica all’infinito.

Perché ho fatto questa premessa? Perché, pur vivendo da anni in Inghilterra, a parte qualche commentatore, non capisco come fanno in Italia a non capire che l’economia non ripartirà mai senza un aumento consistente della spesa pubblica e senza un aumento del reddito delle famiglie.

Già l’Italia deve scontare la demenziale adesione all’Euro. Se a questo si aggiungono una spesa pubblica che si riduce e il reddito delle famiglie che non cresce – e che, addirittura, si riduce – la ripresa economica, per l’Italia rimarrà un miraggio.

A questo punto vorrei dare un paio di consigli agl’italiani che vogliono mandare a casa Renzi e il suo Governo. partendo da una seconda premessa.

Suppongo che voi sappiate perché l’Unione Europea dell’Euro insiste con la politica dell’austerità. Lo ribadiamo per fugare eventuali dubbi: perché vuole che le famiglie dei Paesi europei in difficoltà, lasciati a corto di reddito, attingano dai propri risparmi.

Non solo. Così facendo, impongono a questi Paesi di risparmiare sulla spesa pubblica e di investire nel rilancio dell’economia proprio le risorse finanziarie risparmiate con i tagli.

Non c’è bisogno di essere economisti per intuire che questa linea di politica economica, apparentemente stupida, è, in realtà, criminale.

E’ certamente stupida perché illogica. Come abbiamo accennato, senza aumento della spesa pubblica e senza incremento dei redditi delle famiglie non ci può essere ripresa. I tedeschi – che sono i padroni dell’Unione Europea – questo lo sanno benissimo.

Ma impongono linea di politica economica dell’austerità – soprattutto ai danni dell’Italia – perché vogliono continuare a impoverire gli italiani.

Ai tedeschi l’idea che l’Italia abbia un debito pubblico di oltre 2 mila e 300 miliardi di Euro e che tantissimi italiani siano ancora proprietari di abitazioni non va proprio giù.

L’obiettivo dei tedeschi – lo ribadisco – è impoverire gl’italiani, costringerli a spendere i propri risparmi, per poi costringerli a vendere le proprie abitazioni e le proprie aziende, prima quelle pubbliche, poi quelle private.

Questo è il progetto della Germania per finire di frantumare l’economia italiana. Il problema, cari italiani, è che avete un Governo che – non ho ancora capito se consapevolmente o inconsapevolmente – appoggia la Germania. Anzi, se proprio dobbiamo essere sinceri, è un Governo voluto da Germania e Francia.

Ci riferiamo al Governo Renzi. Governo che voi italiani, per salvarvi, dovete mandare a casa in tempi brevissimi.

Ecco, allora, le già citate proposte per mandare a casa Renzi.

In primo luogo, gli italiani, fatti salvi i prodotti alimentari (più avanti vi dirò come articolare i consumi per i beni alimentari), debbono ulteriormente ridurre i consumi.

Volete acquistare un paio di scarpe? Riflettete. Se proprio non ne potete fare a meno, acquistatele. Ma se non ne potete fare a meno, risparmiate questi soldi e metteteli da parte.

Lo stesso discorso con i vestiti. Idem per altri oggetti superflui.

Ribadisco: se proprio dovete acquistarli, fatelo, acquistando, però. solo beni prodotti in Italia. Ma se non ne avete bisogno, non spendete i vostri soldi: al contrario, conservateli.

Non parliamo, poi, dei beni di lusso: di questi non ne dovete acquistare più.

Sulle automobili, poi, la riduzione degli acquisti va articolata.

Se proprio avete bisogno di acquistare un automobile, fatelo, evitando accuratamente di acquistare auto tedesche, francesi e Fiat.

Sì, non dovete più acquistare auto Fiat, perché questi signori, dopo aver ‘spremuto’ l’Italia per decenni, se ne sono andati via dall’Italia.

La risposta da dare a questi signori è una: non acquistare più auto Fiat.

Qualcuno di voi obietterà: ma riducendo i consumi non si deprimerà di più l’economia?

