Egitto, attentato dentro una moschea del Sinai: 235 morti
Esteri

Egitto, attentato dentro una moschea del Sinai: 235 morti


Time Sicilia

305 morti, di cui 27 bambini, e 128 feriti: è il bilancio della strage terroristica compiuta ieri alla moschea sufi di Al Rawdah nel Sinai Settentrionale. L’attacco è stato condotto durante la preghiera del venerdì. I terroristi- che avevano la bandiera dell’ISIS- hanno piazzato una bomba all’interno del luogo di culto e sparato sui fedeli che fuggivano dopo l’esplosione.

Si tratta del peggior attacco messo a segno in quattro anni di violenze nel Sinai da parte degli islamisti. L’ufficio del presidente Al Sisi ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.
Dopo il feroce attentato non è mancata la risposta militare di Al Sisi che ha bombardato alcune postazioni jihadiste. “L’Egitto sta combattendo il terrorismo a nome della regione e del mondo intero. Questa è la ragione per cui tutto quello che sta accadendo al momento è un tentativo di ostacolare i nostri sforzi contro il terrorismo e un tentativo di rompere la nostra volontà di mettere fine al terribile progetto criminale teso a distruggere ciò che è rimasto della nostra regione”, ha detto al-Sisi. “Dico a tutti gli egiziani che devono essere certi del fatto che la lotta che stanno osando contro il diavolo, contro le azioni vili e criminali, è la lotta più nobile e la più onorevole di sempre. Vedremo chi aiuterà Dio”.

Quella di al-Rawdah. spiega l’AGI, non è una moschea qualunque ma è una delle roccaforti egiziane dei musulmani sufi, una comunità che in passato è stata più volte attaccata dai terroristi dell’Isis, che hanno alcune basi nell’area del Sinai. Questa confraternita islamica è la più “mistica” della religione musulmana ed è considerata “eretica” dai gruppi fondamentalisti. L’assalto avviene in giorni importanti per i sufi, giorni che precedono l’anniversario della nascita del profeta Maometto (579) che sarà celebrato giovedì prossimo. Per i seguaci di Al Baghdadi è considerata una deviazione anche la celebrazione dell’anniversario. Nel febbraio scorso gli estremisti rapirono e decapitarono due esponenti del mondo sufi nel Sinai proprio con l’accusa di eresia.

Il Sinai egiziano, l’area al confine con Israele e la striscia di Gaza, è spesso teatro di attacchi portati avanti da terroristi legati all’Isis, che hanno spesso come bersaglio poliziotti e militari, ma nel corso dell’ultimo anno la loro frequenza era diminuita.

25 novembre 2017

Autore

TimeSicilia


Rispondi

Seguici su Twitter
Chi Siamo

Giornale online diretto
da Giulio Ambrosetti

vice direttore
Antonella Sferrazza

timesicilia@gmail.com

Powered by GianBo