Certo. Ma ricordatevi che la crisi economica dell’Italia di oggi non è una semplice recessione, ma una depressione. In Italia non si vedevano in giro tutti ‘sti poveri dagli anni subito successivi alla Seconda guerra mondiale. Con la differenza che, dal 1946 in poi, l’economia italiana cresceva, mentre oggi l’economia italiana va indietro, complice una moneta unica gestita male.

Come si dice in questi, non può fare più buio di mezzanotte. E, in ogni caso, si otterrebbe il risultato di far cadere il Governo Renzi, assestando anche un colpo alle multinazionali che oggi stanno colonizzando l’Italia, soprattutto nel settore agroalimentare, impoverendo l’agricoltura italiana.  

Riducendo drasticamente il consumo di questi beni in tre mesi metterete in grandissima difficoltà il Governo Renzi. Per due motivi tra loro interconnessi.

Riducendo i consumi, si ridurranno le entrate per lo Stato. Renzi sarà costretto a inventarsi nuove tasse non tra un anno, ma a Dicembre di quest’anno. Colpendo le famiglie italiane, che gli si rivolteranno contro; e colpendo le imprese già in crisi che si ribelleranno.

Vi garantisco che se tanti italiani seguiranno questo consiglio il Governo Renzi, resisterà fino a Gennaio, forse fino a Febbraio, ma a Marzo sarà cacciato via a furor di popolo.

Per accelerare la crisi del Governo Renzi, cari italiani, dovrete articolare bene i consumi per i beni primari, cioè per i beni alimentari.

Questi consumi non vanno ridotti, ma orientati. Se potete, rivalutare i piccoli negozi artigianali, cominciando a ridurre la vostra presenza nella grande distribuzione organizzata.

Dirigetevi verso i prodotti agricoli locali, puntando sul cosiddetto chilometro zero.

Se proprio non ne potete fare a meno, per problemi di tempo (è noto che la distribuzione organizzata è comoda perché offre tutto in uno stesso luogo), acquistate solo prodotti alimentari italiani.

Avendo cura di scartare i prodotti alimentari francesi e tedeschi.

Ricordatevi che i consumatori dispongono di uno strumento formidabile per combattere la globalizzazione dell’economia e le politiche economiche depressive dell’Unione Europea dell’Euro: la scelta dei prodotti da consumare.

Se utilizzerete questo strumento bene, penalizzando chi vi sta penalizzando, aiuterete l’Italia e metterete in difficoltà il Governo Renzi e i tedeschi e i francesi che lo sostengono.

Per chiudere, vorrei segnalarvi un’ottima campagna che sta portando avanti un’associazione di produttori di grano duro che è stata fondata nel Sud d’Italia: GranoSalus.

Ho conosciuto GranoSalus leggendo il blog I Nuovi Vespri (ho pregato il direttore di mettere in evidenza gli articoli che riguardano tale associazione, con particolare riferimento alle interviste, interessantissime fatte a Saverio De Bonis.

Combattere la globalizzazione dell’economia – in questo caso con riferimento al grano duro – partendo dal basso è giustissimo. E’ necessario promuovere questa iniziativa. Perché è veramente assurdo che il Mezzogiorno d’Italia, avendo a disposizione il grano duro che è tra i migliori al mondo per qualità, abbia smantellato 600 mila ettari di questa coltura per fare posto a grani duri avvelenati.

Seguite GranoSalus e sostenete tale iniziativa. Ma ricordatevi che bisogna combattere anche altre follie dell’Unione Europea, come l’importazione di olio d’oliva tunisino di pessima qualità, i formaggi da produrre senza latte, l’ortofrutta che arriva dal Nord Africa carica di pesticidi, pomodori e passate di pomodori asiatici (altrettanto carichi di pesticidi) e, adesso, anche il latte cinese.

Il Sud Italia – e io, da uomo del Sud ne sono orgoglioso – ha una grande carta da giocare: la dieta mediterranea: quella vera. Giochi questa carta, alla faccia della globalizzazione dell’economia e delle mafie economiche e finanziarie che ci stanno dietro.

Saverio De Bonis: la UE non tutela l’Italia

Come verificare, in casa nostra, se il pane che mangiamo contiene o no micotossine (qui troverete altri articoli sul grano allegati)

Contro la globalizzazione dell’economia

 

 

 

 

21 settembre 2016

Autore

TimeSicilia


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